Corte dei conti, stoccata alle partecipate: nel mirino ASIPU, Sixt e Agenzia per lo sviluppo

La Sezione regionale di controllo censura alcune scelte del Comune e invia gli atti alla Procura contabile

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Le partecipazioni societarie del Comune finiscono sotto la lente della Corte dei conti. Nella deliberazione n. 173/2026/VSG, la Sezione regionale di controllo per la Puglia formula rilievi sulle scelte dell’ente in materia di società partecipate, evidenziando criticità che riguardano la gestione di ASIPU, la società di riscossione S.i. x T. e l’Agenzia per l’occupazione e lo sviluppo dell’Area Nord Barese Ofantina. Nel provvedimento, adottato dopo la camera di consiglio dell’8 ottobre, i magistrati chiedono all’amministrazione di rivedere alcune determinazioni e dispongono la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei conti per le valutazioni di competenza.

Il passaggio più netto riguarda ASIPU, la società interamente partecipata dal Comune e attiva nei servizi ambientali. La Corte rileva una «macroscopica anomalia gestionale e organizzativa», soffermandosi sull’incremento del costo del personale, cresciuto del 103,9% tra il 2023 e il 2024. A questo si aggiunge l’assenza di contratti di servizio e il ricorso ad affidamenti diretti. Secondo la ricostruzione dei magistrati, la società sarebbe mantenuta in vita in larga parte come strumento di locazione di mezzi e beni a favore di SANB, con ricavi passivi superiori a 360mila euro annui.

È proprio la contemporanea presenza di ASIPU e SANB, entrambe operanti nel settore della raccolta dei rifiuti, a sollevare interrogativi sull’efficienza dell’assetto societario. La Corte individua una duplicazione dei costi amministrativi e invita il Comune a valutare misure correttive per superare l’attuale organizzazione. All’amministrazione viene inoltre ordinato di presentare, insieme al prossimo provvedimento di revisione periodica delle partecipazioni, i contratti di servizio attivi con ASIPU e SANB, corredati dai rispettivi piani economico-finanziari asseverati. La documentazione dovrà consentire di verificare la legittimità degli incrementi della spesa per il personale.

Un altro rilievo riguarda S.i. x T. Servizi Innovativi per il Territorio, società impegnata nella gestione delle entrate comunali. La Sezione contesta l’assenza di risposte adeguate alle richieste istruttorie sui costi del personale sostenuti tra il 2017 e il 2024. I magistrati evidenziano una sproporzione tra la struttura amministrativa e quella operativa: la società risulta priva di dipendenti subordinati a fronte di un consiglio di amministrazione composto da cinque membri. Una condizione che, secondo la Corte, impone di verificare la sussistenza dei presupposti per il mantenimento della partecipazione.

Le criticità riguardano anche l’Agenzia per l’occupazione e lo sviluppo dell’Area Nord Barese Ofantina. La Corte censura la revoca della procedura di razionalizzazione, inizialmente prevista per contenere i costi del personale e successivamente abbandonata sulla base della proroga della durata statutaria della società. Una decisione che, secondo i magistrati, non sarebbe stata accompagnata da un’adeguata istruttoria economica e gestionale.

A pesare è anche il flusso di risorse trasferite dal Comune all’organismo. La deliberazione ricostruisce versamenti di quote associative per 79.364 euro nel quadriennio 2017-2020, 63.500 euro nel triennio 2021-2023 e 57.150 euro per il 2024. La Corte rileva inoltre l’assenza di formali contratti di servizio e, di conseguenza, di un’obbligazione certa che giustifichi le somme versate. L’erogazione di fondi pubblici senza una comprovata utilità per l’ente, si legge nel provvedimento, può configurare potenziali profili di danno erariale.

La Sezione invita pertanto il Comune ad adottare senza indugio le decisioni conseguenti sulle partecipazioni detenute in S.i. x T., nel Gal «Le città di Castel del Monte» e nell’Agenzia per l’occupazione, valutando se sussistano ancora le condizioni per il loro mantenimento. L’invito è accompagnato da un’indicazione precisa: interrompere ogni esborso finanziario in assenza di un fondamento contrattuale e di una giustificazione economica verificabile.

Sul Gal «Le città di Castel del Monte», partecipato dal Comune con una quota del 10,68%, la Corte richiama inoltre la necessità di motivare le scelte di mantenimento e di affrontare le criticità legate alle perdite societarie. Nella documentazione esaminata, l’organismo risulta privo di dipendenti e dotato di un organo amministrativo composto da undici membri. La Sezione aveva chiesto chiarimenti sui progetti attivi, sui tempi di realizzazione e sulle modalità di funzionamento della società.

La pronuncia non si traduce in un ordine generalizzato di dismissione delle partecipazioni, ma impone all’amministrazione una verifica puntuale della loro sostenibilità e della coerenza con le finalità istituzionali. Per le scelte di mantenimento, la Corte chiede motivazioni analitiche sull’economicità delle strutture, sull’efficienza della governance e sull’effettiva necessità delle società.

Gli atti sono stati trasmessi alla Procura regionale della Corte dei conti per gli approfondimenti di competenza sulle criticità giuscontabili rilevate. Al Comune spetta ora dare seguito alle indicazioni, documentando con contratti, piani economico-finanziari e motivazioni verificabili le scelte compiute sulle società partecipate.

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Commenti

  • Vitantonio junior (utente non verificato)

    RICAVI PASSIVI ??? Per le mie scarse conoscenze è un termine inesistente o errato, forse risconti passivi??
    Chiedo ai i commercialisti e ragionieri di Corato

  • Gaetano Bucci (utente non verificato)

    Aspettiamo gli esiti ulteriori. L’amministrazione però dia subito giustificazioni plausibili alla città, se ci sono. Le spiegazioni riduttive offerte in passato evidentemente non tengono, anche perché le contestazioni riguardano più ambiti e più società, e in particolare Asipu. Su quest’ultima ci furono accesi scontri in Consiglio comunale, ma non si volle ascoltare.

  • La qualifica di ASIPU quale “Agenzia di noleggio” nasconde una simulazione contrattuale poiché il noleggio dei mezzi non era utile alla SANB, essendo i beni datati e non essenziali per il servizio rifiuti. Il contratto è stato utilizzato come mero schermo per trasferire denaro da SANB ad ASIPU aggirando il divieto di soccorso finanziario, con l’unica finalità di garantire un “contentino” economico al Comune di Corato e giustificare la cessione gratuita del ramo d’azienda.

  • nerdrum (utente non verificato)

    l’asipu nn aveva personale. furono fatti concorsi ed assunzioni… è normale che ci sia stato un incremento del costo del personale. poi oggi dall’articolo, scopro che sanb ed asipu entrambe raccolgono rifiuti. nn mi risulta. poi i contratti chi li deve redigere? secondo me il comune. si limano, correggono, integrano ma li devono redigere i dirigenti.

  • Aldo (utente non verificato)

    Io credo sempre nella buona fede di Corrado perché è una persona onesta e pulita

    • Nessuno mette in dubbio l’onestà di Corrado. La delibera della Corte dei Conti non valuta la buona fede dei singoli, ma l’efficacia e la legittimità delle scelte amministrative. Essere una persona pulita è un prerequisito fondamentale, ma la buona amministrazione si valuta sulla correttezza dei bilanci e dei servizi ai cittadini.

  • Spatriato (utente non verificato)

    Non so perché ma penso che qualcuno si farà male per questa storia. Molto male!!!