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Il legno delle casette prefabbricate può marcire nel tempo?

La Redazione
​Se è vero che il legno è un materiale che può marcire, è altrettanto vero che questo "difetto" è facilmente arginabile. Sono molti gli esempi di costruzioni in legno tutt'ora intatte, dopo secoli
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Se è vero che il legno è un materiale che può marcire, è altrettanto vero che questo “difetto” è facilmente arginabile. Anche gli esempi storici insegnano che è impossibile mentire su questo aspetto, dal momento che sono molti gli esempi di costruzioni architettoniche in legno tutt’ora intatte, dopo secoli di vita.

Tra gli esempi più famosi, quello lampante riguarda le fondamenta di Venezia, la città lagunare per eccellenza in Italia, che poggiano su pali in larice o rovere: non sarebbero stato impiegato il legno, se fosse marcito dopo pochi anni, e a Venezia l’umidità è di casa.

Il legno di qualità non marcisce: ecco gli accorgimenti

Ne consegue che, nonostante gli alti livelli di umidità e l’esposizione alle intemperie e alle temperature rigide (come nel caso delle baite in montagna), le strutture in legno non hanno subito influenze negative. Il segreto? È facile intuirlo quanto complicato da accettare: il legno è un materiale che può durare per secoli, se la struttura è progettata e realizzata con competenza e con materiali di qualità, e se vengono effettuati i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Per questo è bene specificare fin dall’inizio che il consiglio principale che deve seguire chi ha intenzione di costruire una struttura in legno o acquistare una casetta prefabbricata, deve rivolgersi a una ditta di professionisti del settore della bioedilizia, una fra tutte è Pineca, che conosce le tecniche di trattamento del legno nel modo più corretto per assicurare longevità nel tempo.

Queste casette sono anche trattate per essere ignifughe (il processo di carbonizzazione impedisce la propagazione delle fiamme all’intera struttura) e l’elasticità, una delle molte proprietà del legno, le rende resistenti alle scosse di terremoto e ai crolli da sisma, molto più di quanto non riescano a fare le case in laterocemento.

Il legno non marcisce con l’umidità (interna e di risalita)

Per entrare nel vivo della questione, bisogna partire dalla progettazione delle casette in legno. È in questa fase che il costruttore deve valutare tutte le cause di formazione del marciume, che contribuiscono al deterioramento dei materiali.

Prime fra tutte, vi è l’azione dannosa della condensa. Oltre a favorire la formazione di funghi e muffe, la condensa consente al vapore che si forma in casa, soprattutto in inverno quando ci sono i riscaldamenti accesi, di raggiungere l’esterno attraverso le pareti. Per questo serve dotare le case in legno di un impianto di ventilazione naturale o controllata, per consentire il ricambio naturale dell’aria, senza il bisogno di aprire le finestre. Questo impianto mantiene buoni i valori di umidità in casa (intorno ai 20 gradi) ed evita la formazione della condensa.

Un’altra soluzione è l’installazione del freno vapore: si tratta di una membrana inserita nella stratigrafia della struttura, che funge da ostacolo all’umidità interna, che non può rimanere all’interno della casa e danneggiare la struttura in legno. Si posiziona in corrispondenza delle scatole di derivazione elettriche, dei punti luce, delle giunzioni tra pannelli prefabbricati.

Ma non è sufficiente. Bisogna pensare anche alla protezione dei punti più vulnerabili della struttura in cui si forma l’umidità di risalita, che si presenta se l’acqua ristagna nel terreno e risale lungo le pareti. Si tratta dei muri perimetrali, del tetto, dei ponti di congiunzione tra gli elementi, cioè dei punti di contatto della casa con il terreno: grazie all’utilizzo di materiali isolanti, si proteggono le pareti di casa dalla risalita dell’acqua dal terreno, proteggendole dal rischio di marcire.

Il legno non marcisce con la pioggia

Un altro aspetto da valutare è l’interazione della pioggia con un materiale naturale come il legno. Anche in questo caso, prima di procedere all’acquisto, il cliente si chiede se, a lungo andare, la pioggia possa danneggiare la struttura. La risposta è no.

Ogni struttura in legno non prevede l’esposizione degli elementi costruttivi al contatto diretto con la pioggia, ma si inseriscono sempre dei ripari, come le tettoie o le grondaie. Le tecniche innovative di costruzione inseriscono anche degli strati esterni isolanti alle pareti che servono a ricoprire la parte strutturale, in modo da non esporla direttamente all’esterno. In questo modo, l’acqua piovana non può penetrare all’interno e l’umidità resta all’esterno.
Infine, deve essere accuratamente progettato anche l’attacco delle pareti a terra. Si inserisce un cordolo di rialzo in cemento armato, oltre ad una guaina resistente ed elastica che separi le zone di contatto tra i pannelli portanti in legno e il cordolo.

Agli abitanti della casetta in legno resta da fare attenzione a un piccolo ma fondamentale accorgimento: non bisogna fare buchi alle pareti perimetrali e al tetto, ad esempio per appendere quadri e lampadari o fissare mensole: i fori potrebbero agevolare la formazione di condense interstiziali che farebbero marcire la struttura portante in legno.

mercoledì 18 Maggio 2022

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