
Scoprendo la piana di San Magno. L’itinerario
A cura di Felice Miscioscia
San Magno, un lembo di Murgia coratina, anzi, forse il toponimo più noto della Murgia coratina, adagiato su una piana con sguardo privilegiato sul gradino più elevato dell’altopiano, abitato e frequentato sin da tempi antichi, addirittura preistorici, geloso custode di numerose tracce di questa storia ultramillenaria.
Raggiungere i suoi 480 metri di altitudine è piacevole e meno faticoso, se si evita la famigerata erta di Serra Stracciacappello, o Strazzacappiédde, in più efficace dizione vernacolare, pregna di antichi racconti e nostalgiche reminiscenze contadine che sanno di autenticità popolare.
Dopo un rapido sconfinamento in agro ruvese, con passaggio dal santuario di Santa Maria di Calendano, e una stupita rimirata al “salutare svago nei campi” indelebilmente immortalato nella facciata di Masseria Cervone, è la via di Torre Mascoli, poliedrica e multiforme strada dai panorami stupendi per tutte le stagioni, a condurre verso le alture di San Magno, ove la preistorica Necropoli dalle tombe a tumulo cerca di celarsi alla curiosa vista, mimetizzandosi nella steppica pietraia murgiana, quasi alla ricerca di ossequioso silenzio, ove la suggestiva Chiesetta-neviera (la cui esistenza è attestata per la prima volta in un documento ufficiale del 1128, tale “Donazione di San Magno“) fa capolino in un abbraccio di querce roverelle, ove la “Pescara degli antichi” da secoli raccoglie saggiamente acqua piovana, bene prezioso in una terra storicamente sitibonda.
Un’immersione nella storia dei luoghi, degnamente rappresentata, prima di fiondarsi, ora sì, in picchiata da Strazzacappiedde o, più audacemente, se si preferisce, in variante verso i selvaggi e aspri saliscendi del Bosco di Cecibizzo e puntare così il ritorno verso le pianeggianti lande coratine, non prima di aver ammirato altra storia, impressa in quello scrigno preziosissimo che è il patrimonio architettonico rurale murgiano, ricco di tracce disseminate sul territorio, tra cui Masseria San Giuseppe o Masseria Pezza Mezzana… come essere in un museo a cielo aperto, in cui non si paga biglietto.
I dettagli
| LUNGHEZZA | 50 Km |
| DISLIVELLO | 560 metri |
| DIFFICOLTA’ | Medio – Alta |
| TARGET | Cicloturisti abituati a pedalare e con dimestichezza sugli sterrati |
| MEZZO CONSIGLIATO | Mountain Bike, Gravel, E-Mountain Bike |
| FONDO STRADALE | Asfalto (38 Km), sterrato (12 Km) |
| PARTENZA E ARRIVO | Corato: Via Gigante / Via Gigante |
| INFO SULLE STRADE | Perlopiù secondarie e poco trafficate; antichi tratturi; strade bianche; sentieri sterrati con brevi tratti tecnici; brevi tratti su strade più trafficate. Prestare attenzione agli attraversamenti stradali:– Str. Est. Scannagatta / SP 30– Viale delle Buganvillee / SP 103– Viale del Melograno / SP 234– Tratturello Canosa – Ruvo / SP 234 |
| EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO | Tenuta sportiva, pantaloncino con soprasella imbottito, zaino con abbondante acqua (causa assenza di fontane) e cibo, kit per riparazione forature, abbigliamento tecnico per proteggersi dal freddo (in inverno) |
| PUNTI DI INTERESSE | Santuario di S. Maria di Calendano, Masseria Cervone, Masseria Pedale-Anelli, Masseria Capozza, Necropoli di S. Magno, Chiesetta neviera di San Magno, “Pescara” degli Antichi, discesa Stracciacappello, Ciclovia AQP, Bosco di Cecibizzo, Masseria S. Giuseppe, Masseria Pezza Mezzana |
| VARIANTE | Possibilità di variante sul percorso (segnata in rosso), scendendo dalla SP 19, con passaggi tecnici in single track ed impegnativi saliscendi all’interno del Bosco di Cecibizzo, ricongiunzione con il percorso originario sul sentiero AQP. Aumento del dislivello di 100 metri. Adatta ai più allenati |
La mappa
https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1n8k694EasqHFjop1BMsJrTjZyAvho7w&usp=sharing


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