Riprendono i blocchi sulla 231: olivicoltori e autotrasportatori in protesta dalle 6

Ripresi dalle 6 i blocchi sulla provinciale 231, all’altezza della stazione di servizio Gallo. Prosegue la protesta di olivicoltori e autotrasportatori, mentre anche oggi gli studenti potrebbero unirsi alla mobilitazione

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Nuova giornata di mobilitazione a Corato per olivicoltori, agricoltori e autotrasportatori. Dalle 6 di questa mattina, lunedì 19 ottobre, sono ripresi i blocchi stradali sulla strada provinciale 231, all’altezza della stazione di servizio Gallo, nell’ambito della protesta che da giorni sta interessando il territorio. I mezzi pesanti non vengono fatti transitare, con inevitabili ripercussioni sul traffico.

La mobilitazione prosegue dopo le manifestazioni delle scorse giornate, caratterizzate da presidi stradali, rallentamenti alla circolazione e disagi per gli automobilisti. Una protesta che si è progressivamente allargata, coinvolgendo anche gli studenti, scesi in strada nei giorni scorsi per manifestare solidarietà alle categorie in difficoltà. Anche oggi gli studenti potrebbero unirsi nuovamente alla mobilitazione.

Al centro della contestazione ci sono le criticità del comparto agricolo e dell’autotrasporto. Da una parte, gli olivicoltori devono fare i conti con le difficoltà del mercato e con quotazioni dell’olio ritenute insufficienti a garantire un’adeguata remunerazione del lavoro. Dall’altra, gli autotrasportatori denunciano il peso dei costi di gestione, a partire dal carburante, che mette sotto pressione la sostenibilità delle attività.

Nei giorni scorsi la questione è arrivata anche in Comune, dove si è svolto un incontro tra i rappresentanti delle categorie coinvolte e l’amministrazione. Dal confronto è emersa la richiesta di attivare un tavolo in Prefettura, con l’obiettivo di portare la vertenza all’attenzione delle istituzioni e individuare possibili risposte alle difficoltà denunciate.

Nel corso della mattinata ad ascoltare le ragioni dei manifestanti è arrivato anche Nico Bavaro, rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra con delega alle politiche per il Sud.

«Continuano i blocchi degli agricoltori e degli autotrasportatori al Sud e il Governo continua a fare finta che nulla stia accadendo» ha detto.

«Gli agricoltori denunciano il rischio di dover lasciare le olive sugli alberi, perché da un lato i costi per raccoglierle e lavorarle sono esorbitanti, dall’altro i prezzi di vendita sono crollati.

Le multinazionali, i grandi player del mercato, impongono prezzi stracciati con i quali gli olivicoltori non riescono neppure a ripagare i costi del lavoro. I piccoli produttori pagano, mentre i grandi continuano ad arricchirsi.

Di fronte a tutto questo è urgente una risposta del Governo, che dopo dieci giorni di proteste continua a ignorare le richieste dei manifestanti, nonostante le promesse fatte sulle accise e sul carburante.

L’unica risposta arrivata dal ministro dell’Agricoltura è che i blocchi sono illegali. È legale, invece, strozzare chi lavora? È legale fare in modo che lavorare non sia sufficiente per mantenere la propria famiglia? Per noi no»

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Commenti

  • Anonimus78 (utente non verificato)

    1a protesta giusta in parte. quanto si è guadagnato sulle olive portando i prezzi dell’olio alle stelle ma non toccava voi ma solo noi utenti finali nessuno vi ha portato in piazza.
    finché toccano la vendita delle olive fate fuoco e fiamme quando poi si alzano i prezzi alla vendita e noi utenti finali e ci troviamo d’avanti olio a 10 euro al litro a voi non interessa nulla. poi parlate tanto di comunità solo quando conviene o toccano il vostro portafogli. pensate anche a quel povero commerciante che avete bloccato già da una settimana e continuate a tenere in ostaggio x stare comodi. liberate quella pompa e fatevi lo sciopero per strada come tutti. x non parlare dei politici locali che strumentalizzano lo sciopero smuovendo scolaresche (con minori) pur sapendo che per potere politico loro possono fare ben poco oltre che dovrebbero ammettere che loro di agricoltura non sanno proprio nulla (non sono mai andati 1 gg in campagna). Quanto avete investito sull’agricoltura in questi 6 anni?

    • pasquale (utente non verificato)

      …. dunque per te è meglio il prezzo de’olio a 4 € mentre si sarebbe dovuto protestare quando costava di più ….maa!!

    • Francesco (utente non verificato)

      10 € litro è il giusto prezzo che si DEVE pagare per un vero olio extravergine!

    • michele (utente non verificato)

      ma arrpight

  • il Mercenario (utente non verificato)

    Il bello è che sono tutti contenti scherzano ridono festeggiano durante i cortei dovrebbero avere una faccia seria la tristezza dell’economia del Sud Italia sui loro volti invece da quanto pare nei video e nelle foto sanno tutti contenti gli piace fare casino

    • Pasquale (utente non verificato)

      calma! Meglio protestare civilmente che altro!

    • Ciccio (utente non verificato)

      Secondo te allora dovevamo spaccare tutto….mah.

  • Lucia (utente non verificato)

    Buonasera a tutti, volevo precisare che il problema non è l’ olio, ma tutto il sistema. Non si può andare a fare la spesa e spendere 3€ per un chilo di rape o pagare i pomodori 7€ in puglia la patria pei pomodori. Il problema è il caro vita anzi spesa. L’ olio e il gasolio sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

    • Gigi Gusto (utente non verificato)

      SSSSH!!! Non parlare di carovita! Rischi di svegliare “Poveri noi” e altri personaggi che non si sono accorti ancora di niente!

    • ANONIMO1 (utente non verificato)

      TRA I MATTI CHE SI FANNO LA GUERRA, I SINDACATI CHE PREDICANO BENE E POI RAZZOLANO MALE E’ NORMALE CHE QUESTI AUMENTI DI ENERGIA INCIDONO SUL COSTO DELLA VITA. PERO NON CI SI PUO’ LAMENTARE SE IL COSTO DELL’OLIO E’ BASSO E POI CRITICARE SE I POMODORI E LE RAPE COSTANO. CHI LI LAVORA SONO SEMPRE AGRICOLTORI, QUINDI I COSTI SONO SEMPRE UGUALI.

    • Ss ss (utente non verificato)

      E tu non comprarli i pomodori.Costano perché c’è la salmonellla?????Fatevi fregare caprette

  • Pier (utente non verificato)

    Forza ragazzi, andate avanti!