
Paolo Strippoli debutta in concorso a Venezia con “L’estranea”: «Le cose accadono e non ci chiedono il permesso». Il trailer
Il regista coratino porta alla Mostra il suo nuovo film con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. È la sua prima volta nella competizione per il Leone d’Oro
Un anno dopo La valle dei sorrisi, Paolo Strippoli torna alla Mostra del Cinema di Venezia. Questa volta in concorso ufficiale: L’estranea, il nuovo film del regista e sceneggiatore coratino, è uno dei 21 titoli selezionati per Venezia 83 e in gara per il Leone d’Oro.
La giornata veneziana dedicata al film di Strippoli si è aperta ieri, 7 settembre, con due proiezioni riservate a stampa e industria, alle 9 in Sala Darsena e alle 11 in Sala Grande. Il programma ufficiale ha poi previsto due appuntamenti con il pubblico, alle 19.30 in Sala Grande e alle 22.30 al PalaBiennale nei quali per il film c’è stata una accoglienza calorosa con tanti applausi. Questa mattina, 8 settembre, L’estranea torna sullo schermo del PalaBiennale alle 11.30 per gli accreditati.
È la prima volta che Strippoli approda alla competizione principale della Mostra. Il film, 115 minuti, è scritto dal regista insieme a Salvatore De Chirico e interpretato da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Una coproduzione tra Italia, Francia e Belgio che riporta Strippoli al Lido appena dodici mesi dopo il suo precedente lavoro.
Al centro di L’estranea c’è Anna Colonna, interpretata da Jasmine Trinca. Dopo vent’anni la donna torna dalla figlia Alice, cui dà volto Romana Maggiora Vergano, per consegnarle una verità a lungo rimasta sepolta nella storia della famiglia. Quel passato conduce a un patto stretto anni prima con una sconosciuta, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, e a una scelta destinata a lasciare conseguenze ben oltre il momento in cui è stata compiuta.
È da qui che il film prende la direzione più personale del cinema di Strippoli. Il genere, ancora una volta, non è soltanto una cornice, ma lo strumento attraverso il quale affrontare una paura molto concreta: quella di non poter governare ciò che accade.
«Sono ossessionato dal perdere il controllo. Per me è l’incubo più grande», ha raccontato il regista durante la presentazione del film a Venezia. Strippoli riconosce in questa tensione qualcosa che attraversa anche i suoi lavori precedenti: personaggi disposti a sacrificare una parte di sé pur di sottrarsi al dolore. E L’estranea porta questa ossessione direttamente dentro una famiglia, trasformandola nel tentativo di una madre di intervenire sul destino dei propri figli.
Il punto, nelle parole del regista, è lo scontro tra l’idea di poter determinare la propria esistenza e ciò che inevitabilmente resta fuori dalla nostra disponibilità. «È una narrazione molto occidentale quella dell’avere il controllo e determinare la propria vita», ha spiegato Strippoli presentando L’estranea a Venezia. Fino al momento in cui quella costruzione incontra un limite: «le cose accadono e non ci chiedono il permesso».
Strippoli parla di L’estranea come di «un thriller psicologico con delle incursioni nel genere horror». Ma il cuore del film sembra stare altrove, nel rapporto tra genitori e figli e nella capacità delle decisioni degli adulti di propagarsi nel tempo. Non tanto, dunque, l’orrore come fine, quanto come linguaggio attraverso cui osservare le relazioni, il senso di colpa, la paura della perdita e quella zona ambigua nella quale proteggere qualcuno può significare anche pretendere di scegliere al suo posto.
Anche la costruzione temporale del film segue questa frattura. Il presente è quello del confronto tra Anna e Alice, nell’appartamento della figlia durante una tempesta; il passato restituisce invece le estati della famiglia Colonna. Due tempi che progressivamente si avvicinano mentre il segreto custodito per vent’anni prende forma. Nelle note di regia Strippoli definisce il film insieme saga familiare, thriller psicologico e, soprattutto, tragedia.
Dentro il racconto c’è anche una Puglia precisa. Strippoli ha spiegato di aver guardato alla Bari del 1999 e a un ambiente borghese, utilizzando la famiglia come luogo nel quale osservare, in scala ridotta, dinamiche che appartengono anche al mondo esterno. Il tema non è una contestazione della famiglia tradizionale in sé, ha precisato il regista durante la presentazione veneziana, ma di un modello nel quale ciò che viene proiettato all’esterno finisce per prevalere su quanto accade realmente al suo interno.
Il nuovo passaggio veneziano si inserisce in un percorso ormai riconoscibile. Strippoli, nato a Corato nel 1993 e formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha esordito nel lungometraggio con A Classic Horror Story, diretto insieme a Roberto De Feo, per poi firmare Piove e La valle dei sorrisi. Quest’ultimo era stato presentato proprio a Venezia nel 2025, fuori concorso, prima dell’arrivo nelle sale. A giugno Strippoli ha poi conquistato il Nastro d’Argento per il miglior soggetto de La valle dei sorrisi, scritto insieme a Jacopo Del Giudice e Milo Tissone.
Nel corso della presentazione del film a Venezia il regista coratino ha scelto di leggere l’attenzione crescente intorno al proprio nome come qualcosa che riguarda una generazione più che un singolo percorso. Alla domanda sul suo essere considerato uno dei giovani autori emergenti del cinema italiano, Strippoli ha rivendicato innanzitutto la necessità che ai trentenni venga concessa la possibilità di fare film.
«Credo che sia importante che ci siano trentenni che facciano cinema», ha detto, osservando come lo sguardo di un autore di trent’anni abbia diritto allo stesso spazio di quello di registi appartenenti ad altre generazioni. E se davvero, ha aggiunto, esiste oggi «un piccolo fenomeno» intorno al suo nome, l’auspicio è che possa servire «a dare fiducia anche a registi più giovani e non chiamarli più giovani».
L’estranea arriverà nelle sale italiane dall’8 ottobre, distribuito da 01 Distribution.
Commenti
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Almeno possiamo dire di avere qualcuno buono di Corato…
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Paolo Strippoli è la dimostrazione di come talento, passione, sacrificio e visione possano portare lontano, fino a uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema mondiale.
Ma oggi l’orgoglio è anche quello della nostra comunità che continua a
dimostrare di saper generare talenti, eccellenze e bellissime realtà capaci di
farsi conoscere e apprezzare ben oltre i
nostri confini.
Complimenti Paolo, per il traguardo raggiunto e soprattutto per aver portato con te, ancora una volta, un pezzo della nostra città. Orgoglio coratino! ??❤️ -
Complimenti al giovane e talentuoso regsitra. E alla famiglia che con grande apertura mentale ha fatto spiccare il volo al ragazzo piuttosto che ingabbiarlo in una torre anche se dorata!!
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Vola alto Paolo Strippoli, ma sempre con un occhio verso Corato, la tua città.
Tu la onori, Lei ti darà ti donerà sempre equilibrio. -
Bravo, segnalato a TG2 ottimo lavoro ?
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Buongiorno Paolo, spero di non essere di troppo e di non distrarti dalle interviste e dagli autografi, decisamente più emozionanti di questo mio commento in queste giornate che resteranno nella memoria di tutti noi ed in primis nella tua Vita. Ma la vita, appunto: nel bene come nel male “accade” e come dici tu, non si può controllarla. Con gli stessi auguri che ti formulai appena nato dalle pagine de “Lo Stradone”, te li rinnovo oggi per questa tua nuova Vita, che ti restituisce i mille sacrifici e le mille speranze. Il mio augurio e che resti in te la fiamma e la passione nel continuare a raccontare. T V B e ti confesso che sono fortemente emozionato per questa mia vecchia passione, il cinema, per questo tuo nuovo traguardo mai raggiunto da un regista così giovane su uno dei red carpet più importanti al mondo e a maggior ragione da uno che si è fatto da solo e che viene dal sud.
Pino Picca -
complimenti e sempre ad maiora …







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