Appalto per la scuola Giovanni XXIII di Corato, slitta al 2027 la sentenza nel processo a Caracciolo

L’ex assessore regionale del Pd è imputato per corruzione nell’inchiesta sulla gara da 5,8 milioni di euro. Un testimone della difesa non ricorda i dettagli della vicenda. Prossima udienza il 12 gennaio
Slitta al 2027 la sentenza nel processo che vede imputato per corruzione Filippo Caracciolo, ex assessore e consigliere regionale del Partito democratico, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta aggiudicazione pilotata di un appalto da 5,8 milioni di euro per la costruzione della nuova sede della scuola media Giovanni XXIII di Corato.
Come riferisce la Gazzetta del Mezzogiorno, nell’ultima udienza davanti al Tribunale di Bari è stato ascoltato uno dei due testimoni indicati dalla difesa di Donato Lamacchia, ex dirigente del Comune di Barletta e presidente della commissione che si occupò dell’aggiudicazione della gara.
Secondo l’ipotesi accusatoria sostenuta dalla pubblico ministero Savina Toscani, Lamacchia sarebbe intervenuto nella procedura per favorire l’imprenditore Massimo Manchisi, che ha già definito la propria posizione attraverso un patteggiamento. Il presunto accordo avrebbe previsto, in cambio, la promessa di un sostegno elettorale a Caracciolo in vista delle elezioni politiche del 2018 e quella di un interessamento per consentire a Lamacchia di ottenere un incarico presso un’altra amministrazione.
Una ricostruzione contestata dagli imputati, che respingono gli addebiti. Secondo le difese, l’offerta risultata aggiudicataria sarebbe stata comunque la migliore tra quelle presentate. L’accusa attribuisce invece rilievo anche a un messaggio inviato da Lamacchia a Caracciolo dopo un pranzo durante il quale, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato raggiunto il presunto accordo corruttivo.
Nel corso dell’ultima udienza è stato sentito un componente della commissione aggiudicatrice, inizialmente coinvolto nelle indagini e successivamente destinatario di un provvedimento di archiviazione. Il testimone non ha fornito chiarimenti sostanziali sulle circostanze oggetto dell’esame, dichiarando ripetutamente di non ricordare i dettagli della vicenda.
Il procedimento, nel quale l’accusa di turbativa d’asta contestata a Caracciolo è stata dichiarata prescritta nel luglio 2025, prosegue dunque per l’ipotesi di corruzione.
Il collegio della prima sezione del Tribunale di Bari, presieduto dal giudice Perrelli e composto anche dai giudici Coscia e Rubino, ha fissato la prossima udienza al 12 gennaio 2027. Sarà ascoltato l’ultimo testimone, il consulente tecnico della difesa di Lamacchia, assistito dagli avvocati Ruggiero Sfrecola e Claudio Minichiello.
Terminata l’audizione, è prevista la chiusura dell’istruttoria dibattimentale, cui seguirà la calendarizzazione delle discussioni delle parti. La sentenza, pertanto, non è ancora stata fissata.
Resta da definire sul piano giudiziario la vicenda relativa all’aggiudicazione dell’appalto per uno degli interventi di edilizia scolastica della città di Corato. Le responsabilità contestate agli imputati dovranno essere accertate dal Tribunale nel rispetto della presunzione di innocenza.
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