Francesco e la lode del creato: tra arte, storia e spiritualità

Dalle sei lunette restaurate nella chiesa dei Cappuccini alla riscoperta della figura di san Francesco: Laura Cantatore recensisce il volume che intreccia arte, storia e spiritualità, valorizzando il patrimonio culturale di Corato
Sei lunette dedicate alla vita di san Francesco, custodite nella sacrestia della chiesa dei Cappuccini di Corato, tornano a raccontare la loro storia grazie a un intervento di restauro e a un lavoro di ricerca che ne approfondisce il valore artistico, storico e religioso.
Da questo percorso nasce il volume Francesco e la lode del Creato. Parole, immagini e suggestioni contemporanee, a cura di Angela Paganelli, che raccoglie sei contributi dedicati alla figura del santo, alle testimonianze artistiche presenti a Corato e all’attualità del messaggio francescano. Al libro hanno contribuito Angela Paganelli, Luisa Mascoli, Michela Petrizzelli, Maria Pia Sardano, Francesco Marrone e Serena Petrone, con la prefazione del sindaco Corrado De Benedittis e l’introduzione di fra Pier Giorgio Taneburgo.
Dopo la recensione di Eliseo Tambone, a proporre una lettura dell’opera è la prof.ssa Laura Cantatore, che si sofferma sul valore del patrimonio recuperato, sulla ricostruzione delle vicende del convento e sull’impegno delle professioniste coratine che hanno contribuito a restituire alla città una parte della sua memoria artistica e culturale.
Di seguito il suo contributo.
«Francesco e la lode del creato è un’opera che nasce dal paziente e attento lavoro di recupero di sei lunette incentrate su episodi chiave della vita di S. Francesco e contenute in quel piccolo scrigno che è la chiesa dei Cappuccini.
Le sei lunette, di cui resta ignoto l’autore, sono dipinte con la tecnica dell’olio a muro. Offuscate dalla patina del tempo e quasi dimenticate, esse sono state restituite, per quanto possibile, alla cromia originaria da un restauro accurato e rigoroso e si porgono oggi alla fruizione dei cittadini di Corato.
Nel testo sono accompagnate da un’attenta lettura dell’iconografia, comparata con quella presente in altri analoghi dipinti e con le narrazioni presenti nelle biografie del Santo.
Il ciclo della chiesa dei Cappuccini diventa così una testimonianza della pittura devozionale pugliese e della circolazione di modelli comuni alle opere ispirate a S. Francesco.
Ma se l’avvio dell’opera nasce da questi gioielli recuperati e restituiti al patrimonio artistico di Corato, essa non si limita a seguirne il lavoro di recupero, ma si allarga ad analizzare le biografie scritte sul Santo e l’interpretazione data alla sua figura, a partire dai contemporanei fino agli interpreti moderni.
Quella del Santo emerge come una figura complessa, lontana dagli stereotipi agiografici o irrigiditi dall’ufficialità, che ha ancora molto da dire al mondo odierno.
Tornando ai dipinti delle lunette, essi s’iscrivono nella storia del convento e della presenza dei Cappuccini a Corato, presenza attiva ancora a metà dell’Ottocento. La data del 1837, che dovrebbe riferirsi alla definitiva sistemazione della sacrestia, aiuta a collocarli in un periodo che va dalla fine del Settecento agli inizi dell’Ottocento.
La realizzazione dei decori si sviluppa in un momento particolarmente delicato del complesso monastico, che subì le vicissitudini legate alle confische dei beni ecclesiastici e alla soppressione delle corporazioni religiose effettuate prima dalle istituzioni francesi e poi da quelle postunitarie, che colpirono anche le comunità cappuccine.
Infine, il libro si conclude con un richiamo al messaggio di pace e di aspirazione a un’armonia tra uomo e creato che il Santo trasmette ai nostri anni tormentati e con l’esame di un’opera contemporanea di street art ispirata alla figura del Santo, che testimonia l’attualità del suo messaggio.
Un’opera pregevole che ci consente la fruizione di un piccolo tesoro del nostro patrimonio, collocandolo in un contesto storico ricostruito con precisione e che sarebbe stata forse ignorata senza l’opera di un gruppo di professioniste, nostre concittadine, che da tempo spendono la loro professionalità e il loro entusiasmo al servizio della comunità e della valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della città».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti