Parlano priori e padri spirituali delle confraternite

«Respiriamo l’aria dell’attesa»: tornano la fede e la pietà popolare della Settimana Santa

Giuseppe Cantatore. Montaggio Francesco De Marinis
Dopo due anni di sospensione nel difficile tempo scandito dal Covid, i riti della Settimana Santa tornano ad essere pienamente celebrati, così come avviene da circa 400 anni. Parlano priori e padri spirituali delle confraternite
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Per fede e storia, rappresentano il momento della penitenza e della preghiera, ma anche della pietà popolare. Sono i riti della Settimana Santa che, dopo due anni di sospensione nel difficile tempo scandito dal Covid, tornano ad essere pienamente celebrati, così come avviene da circa 400 anni. Le porte delle chiese, quindi, si riaprono, e i confratelli tornano lungo le strade insieme alle migliaia di persone che accolgono il passaggio dei simulacri.

Domani alle 4.50, con la luna ancora alta nel cielo, il volto candido della Madonna Addolorata farà capolino sul sagrato della chiesa San Giuseppe. Sullo sfondo, il suono stridente della "troccola", annuncerà ai fedeli l'inizio del pellegrinaggio della Vergine per la città, insieme alla croce con i segni della passione di Cristo. Nel tardo pomeriggio di domani alle 18, ancora dalla parrocchia San Giuseppe, l’uscita del "palio nero" aprirà la processione penitenziale dei Santi Misteri che condurrà le nove statue del corteo – sorrette dai confratelli incappucciati ed accompagnate dalle solenni marce funebri – anche lungo vicoli del centro storico silenzioso ed illuminato solo dalle candele.

«In questi giorni stiamo respirando l'attesa di qualcosa che in questi due anni ci è mancato» racconta il priore della confraternita di San Giuseppe, Benedetto Calvi. «Riprendiamo così il percorso interrotto nel 2019 per vivere le processioni non come momento di folclore, ma come tempo di testimonianza e di fede. Anche quest’anno, come già accaduto negli ultimi due anni di pandemia, invito tutta la cittadinanza ad esporre ai balconi delle proprie abitazioni un drappo bianco con un segno di lutto ed un cero acceso per l’intero giorno del Venerdì Santo». Per don Giuseppe Tarricone, amministratore parrocchiale della chiesa San Giuseppe e padre spirituale della confraternita, «i riti della settimana santa sono legati a un viaggio interiore nel quale si riconosce tutto quello che nostro Signore ha vissuto nel suo umano. Per ciascuno di noi, quindi, questi riti rappresentano la condivisione del dolore personale con il dolore di Gesù. Potremmo dire: "il mio dolore è simile al tuo"».

Il triduo pasquale si concluderà sabato mattina a partire dalle 7.50 con la processione della Pietà. Dalla parrocchia di Santa Maria Greca dove è custodita, la statua che rappresenta l'ultimo abbraccio di Maria a suo figlio Gesù, morto in croce, percorrerà le vie della città, seguita da numerosi fedeli. 

«La rinuncia ai riti della settimana santa in questi due anni è stata una sofferenza, ma riprendere ci rende immensamente felici» dice il priore dell'arciconfraternita Santa Maria Greca, Giuseppe Lafiandra. «È una ripresa che ha una importanza sia culturale che spirituale, per rinnovare la nostra fratellanza». «La settimana santa rappresenta il culmine della nostra fede – afferma don Vincenzo Bovino, parroco della chiesa santa Maria Greca e padre spirituale dell'arciconfraternita – il cui significato profondo è legato al percorso spirituale che ognuno di noi è chiamato a fare per configuarsi sempre di più a nostro Signore. Per contraddistinguerci come cristiani, siamo chiamati a imitarlo nella nostra vita quotidiana e a donare tempo, sorrisi ed energie agli altri».

giovedì 14 Aprile 2022

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