Francesco e la lode del Creato. Parole, immagini e suggestioni contemporanee

a cura di Anna Mininno
Corposo il volume e solida la veste tipografica, in linea con il precedente “In paupertate splendor”. Ineccepibile il progetto grafico di Lella Povia e la maestria delle foto di Domenico Messa, “Francesco e la lode del Creato”, edito quest’anno da Live Edizioni con il patrocinio della Città di Corato, s’impone all’attenzione dei fruitori di bellezza, nel patrimonio artistico-culturale del territorio e in un itinerario storico fondato sulla fede del Santo in copertina.
Ideatrice e curatrice del testo di cui scrivo è la professoressa Angela Paganelli, presidente dell’ antica Arciconfraternita Sacro Monte di Pietà, dedita alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’ex-convento e, in particolare, della Chiesa della Resurrezione ovvero la Chiesa dei Cappuccini. E lo fa splendidamente.
La prefazione al libro-catalogo è del Sindaco Corrado Nicola De Benedittis, il quale pone giusto rilievo al recupero delle sei lunette, a tema francescano, e che, in realtà, costituiscono il fulcro della trattazione, ad aggiungere valore al già ricco, ma forse ancora inespresso o sottostimato, patrimonio culturale di Corato.
Il restauro delle lunette porta, dunque, un elemento finora nascosto alla fruizione degli estimatori e costituisce un importante “dettaglio” artistico-culturale che, grazie all’impegno di un gruppo di professionisti, ora può far volgere lo sguardo alla volta della sacrestia della Chiesa dei Cappuccini e ammirarne la luce.
Invero di paternità incerta e verosimilmente diversa, i temi delle lunette seguono il percorso che ben si staglia nella narrazione iconografica e agiografica del Santo e affermano momenti salienti, come ampiamente si può leggere nel testo in argomento.
Specifico il contributo ma sostanziale la condivisione del progetto, in toto realizzato da Angela Paganelli, Francesco Marrone, Luisa Mascoli, Tiziana Monterisi, Michela Petrizzelli, Serena Petrone e Maria Pia Sardano. Uniti e con dedizione.
“Uniti per lodare il Creato”, afferma fra Pier Giorgio Taneburgo, nel suo primo bilancio dell’ottavo centenario della Pasqua di san Francesco. Per “dire” di Francesco che, nell’immaginario collettivo, é il protettore dei diseredati.
Per sapere del giovane uomo che, rinunciando alla ricchezza, sposa la Chiesa e porta a sé chi crede nella semplicità di cuore e nella Pace che “è forma di vita cristiana”, come si estrapola dall’apporto di Francesco Marrone.
Uniti, al fine di conoscere il Santo che ha “ancora da dirci”, come dalle parole di Massimo Cacciari.

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