Francesco e la lode del Creato. Parole, immagini e suggestioni contemporanee

A cura di Eliseo Tambone
Il volume Francesco e la lode del Creato. Parole, immagini e suggestioni contemporanee, a cura di Angela Paganelli, raccoglie la Prefazione del Sindaco di Corato, Corrado N. De Benedittis, l’Introduzione Uniti per lodare il Creato di fra Pier Giorgio Taneburgo e sei contributi nati in occasione del restauro delle lunette francescane nella sacrestia della chiesa della Resurrezione di Gesù Cristo (detta dei Cappuccini) a Corato.
Il restauro delle pitture offre lo spunto per un’altra forma di recupero, quello della biografia di Francesco. Anche la sua vicenda, infatti, è giunta fino a noi attraverso un accumulo di tracce, testimonianze e interpretazioni stratificatesi nel tempo. Avvicinarsi a questa storia richiede uno sguardo simile a quello del restauratore: osservare ciò che rimane, distinguere i dati dalle riletture successive e restituire leggibilità senza colmare le lacune. In quest’ottica, le lunette non si limitano a raffigurare episodi della vita del santo, ma raccontano come la sua memoria sia stata conservata e trasmessa.
Angela Paganelli, curatrice dell’opera, apre il volume con il saggio Sei storie in sei lunette: l’incipit di una ricerca. Le immagini restaurate diventano il punto di partenza per riflettere sulle fonti e sulle diverse figure di Francesco costruite nei secoli. Paganelli sottolinea la necessità di accostarsi con cautela alle biografie francescane: le fonti sono numerose, talvolta discordanti («un intricato gioco di specchi deformanti», osservava Alessandro Barbero) e ciascuna risente delle intenzioni e dell’epoca in cui è stata composta. L’immagine di Francesco arrivata fino a noi è dunque il risultato di una lunga elaborazione collettiva, che nel tempo ha finito per semplificare episodi e personaggi. Tra i temi affrontati spiccano il viaggio in Oriente (1219) e l’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil, formidabile spunto di riflessione sul dialogo interreligioso e sulla fraternità, mentre il Cantico delle creature invita a guardare al creato come una rete di relazioni, un tema che parla in modo significativo alla sensibilità contemporanea e al magistero dell’enciclica Laudato si’.
Luisa Mascoli, in Biografie francescane: da Tommaso da Celano ai nostri giorni, mostra quanto sia complesso ricostruire la vita del santo. Dalle prime biografie fino agli studi più recenti, gli autori propongono ritratti molto differenti, condizionati dal contesto storico e dagli interrogativi del proprio tempo. Da Tommaso da Celano e Bonaventura fino a Paul Sabatier, Chiara Frugoni, Raoul Manselli, Julien Green e Massimo Cacciari, ciascuno seleziona e interpreta aspetti specifici. Mascoli non cerca un’unica versione definitiva, ma aiuta a distinguere la storia del santo dalle immagini che ne sono state tramandate.
Nel contributo Le Storie di san Francesco. Approfondimenti archivistici e confronti iconografici e stilistici, Michela Petrizzelli e Maria Pia Sardano ricostruiscono la storia del convento cappuccino di Corato attraverso i documenti d’archivio, soffermandosi sulle trasformazioni avvenute tra Settecento e Ottocento. Il confronto con altri cicli francescani pugliesi illustra le modalità con cui i modelli si sono diffusi e adattati ai diversi contesti locali. Sul piano figurativo, le scene delle lunette restituiscono un cammino intessuto di povertà, preghiera, contemplazione e fraternità.
Francesco Marrone, con Francesco d’Assisi tra agiografia e storia. La pace come forma della vita cristiana, affronta un’ulteriore stratificazione della memoria: quella che ha trasformato Francesco in un simbolo universale di pace. Marrone mette in guardia dall’applicare al XIII secolo categorie moderne come quella di «pacifista». Nella sua lettura, la pace francescana non nasce come programma politico o come tecnica di risoluzione dei conflitti, ma scaturisce da una trasformazione interiore legata alla povertà, all’umiltà e alla rinuncia alla rivalità per i beni materiali e il prestigio.
Quello di Francesco è un ideale di pace che testimonia una delle più grandi promesse cristiane e, al contempo, una delle più frequentemente tradite: «l’evangelo della pace» (Efesini 6,15). Si tratta di una pace radicale, che fa proprio l’invito di Gesù ad amare i nemici e proclama beati i costruttori di pace, indicando una via che rifiuta la violenza e affida alla forza dell’amore e della riconciliazione la composizione dei contrasti. Assieme a Francesco occorre ricordare, come fa Mascoli in un breve riferimento, la testimonianza dei valdesi. Tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, valdesi e francescani custodirono la medesima vocazione alla pace attraverso forme differenti, ma entrambe radicalmente evangeliche. I valdesi rifiutarono il giuramento e lo spargimento di sangue cercando di seguire alla lettera l’insegnamento di Gesù; Francesco e i suoi compagni vissero la pace come fraternità universale, estesa alle persone, agli animali e all’intero creato. I primi, tuttavia, ebbero la sfortuna di vivere questa chiamata alla pace al di fuori della Chiesa dell’epoca, e coloro che sopravvissero alle persecuzioni furono costretti a testimoniarla nella clandestinità, mentre il francescanesimo visse come ordine particolare integrato nella Chiesa da cui ottenne l’approvazione.
Serena Petrone chiude il volume con La street art ispirata alla preghiera di san Francesco: “Il Cantico di Librino” promosso dalla Fondazione Antonio Presti. Il saggio analizza un intervento che porta il Cantico nel quartiere catanese di Librino tramite immagini e iniziative realizzate con il coinvolgimento di residenti, scuole e associazioni. I ritratti fotografici degli abitanti e opere come la Porta della Bellezza trasformano gli spazi urbani quotidiani in luoghi di incontro e partecipazione, offrendo alla preghiera francescana un’espressione attuale, intessuta con il riscatto e la dignità del quartiere.
La varietà armonica dei contributi costituisce uno dei principali punti di forza del volume: fonti storiche, restauro, indagine iconografica, riflessione teologica ed esperienza di arte pubblica si intrecciano per restituire la figura di Francesco da molteplici prospettive. Il filo conduttore rimane la trasmissione della memoria, che si snoda tra immagini restaurate, biografie riesaminate e preghiere che si fanno vita vissuta e condivisa.
Particolarmente stimolante appare il parallelo tra le lunette di Corato e il progetto di Librino: le prime nate in un convento e immerse nella tradizione religiosa, il secondo proiettato nello spazio pubblico per coinvolgere direttamente la cittadinanza. Entrambe le esperienze raccontano, attraverso il linguaggio dell’arte, valori quali la fraternità, la povertà, la cura del creato e la dignità umana, dimostrando come il Cantico sappia raccordare la spiritualità medievale con gli interrogativi del presente.
Pur richiedendo una lettura attenta nei passaggi più tecnici o di analisi storica, il volume si rivela coinvolgente grazie alla ricchezza delle opere e delle vicende trattate. Ne emerge il ritratto di un Francesco complesso, sfaccettato e di straordinaria attualità, che non viene ingabbiato in una ricostruzione definitiva, ma offerto al lettore attraverso una serie di preziosi spunti per approfondirne la conoscenza. Grazie all’eccellente lavoro interdisciplinare che questo testo realizza.
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