Finti carabinieri chiamano dal vero numero della caserma di Corato: truffa evitata per un soffio

La chiamata è arrivata a una donna coratina da un numero ufficiale, ma era tutto falso. I sedicenti militari le hanno chiesto di prelevare denaro da un bancomat della Posta

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L'ufficio postale di via Crocifisso

Nell’epoca in cui si è quotidianamente vessati dalle chiamate provenienti dai call center, capita spesso di controllare in tempo reale sul web il numero del chiamante per capire chi sia l’interlocutore. Eppure, anche questa verifica potrebbe non bastare per metterci al riparo da brutte sorprese.

Lo sa bene una signora di Corato che, nei giorni scorsi, ha rischiato di cadere in un raggiro telefonico orchestrato con grande abilità e, soprattutto, con un elemento che rende la vicenda ancora più preoccupante: i truffatori hanno infatti simulato una chiamata dal vero numero delle caserme dei carabinieri di Corato e Bari.

«Era circa l’una e mezza di qualche giorno fa – racconta la donna – quando mi è arrivata una chiamata da uno 080. Mi dicono: “Signora, la stiamo chiamando dalla caserma dei carabinieri di Corato. Qualcuno ha fatto una denuncia perché da alcuni conti correnti postali sono spariti dei soldi. Stiamo facendo un’indagine e abbiamo visto che sette famiglie sono state derubate dallo stesso ufficio postale. Tra queste ci siete anche voi. Mi raccomando, massimo riserbo. Verrete richiamati dai carabinieri di Bari per ulteriori informazioni”».

La signora, in allarme ma scettica, ha chiesto all’interlocutore garanzie sulla sua identità, dicendogli: «ma chi mi dice che non sia una truffa?». La risposta dall’altra parte del telefono è stata secca: «Signora, io la sto chiamando dal numero 080.8721010: controlli pure, è il numero della caserma dei carabinieri di Corato». «Mio figlio ha verificato subito e, in effetti, il numero era proprio quello» ci dice la vittima.

Poi è arrivata la anche la chiamata dei “carabinieri” di Bari. Anche in questo caso, il numero corrispondeva a quello di una caserma del capoluogo. A quel punto i sedicenti militari hanno chiesto alla signora di recarsi entro mezz’ora all’ufficio postale di via Crocifisso per effettuare un prelievo bancomat di 300-400 euro. «Mi hanno detto che avevano piazzato una telecamera e che sospettavano dei dipendenti. Io mi stavo già preparando per andare alla Posta, quando mio marito ha detto: “passiamo prima in caserma”.

Ero perplessa, perché la verifica del numero appartenente ai carabinieri mi aveva convinta. Ma poi siamo comunque andati fisicamente in caserma per un ulteriore controllo: una volta lì, i veri carabinieri ci hanno detto che non ne sapevano nulla. Solo allora abbiamo capito che era una truffa. Ovviamente all’ufficio postale non ci siamo più andati, se non per verificare che dall’estratto conto non mancasse nulla».

Non è chiaro come sarebbe proseguito l’inganno dal momento che, dopo la visita dai carabinieri, la signora non ha ricevuto altre chiamate. Secondo il personale dell’ufficio postale, che si è messo a disposizione per chiarire la questione, è del tutto improbabile che potesse trattarsi di una truffa telematica legata al prelievo. È magari più probabile che, una volta ottenuta la fiducia della vittima, i truffatori avrebbero potuto chiedere ricariche su carte prepagate o nuove operazioni. O, ancora, che fosse tutto un pretesto per far uscire di casa la signora e la sua famiglia e agire in loro assenza. Ma si tratta solo di ipotesi.

La certezza, tuttavia, è una: i truffatori sono in grado di far apparire sullo schermo del telefono numeri reali e ufficiali di chiunque vogliano, incluse le forze dell’ordine. Si chiama “spoofing telefonico” (ne esistono anche altri di tipi diversi, con le email e gli indirizzi Ip, per esempio) ed è una tecnica grazie alla quale è possibile falsificare il numero di telefono visualizzato sul telefono della vittima per far sembrare la chiamata proveniente da un ente legittimo. Un dettaglio che può ingannare anche le persone più attente.

«Tengo a raccontare quanto mi è accaduto per avvisare le altre persone dei pericoli che corrono», conclude la signora. «State attenti: anche se sullo schermo vedete un numero delle forze dell’ordine, è sempre meglio verificare di persona».

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Commenti

  • Luca (utente non verificato)

    Sono chiamate VoIP , possono fare apparire qualsiasi numero bisogna stare sempre in allerta. Bene a fatto la signora a recarsi fisicamente presso la caserma dei CC di Corato. Sarebbe stato cmq sufficiente anche fare una telefonata , in questo caso avrebbero risposto quelli veri non e’ possibile infatti deviare le chiamate su altri numeri se non si e’ un tecnico della Telecom.

  • Ba luig (utente non verificato)

    Mi chiedo e mai possibile che quel numero possa attivare a dei balordi

  • carluccio (utente non verificato)

    ormai siamo al colmo …