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Dal consiglio comunale fronte comune per potenziare l’Umberto I

La Redazione
De Benedittis torna in Regione con il sindaco di Ruvo
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«La chiusura dell'ospedale è una fake news». Sono parole del sindaco di Corato Corrado De Benedittis pronunciate nel corso del consiglio comunale nel quale si è trattato del destino dell'Umberto I e delle posizioni che l'amministrazione comunale dovrà assumere al fine di tutelare la sua permanenza come ospedale di primo livello. Un consiglio comunale celebratosi dopo una serie di riunioni di commissione, alle quali erano stati invitati i vertici politici e amministrativi della sanità pugliese, senza però che l'invito fosse mai stato accolto. Invito inoltrato anche in occasione della seduta del consiglio comunale di ieri e raccolto esclusivamente dalla senatrice Piarulli, che ha fornito il suo contributo ai lavori. 

L'ospedale di Corato non chiuderà nell'imminenza, è un dato ormai chiarito. Resta però fermo il fatto che – come deliberato in Regione – l'Umberto I sia un ospedale di I livello il quale però presenta numerose carenze in termini di servizi e di personale. 

«L’ospedale Umberto I è classificato come ospedale di primo livello. Ha 25 mila metri quadri di superfici interne, oltre 25 mila metri quatri di superfici esterne e le zone esterne adiacenti sono tutte vincolate come sanitarie e di facile accesso. È un ospedale antisismico con un piano anti incendio conforme alla legge vigente, possiede un piano di stabilita’ ed è conforme alle norme sul risparmio energetico. Ha oltre un ottavo di luce naturale. Tra l’altro a meno di 200 metri c’e’ la fermata della metropolitana. Ospedale di primo livello dunque» ha affermato nel suo intervento il presidente della commissione consiliare sanità citando la delibera di giunta regionale relativa al riordino ospedaliero del febbraio 2016.

«Tuttavia – ha continuato – nelle ultime settimane abbiamo ascoltato l’assessore Palese in commissione parlare di chiusura del nostro ospedale. Chiusura poi non confermata dall’assessore nel corso dell’incontro che ha concesso in regione al sindaco e a me. Tanta confusione, creata ad arte per consentire ai politici di Molfetta prima e di Bisceglie poi di accreditarsi in vista delle prossime elezioni amministrative. Confusione anche geografica. Ospedale del nord barese, della Asl Bari, che va a finire nella Bat» ha tuonato.

E rivolgendosi al sindaco ha riferito: «Abbiamo bisogno di chiarezza» parlando di un ospedale «bistrattato dalla politica, svilito, vittima di angherie. «È del tutto evidente – ha continuato – che questa incapacità della politica locale nel tutelare il proprio presidio ospedaliero abbia indotto i professionisti a valutare corato come un punto di passaggio da cui fuggire, piuttosto che un ambito punto di arrivo dove potersi esprimere al massimo delle proprie professionalità».

E quindi la richiesta di formualre una interrogazione ufficiale. Sinora infatti le rassicurazioni sul futuro dell'Umberto I sono state suggellate esclusivamente da strette di mano. Nulla dunque di ufficiale. «Devono metterci per iscritto nero su bianco quali sono le intenzioni sull’ospedale di Corato. Vogliono chiuderlo o vogliono tenerlo aperto? E se aperto, con quali caratteristiche? Con quale forza lavoro? Dobbiamo pretendere un atto inequivocabile da presentare alla città e su cui poi eventualmente trarre le conseguenze. Se qualcuno intende giocare è bene che se ne assuma pubblicamente le responsabilità» ha detto.

Un intervento dal quale sono emerse una serie di riflessioni tutte in realtà convergenti rispetto alla necessità di garantire un futuro certo all'ospedale di Corato. Una posizione condivisa anche dalla senatrice Piarulli che, parlando all'assemblea, ha ribadito la necessità di dotare l'Umberto I delle attrezzature e del personale al fine di «tutelare la salute dei cittadini». «È necessaria una battaglia per evitare il depotenziamento del personale e la conseguente chiusura dei reparti: oggi nel pronto soccorso ci sono solo 4 medici, il reparto di ortopedia è chiuso e le apparecchiature della radiologia sono vetuste e potrebbero anzi essere dannose » ha detto la senatrice. 

Completo anche l'intervento del consigliere del gruppo misto Alessandro Palmieri: «Non è una lotta di campanile. Un ospedale di primo livello dovrebbe avere una serie di servizi che però Corato non ha. In questo momento quasi 200mila persone non possono ottenere dei servizi: il vero problema è questo. L'ospedale di Corato sta diventando una scatola vuota». E ha fatto notare: «La Asl Bari ha chiesto per Corato, nell'ambito del PNRR, 7 milioni e mezzo di euro per la casa di comunità: la mia paura è che chiudano tutto e ci diano questo contentino. Chiedo una forte presa di posizione affinché non rimanga nulla di intentato».

«Siamo in una visione di supermercato della salute – ha detto la capogruppo Demos De Benedittis –  Si parla di sanità come settore produttivo, di vantaggi competitivi, di mercato sanitario. È il tempo di costruire nuove alleanze che rovescino questa visione». Dall'intervento della De Benedittis è inoltre emerso il problema del servizio della neuropsichiatria infantile ancora non risolto e collocato in strutture non adeguate. 

Politico l'intervento dei consiglieri di opposizione. Bovino ha chiesto un intervento politico di raccordo con gli organi istituzionali regionali: «Tutti noi siamo d'accordo a migliorare l'ospedale, ma perché gli interlocutori con cui avete parlato non sono venuti?». «La questione sanitaria va affrontata nelle sedi istituzionali e non per vie amichevoli» ha risposto il sindaco De Benedittis. «I rapporti con la Regione, i vertici ASL sono continui, costanti e collaborativi. Il tema della sanità non può più essere affidato a rapporti tra potentati». «L'ospedale di Corato deve essere un ospedale di primo livello: la delibera abbia la sua esecutività. L'ospedale chiude? È una fake news. Palese ha detto che quando il piano regionale arriverà ad aver costruito i 54 nuovi ospedali previsti in Puglia, da ora ai prossimi 30 anni, allora ovvio che si va a ripensare ruoli e destinazioni dell'attuale presidio ospedaliero. Questo è in prospettiva di lunghissimo termine. La Regione, nell'immediato, prevede investimenti e qui inizia il nostro ruolo di fare da stimolo alla Regione affinché si proceda in tal senso». E ha annunciato: «Torneremo martedì alla Asl a parlare con il direttore generale e l'assessore Palese».

Tra gli interventi si segnala anche quello del consigliere Gennaro Sciscioli che ha rilevato come una città come Corato, tra le comunità che sostiene la pubblica spesa in maniera importante attraverso le proprie tasse, abbia difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza. L'impegno dunque è quello di battere qualsiasi strada affinché venga data esecutività alla delibera di giunta che vuole l'ospedale di Corato come ospedale di primo livello. 

Nella medesima seduta si è risposto anche ad alcune interrogazioni relative ai progetti PNRR di cui riferiremo in maniera dettagliata in un apposito resoconto. 

sabato 23 Aprile 2022

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Mario Mazzilli
Mario Mazzilli
2 mesi fa

Il Pd è rimasto muto evidentemente vuole la chiusura dell'ospedale.

G. R.
G. R.
2 mesi fa

Caro Sindaco Le ricordo che il Presidente Emiliano appartiene alla Sua stessa ideologia politica di centro-sinistra. Le ricordo che anche Niky Vendola si prodigò contro la chiusura dell’ospedale di Terlizzi, tanto da non permettere nel 1995 all’On. Fitto di poter scendere dalla propria auto per esporre il nuovo piano di riordino sanitario pugliese. Beh guarda caso proprio nella 2da legislatura Vendola si è decisa la chiusura dell’ospedale di Terlizzi. Spero che ciò non capiti per Corato, visto che l’ospedale della ASL BARI si costruirà a Bisceglie in pieno territorio provincia BAT. Follia !!!!

Attilio Di Girolamo
Attilio Di Girolamo
2 mesi fa

Caro Mario Mazzilli l'intervento del PD non é stato riportato

nerdrum
nerdrum
2 mesi fa

a me interessa un H efficiente, con personale qualificato e motivato. a corato, terlizzi, andria, ruvo o bisceglie poco cambia. il campanile lo lascio ai portatori di interessi economici o peggio ancora agli addetti ai lavori che mal sopporterebbero spostarsi fuori sede. avendo vissuto x anni a bari, ricordo le code e le attese x raggiungere il policlinico. x me 20 min x raggiungere “terlizzi” nn sono niente. mi interessa essere curato da professionisti. servizi trasporti adeguati ed un H di livello. del resto già x un esame sono capaci di mandarti ad altamura.