Prof schiaffeggiato, al via il processo. Da Bergamo in Puglia per seguire l’udienza preliminare

Il professor Vincenzo Amorese
Enzo Amorese non è voluto mancare alla prima udienza
Enzo Amorese, il docente di Corato schiaffeggiato dal padre di una sua allieva alla quale aveva “osato” infliggere una nota disciplinare, è tornato in Puglia anche solo per pochi giorni. Ha voluto, infatti, essere presente alla prima udienza preliminare a carico dell’uomo che irruppe nella scuola e lo percosse violentemente, salvo poi andare via indisturbato.
Un fatto che destò enorme scalpore non soltanto per la gravità dell’accaduto ma anche per gli strascichi che la vicenda ebbe. Il professor Amorese, infatti, fu accusato dalla sua studentessa di aver avuto atteggiamenti poco consoni al suo ruolo di docente. Circostanza, hanno poi accertato gli inquirenti, del tutto infondata. Enzo Amorese, però, si ritrovò isolato, e dovette persino difendersi dalle accuse della sua dirigente scolastica che avallava la ricostruzione del tutto fantasiosa della studentessa.
Enzo Amorese si è presentato in tribunale nel procedimento a carico del suo aggressore, accusato di lesioni aggravate e interruzione di pubblico servizio. Il docente si è costituito parte civile nel processo; l’istituto Majorana di Bari, la scuola in cui si verificò l’aggressione, ha invece rinunciato a costituirsi.
Respinta dal giudice la richiesta di messa alla prova del 35enne imputato, pertanto la difesa ha scelto il rito abbreviato. Stessa scelta anche per il 30enne a processo per il medesimo reato, avendo accompagnato il padre della ragazza a scuola.
Dopo l’increscioso episodio, il professore Amorese non ha più insegnato nel Majorana di Bari. Ha vissuto un periodo di forti timori e di stress psicologico che lo hanno tenuto lontano dalla cattedra per un lungo periodo. Oggi insegna in un istituto di Bergamo che, per ironia della sorte, è intitolato proprio ad Ettore Majorana. «Ho deciso di lasciare la Puglia e tornare a vivere a Bergamo, ora sono sereno perché insegno in una scuola degna di essere chiamata tale» ha affermato il docente.
Quanto accaduto a Bari è per fortuna soltanto un ricordo ma che, comunque, lascia il suo animo colmo di amarezza. La sua vita è cambiata ancora una volta: ha preso la famiglia e si è trasferito nuovamente al nord per vivere serenamente.
Nella sua terra ha dovuto sperimentare non soltanto la violenza per aver messo una nota alla persona “sbagliata”, ma anche l’isolamento da parte dei colleghi e degli studenti che mai gli hanno manifestato sostegno e vicinanza.
Commenti
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Secondo il mio parere, rimani sempre a Bergamo. Accantona quella esperienza. Qui al sud non ci si può fare niente.
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Così detto sembra che al nord non accadono ste cose
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Forza Professore. Purtroppo questa è la società attuale
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Sostegno e vicinanza vanno manifestati senza se e senza ma.
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Solidarietà al prof.Amorese…speriamo che la giustizia faccia il suo corso sperando che eventi simili non possano .. mai ripetersi…mai più …
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In che mondo viviamo?……..







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