Cronaca

Tené Mane, finalmente una luce. Papà Ibrahima: «Mi ha chiamato la madre, ho sentito la sua voce»

La Redazione
Sul caso continua a lavorare alacremente la Procura di Trani guidata dal sostituto procuratore Lucio Vaira
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Finalmente una flebile luce squarcia il buio nel quale era avvolta la vicenda di Tenè Mane, la bambina scomparsa assieme alla madre biologica, il 27 agosto del 2021. Ibrahima Tene, il padre di origini senegalesi della piccola, è riuscito a sentire la sua voce: è viva e si presume stia bene. È stata proprio Jacob, la madre biologica, a contattare papà Ibrahima che le ha chiesto di tornare a casa e si è mostrato disponibile ad aiutarla come ha sempre fatto in passato. La donna, però, non ha voluto comunicare il luogo in cui lei e Tenè si trovano.

«Sul caso continua a lavorare alacremente la Procura di Trani» spiega Tiziana Tandoi, il legale al quale si è affidato Ibrahima. «Ringrazio il sostituto procuratore Lucio Vaira che ha preso a cuore la vicenda di Tenè e si sta dedicando anima e corpo, con un importante lavoro di intelligence mirato a trovare la bambina, coadiuvato dal dottor Barile del commissariato di Corato con cui è stato creato un efficace trait d'union».

Ibrahima si è detto dispiaciuto del fatto che, nonostante i numerosi solleciti dell’avvocato Tandoi, il Tribunale per i Minorenni di Bari non abbia dato notizie dell’esito di una notifica inviata alla donna per l'udienza che si sarebbe dovuta tenere il 10 gennaio. Ibrahima e l'avvocato Tandoi hanno attivato tutte le procedure previeste dalla convenzione internazionale de L'Aja, che potrebbero essere facilitate dall'adozione di un provvedimento del tribunale a seguito dell'esito della notifica. Così da permettere all'uomo di riabbracciare finalmente sua figlia.

mercoledì 9 Febbraio 2022

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Falco
Falco
4 mesi fa

Bisogna lasciare la Giustizia fare il suo lavoro, ad ogni ding c'è il dong . Non mi fido mai completamente di una sola versione dei fatti. Mi fido della Giustizia