Cronaca

​Allarme criminalità, l’Arcivescovo: «Grave sconcerto e impegno comune​»

La Redazione
Mons. Leonardo D'Ascenzo, commenta l'intervento del Procuratore della Repubblica, Renato Nitti, sui fenomeni di criminalità nella provincia BAT e nel suo circondario
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Non solo reazioni dal mondo politico. Anche l'Arcivescovo di Trani, Barletta e Bisceglie (diocesi di cui fa parte anche Corato), Mons. Leonardo D'Ascenzo, ha commentato l'intervento del Procuratore della Repubblica Renato Nitti sui fenomeni di criminalità nella provincia BAT e nel suo circondario. Ecco le parole del presule:

«Ho preso atto con rammarico e preoccupazione della nota con la quale il Procuratore della Repubblica di Trani ha descritto la situazione della criminalità nel territorio della provincia B.A.T. e manifesto tutta la mia solidarietà al dott. Nitti e tutte le forze dell'ordine che lavorano nelle città e nei paesi della nostra diocesi. Quella prospettata dal Procuratore della Repubblica è una situazione che suscita grave sconcerto e impone una riflessione e un impegno comune di tutti coloro che – cittadini, istituzioni, Chiesa diocesana – hanno a cuore la sicurezza e lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio.

È necessario intervenire affinché le forze dell’ordine e la magistratura siano messe concretamente in grado di contrastare i fenomeni criminali; occorre realizzare progetti che, aumentando in particolare le opportunità di lavoro e di stabile abitazione, impediscano alle organizzazioni criminali di porsi come risposta ai bisogni di vita soprattutto dei più giovani; è tempo che tutti noi sentiamo che la sicurezza e la giustizia sono una responsabilità anche personale, non possiamo rimanere a guardare mentre la delinquenza imperversa e inquina la nostra convivenza sociale. Restare inerti significa essere conniventi; tacere o minimizzare significa essere conniventi.

La Chiesa diocesana continua l’impegno, sul solco dell’insegnamento e della testimonianza di verità di Papa Francesco, a costruire percorsi di educazione alla legalità, a sostenere le esperienze di unità e di onestà nelle comunità cittadine, a porsi a fianco di tutti coloro che quotidianamente lavorano per estirpare i fenomeni mafiosi e criminali, che si sono sviluppati nella nostro territorio, a realizzare progetti di solidarietà a favore delle famiglie in difficoltà economica, particolarmente  in questo tempo di pandemia. Come lo stesso Pontefice ha più volte ribadito, siamo sulla stessa barca e nessuno si salva da solo, facendoci capire che, si può sperare in una società migliore, con la sinergia di tutte le istituzioni».

martedì 20 Aprile 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 13:00)

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Franco
Franco
1 anno fa

Cioè la Chiesa ora si limita a fare lezioni di legalità? Non contano più i peccati ma le regole? Mi pare una deriva teologicamente discutibile.

franco
franco
1 anno fa

ho scritto come la penso già su tranilive e confermo tutto.- adesso anche la nostra classe ecclesiastica-tramite il suo referente principale- aderisce all'allarme sociale economico del procuratore Nitti.-adesso che pare si stiano accorgendo di quanto la criminalità comune e non si stia infiltrando nelle nostre vite.- aggiungo soltanto una parola che non ho letto ancora e ritengo invece essenziale…USURA e con quel che segue -egregi signori che mi auguro facciate seguire i fatti alle parole e agli scritti.-senza scuse

Marco
Marco
1 anno fa

Ma che c'entra la Chiesa con l'educazione alla legalità? In Chiesa ci vanno i cristiani, a scuola invece ci vanno tutti e quindi magari sarebbe più utile farla li, partendo con l'educazione civica come materia. Io ricordo che in Chiesa si andava innanzitutto per il Catechismo. Ridurre la Chiesa a un ente collaterale non è utile oltre a non essere cristiano.