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Insulti razzisti all’ex Diagné in Corato-Mola. Ultras: «Colpa di pochi, ci scusiamo a nome di tutti»

Francesco De Marinis
Francesco De Marinis
Uno sparuto gruppetto protagonista del deprecabile gesto condannato dalla società neroverde e dai tifosi che aggiungono: «Rappresentiamo l'intera gradinata, chiediamo scusa al giocatore»
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Prima gli insulti, poi l'aggressione verbale vicino agli spogliatoi, infine cori razzisti e ancora insulti che dalla tribuna piovevano in campo. Il bersaglio è Ababacar Diagnè, Baba per gli appassionati del calcio dilettantistico pugliese. Trentaquattro anni, senegalese e capitano del Mola che domenica scorsa, a Ruvo, ha pareggiato 0-0 contro il Corato

Il Città di Mola, società nella quale Baba è tesserato, è stata la prima a denunciare l'accaduto, ricostruito anche da Diagnè sulla stampa regionale e dal giudice sportivo che ha comminato una partita a porte chiuse alla società. Nel primo tempo il centrocampista era già stato beccato da un paio di tifosi in tribuna. Un uomo, durante l'intervallo, ha continuato ad insultare lui e i suoi compagni di squadra negli spogliatoi. Nella ripresa un gruppetto di tifosi ha lanciato cori razzisti nei confronti dell'ex calciatore neroverde.

Sì, Baba Diagnè con la maglia del Corato è stato anche protagonista di tante battaglie. Arrivato a dicembre del 2017, andò via esattamente un anno dopo. «Sono sicuro che a Corato quasi tutti mi vogliono bene – dice Diagnè alla Gazzetta del Mezzogiorno – ho molti amici». «Forse qualcuno si è fatto prendere (dalla partita. ndr). Per me non si tratta di razzismo ma qualche tifoso, preso dalla voglia di vincere, ha cercato di colpire me che sono il capitano del Mola. Mi hanno offeso, ma non ferito», conclude Baba che già in passato era stato protagonista involontario di casi analoghi come nel 2015, quando a Mola era stato chiamato dai tifosi di casa (anche loro suoi ex tifosi) "mangiabanane" o a Trani, dove scoppiò in lacrime negli spogliatoi.

La società del Corato ha fermamente condannato il gesto e una grande prova di maturità è giunta dai tifosi neroverdi. «Gli Ultras Corato 1946 – scrivono – dopo il grave episodio successo domenica contro il Città di Mola, con fermezza si dissociano dagli “ululati” fatti contro il giocatore Diagné. Noi come gruppo ci siamo schierati sempre contro il razzismo e contro le ingiustizie. Nel mondo dello sport, in particolare negli stadi, ci possono essere gli “sfottò” ma tali rimangono dentro quel rettangolo di gioco per i novanta minuti della partita. A questo punto, visto che rappresentiamo l’intera gradinata, chiediamo scusa al giocatore». Una lezione che i responsabili di questi deprecabili gesti dovranno sempre tenere a mente.

giovedì 3 Marzo 2022

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Luigi Murgiano
Luigi Murgiano
3 mesi fa

Banditeli a vita dallo stadio, così la domenica restano a riflettere a casa in compagnia di moglie e suocera

Pier Luigi
Pier Luigi
3 mesi fa

Sarebbe il caso di individuare chi si è reso realmente protagonista di questo gesto, per dargli il Daspo.

Gigi Gusto
Gigi Gusto
3 mesi fa

Individuare questi soggetti e bandirli a vita dallo stadio. Solidarietà a Diagne, che inoltre è stato un grande giocatore del Corato

io
io
3 mesi fa

penso che l'uomo abbia superato l'apice della curva evolutiva e che ormai sia cominciata la fase di involuzione…