La Chiesa al fianco di agricoltori e autotrasportatori. Oggi a Corato una nuova giornata di protesta

Gli stop frenano il lattiero – caseario. Orgoglio Olivicolo: «No alla strumentalizzazione politica della protesta»
Anche la Chiesa si schiera al fianco degli agricoltori e degli autotrasportatori, dando voce alle preoccupazioni di un territorio nel quale l’agricoltura, la trasformazione agroalimentare e il trasporto delle merci rappresentano settori fondamentali dell’economia. La solidarietà dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie arriva mentre Corato si prepara a vivere oggi, mercoledì 21 ottobre, un’altra giornata di mobilitazione, con un presidio lungo la provinciale 231 e un corteo di mezzi agricoli per le strade della città. Una protesta che tocca da vicino il tessuto produttivo locale, già alle prese con l’aumento dei costi di gestione e con le difficoltà di un mercato che, soprattutto per il comparto olivicolo, sta mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle imprese.
A intervenire è la Commissione di pastorale sociale diocesana che, a nome dell’arcivescovo monsignor Leonardo D’Ascenzo, esprime «piena solidarietà agli autotrasportatori, agli agricoltori e al settore marittimo in questo momento di disagio economico per gli ormai elevati costi di gestione delle stesse attività lavorative». La Commissione auspica inoltre che «i responsabili della vita politica, di concerto con i rappresentanti di categoria, possano trovare le giuste soluzioni per riportare serenità nella vita sociale dei nostri territori».
Un richiamo che assume particolare rilevanza in una realtà come quella coratina, dove il lavoro nei campi, l’attività dei frantoi, delle aziende agroalimentari e delle imprese di autotrasporto costituiscono una componente importante dell’economia cittadina. Le difficoltà denunciate dai manifestanti non riguardano soltanto i bilanci aziendali, ma coinvolgono l’occupazione, l’indotto e la tenuta di attività spesso radicate da generazioni nel territorio.
Nel suo messaggio, la Chiesa richiama proprio il valore del lavoro, ricordando che «La Chiesa ha sempre riconosciuto nel suo Magistero sociale il lavoro come elemento fondamentale e prioritario», incoraggiando istituzioni e parti sociali a salvaguardarlo nell’interesse della comunità.
L’appello dei manifestanti: «Unitevi alla nostra protesta»
La nuova giornata di protesta a Corato prevede dalle 6 alle 13 un presidio sulla provinciale 231, nei pressi della stazione di servizio Zio Cataldo, uno degli snodi viari utilizzati quotidianamente per i collegamenti e il trasporto delle merci. Nel pomeriggio, dalle 17 alle 20, la mobilitazione si sposterà lungo le strade cittadine con un corteo di mezzi agricoli in partenza dalla stazione di servizio IP di via Andria, nei pressi del Gammariello Caffè.
Gli organizzatori hanno invitato agricoltori, autotrasportatori e cittadini a partecipare, rivolgendosi anche alle attività commerciali affinché sostengano la mobilitazione. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione su una crisi che, in un territorio dalla forte vocazione agricola come quello coratino, rischia di compromettere non soltanto la redditività delle imprese, ma anche le prospettive economiche di numerose famiglie.
Coldiretti: «Lattiero caseario in difficoltà, la Prefettura intervenga»
A rendere ancora più complesso il quadro sono le ripercussioni che il protrarsi delle proteste sta producendo sulla circolazione delle merci. Coldiretti Puglia ha chiesto un intervento urgente alla Prefettura di Bari, denunciando il rischio di paralisi per alcune filiere agroalimentari. Un allarme che riguarda direttamente anche il sistema produttivo della provincia e le aziende coratine, la cui attività dipende dalla disponibilità di carburanti e dalla possibilità di raggiungere regolarmente i mercati di destinazione.
Particolarmente delicata è la situazione del comparto lattiero-caseario. I caseifici dispongono di una capacità di stoccaggio limitata e, in assenza di un rapido ripristino delle consegne, potrebbero non essere più in grado di ricevere il latte dagli allevamenti, con il rischio che il prodotto rimanga nelle stalle. Le difficoltà interessano anche l’ortofrutta e le produzioni olivicole e vinicole, settori particolarmente rilevanti per l’economia agricola pugliese.
La carenza di carburanti presso alcune stazioni di servizio aggrava ulteriormente l’emergenza, mettendo a rischio l’impiego di trattori e macchinari indispensabili per le lavorazioni quotidiane. Una criticità particolarmente sensibile in questa fase dell’anno, quando nelle campagne coratine le attività legate alla raccolta delle olive e alla lavorazione nei frantoi assumono un ruolo centrale. Per Coldiretti diventa quindi indispensabile garantire corridoi logistici per i prodotti deperibili e istituire un tavolo di coordinamento con le istituzioni, per evitare che i costi della crisi ricadano ulteriormente su agricoltori e allevatori.
Orgoglio olivicolo: «No alla strumentalizzazione politica della protesta»
Proprio il settore olivicolo, uno dei pilastri dell’economia di Corato e dell’area nord barese, resta al centro di una vertenza che presenta problematiche specifiche. Il movimento Orgoglio Olivicolo, pur ribadendo il rispetto per le battaglie delle altre categorie, ha preso le distanze da qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica della protesta.
«Siamo uniti, liberi e autonomi e tali vogliamo e dobbiamo restare», affermano i rappresentanti del movimento, sottolineando la necessità di mantenere il confronto concentrato sulle richieste di produttori, cooperative e frantoiani.
La crisi del settore è stata al centro anche del tavolo svoltosi martedì 20 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Orgoglio Olivicolo ha contestato l’atteggiamento dei rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata, ritenuti poco disponibili ad avviare iniziative concrete per valorizzare le produzioni italiane certificate e tutelare i consumatori.
Il movimento chiede l’istituzione di un tavolo permanente con la grande distribuzione a sostegno dell’olio 100% italiano, oltre a interventi sull’ammasso privato e chiarimenti sulle procedure delle aste destinate agli indigenti. Questioni che interessano direttamente anche il territorio coratino, dove la filiera dell’olio coinvolge aziende agricole, frantoi, cooperative e imprese commerciali, rappresentando una componente essenziale dell’economia locale.
Commenti
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Buongiorno, ha fatto benissimo orgoglio olivicolo, ha chiarire la sua posizione alla politica quanto sopra evidenziato, se posso darvi un semplice consiglio, i veri protagonisti siete tutti voi, mettete per iscritto tutte le vostre istanze, sottoscrivendole è inviandole alla controparte, ora entra la politica che è la controparte, in primis al sindaco e assessore alle politiche agroindustriale che istituisca un tavolo permanente di trattativa, e dopo per conoscenza al prefetto e al presidente della regione Puglia, questa è la prassi da seguire, ve lo dice uno che di trattative ne ha fatte in azienda dove lavoravo come RSU, perciò i veri protagonisti siete voi, non demordete nominate fra voi i rappresentanti che vi rappresenteranno, questa è la prassi da seguire forza prendete carta e penna oggi stesso durante la giornata di mobilitazione scrivetele e protocollatela all’ ufficio protocollo del comune di Corato.
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quindi scioperate, ma non scioperate… questo il senso… perchè è vero che il comparto agricolo è in crisi, però scioperando lo si fa andare ancora di più in crisi perchè i prodotti alimentari agricoli non vengono consegnati e deperiscono e aumenta ancora di più la crisi… è peggio del teorema di Euclide…
poi chiedo per un amico stretto, stretto, quasi intimo: oggi i cartoni delle birre e le grigliate su via castel del monte niente…? con contestuale mancato smaltimento dei rifiuti… tanto se si protesta tutto è ammesso… poi ci lamentiamo di quello che vediamo alla TV… vabbeh, va…
poi, altra domanda, per conto di un altro mio amico: gli studenti oggi, che è maltempo, scenderanno in piazza, tutti sorridenti, coi loro smartphone da 800eur, sorridenti, con colazione e aperitivo offerti dal borsellino di mamma&papà…?
se per piacere mi fate sapere, così mi metto l’anima in pace…
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ad una analisi così superficiale e qualunquista della protesta in atto, c’è poco da controbattere, se non dire che viene fuori da una persona a dir poco ignorante
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parole dure…
intanto i cartoni con le bottiglie delle birre vuote e le vaschette della carne e salumi stavano lì… io sarò non ignorante, ma molto di più…
e le interviste degli studenti, quelle belle, con i visi sorridenti da postare sui social per un momento di gloria, senza saper coniugare verbi e con ragionamenti congrui, oggi non c’erano…?come diceva una “La verità mi fa maaaaale, lo so… La verità mi fa maaaale, lo sai…”
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È stata una manifestazione pacifica, con motivazioni importanti e capace di creare solidarietà tra categorie diverse e a più livelli. Quindi, per me, va benissimo così.
Lei critica questa manifestazione, ma mi chiedo: non sarà mica una di quelle persone che, con 27 gradi, in pantaloncini e maglietta a maniche corte, hanno manifestato perché nelle scuole non erano accesi i termosifoni? O magari è uno di quei genitori che ha acquistato proprio quell’iPhone che tanto critica, magari regalandolo anche a un figlio che frequenta ancora la scuola primaria?
O, ancora, fa parte di quella generazione che ieri comprava la 500 o la Y10 e oggi guida tranquillamente la sua bella Tesla? Perché criticare certe contraddizioni è facile, ma riconoscerle nelle proprie scelte è un’altra cosa.
San Catàl, ajùtën tù!
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Cara Meloni il popolo chuede pane non briosche.Storna i 14 miliardi inevestiti nel fille progetto del ponte che sara costruito per la gloria postuma di Salvini.E dirottali per risolvere i gravi problemi strutturali del settore olivicolo del trasprto e del diritto allo studio degli studenti.Il tempo dei post di stampo Berlusconiano di rassicurazione e distrazione di massa e finito.Hai celebrato il governo piu longevo della repubblica, ora governa c….o
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Ha ragione!
Cara, diciamo, Meloni fa una cosa, per la prima volta in questi anni, anche se credo sarà dura…, governi, c…o!!!!! -
parole dure…
cara Meloni, per piacere soddisfa le richieste di questi utenti che ti invogliano a governare… vai in Russia e Ucraina e spegni i lanciamissili… vai a Gerusalemme e con la bandiera Propal che tanto va di moda spegni i bombardamenti… vai ai grossi speculatori che decidono le sorti del mercato e dei governi e delle nazioni (se devono fallire o meno… ma a tutti piace giocare con gli ETF e fare i ganzi con le app sugli smartphone…) e dicci per piacere non speculate… poi prendi i rubinetti del gas, del petrolio, del gasolio ed inondaci di questi combustibili…
però noi nel frattempo, dopo le vacche grasse e una società cresciuta nel consumismo e nella stra-abbondanza di tutto non vogliamo porci un freno e nei periodi in cui si deve risparmiare non si risparmia, anzi corriamo ad acquistare i capi rubati dopo i disordini, su Vinted e a voler continuare a protestare, purchè sia bel tempo…. oggi non se può… sfriscidda… -
Ma quanti commenti inutili leggo, invece di scrivere proposte di risoluzione della problematica inerente a tutto questo scrivete che neanche un bambino di 5 elementare penserebbe. Non è così che si portano avanti le trattative, non è con il governo Meloni che te la devi prendere, si potrebbe mettere a disposizione risorse, ma è anche in commissione agricoltura e trasporti europea che bisogna lottare per fare revocare alcune direttive, studia .
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un guazzetto di chiacchiericci presi qua e là…
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effettivamente tutte le derrate alimentari contenute nei camion ecc. andranno tutte a male, poi le prossime che arriveranno dopo la vostra mobilitazione, saranno vendute con aumento per compensare le perdite: ma voi la spesa non la fate? e poi direte che i prezzi sono aumentati…è la storia del cane che si morde la coda
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Non capisco tanto accanimento con chi cerca di protestare pacificamente METTENDOCI TEMPO FSCCIA E CORAGGIO Poi il carburante lo utilizziamo tuttti, l olio d oliva coratina lo degustiamo tutti e siamo contenti di vivere in una foresta di ulivi (come dice Spagloletti) al posto di.fumanti industrie. SPERO SIA SOLO RASSEGNAZIONE E NON INDIFFERENZA. Dice bene chi dice di proporre soluzioni
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Sminuiscono perché temono che ci siano ripercussioni per la carciofara a Roma. Sminuiscono tutto e tutti, hanno ridicolizzato chi manifestava contro l’uccisione sistematica di bambini, hanno ridicolizzato i metalmeccanici, gli autotrasportatori, gli agricoltori, gli studenti. Sarebbero disposti a ridicolizzare anche le proprie madri, pur di fingere che tutto vada bene.
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Dimenticavo dei proventi delle olive di cui ne giovano in molti, operatori e non
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L’assessore regionale all’agricoltura, il 14.10.2026, ha già firmato uno stanziamento di 30 milioni di euro per il comparto agricolo. per il caro carburanti la questione è ben diversa…








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