La città che verrà

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C’era un titolo, ieri sera, che già da solo raccontava il senso profondo del comizio di Corrado De Benedittis: La città che verrà. Non uno slogan elettorale qualsiasi, ma una visione. Un’idea di futuro costruita non sulle paure, ma sulla fiducia.
La piazza gremita, viva fino alle ultime file, ha restituito l’immagine di una comunità attenta, partecipe, coinvolta. Non semplice presenza fisica, ma ascolto vero. Gli applausi continui, l’emozione palpabile, la sensazione che attorno a quel palco ci fosse qualcosa di più di una campagna elettorale: il desiderio collettivo di continuare un percorso.
Accanto al candidato sindaco Corrado De Benedittis, il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e i giovani candidati Adriana Amorese per Prossima, Francesco Demartino per Intesa Riformista e Nicola Quinto per il Partito Democratico hanno rappresentato il volto di una coalizione che prova a parlare alla città con serietà e speranza.
Antonio Decaro ha scelto il ricordo. Quello della nave Vlora, approdata nel porto di Bari nel 1991 con ventimila albanesi stipati sul ponte e nelle stive. E il ricordo di Enrico Dalfino, il sindaco che accolse quella disperazione senza voltarsi dall’altra parte. Una memoria che parla di umanità e di accoglienza, di un Sud capace di riconoscere la sofferenza degli altri perché conosce bene la propria.
Ma il cuore della serata è stato il lungo intervento di Corrado De Benedittis.
Un discorso insieme politico e umano, concreto e ideale. Il candidato sindaco ha rivendicato con fierezza il lavoro svolto in questi anni: le opere realizzate, i progetti avviati, la capacità di amministrare una città complessa senza perdere il contatto con le persone. Ma accanto al racconto delle cose fatte, c’era soprattutto lo sguardo rivolto avanti.
Alle cose ancora da fare.
Perché La città che verrà non è soltanto quella che immagina il futuro: è quella che decide di costruirlo ogni giorno, senza fermarsi.
De Benedittis ha parlato di una Corato che deve continuare a crescere, a investire sulla cultura, sulla solidarietà, sulla qualità della vita. Una città capace di guardare oltre i piccoli conflitti quotidiani e di ritrovare il senso profondo della comunità.
E poi un passaggio accolto dagli applausi della piazza: l’augurio di poter chiudere la campagna elettorale già il 25 maggio, per tornare immediatamente al lavoro. Non una frase rituale, ma l’idea di una politica vissuta come responsabilità concreta, non come esercizio permanente di propaganda.
Tra le priorità indicate con chiarezza, la prima è stata la zona industriale. Un impegno netto: occuparsi subito di quell’area strategica per il futuro economico della città, per le imprese, per il lavoro, per le prospettive delle nuove generazioni. Un segnale preciso, rivolto a chi chiede sviluppo, attenzione e programmazione.
Si partirà subito, inoltre, con le nuove opere pubbliche tra cui la riqualificazione dei corsi cittadini. Im forte impulso per il rilancio del commercio con ulteriori supporti e puntando alla realizzazione del mercato coperto in piazza Indipendenza.
Borse lavoro e borse di studio saranno funzionali a rafforzare il diritto allo studio e al lavoro del mondo giovanile.
Parole d’ordine del secondo mandato saranno “Solidarietà” e “Volontariato locale e internazionale”.
Il finale ha avuto il tono della poesia e della resistenza civile. Corrado De Benedittis ha chiuso recitando Pablo Neruda: “Città, città di fuoco, resisti!”.
Parole che ieri sera sono sembrate rivolte direttamente a Corato. A una città chiamata ancora una volta a scegliere chi essere e dove andare.
Verso la città che verrà.
La storia continua.
Commenti
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Ci sono delle parole che rimangano nel cuore, nella mente e non sono slogan elettorali, ma tutte vere. Grazie Professore e a tutti quelli che ti hanno seguito in questi anni sia di destra che di sinistra, un grande lavoro di squadra, la storia non si può e non si deve interrompere. Le ultime parole che ha esordito carissimo Sindaco …Solidarietà e Volontariato esprimono la sua vera natura. Una grande persona…. Corato attenti a quello che potreste perdere.
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la solidarietà DEVE essere concreta a tutti gli effetti. verso tutte le categorie di persone che vivono a CORATO. Fatti visibili e e di peso che non hanno nessun riscontro negativo in assoluto.
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Chiedo all’attuale (spero ancora per poco) maggioranza se vi è mai capitato di percorrere strade come via Teano, via Andria…laddove vi è il pressoché totale non rispetto del codice della strada…o via Cirillo, dove c’è il “festival del divieto di sosta”…per non parlare dei numerosi crateri che ci sono sul manto stradale…e invece parliamo solo di questa meravigliosa (ironico) opera dell’eco estramurale, che di eco ha solo l’economia di posti per parcheggiare….in qualche pausa lassù nell’Olimpo vi è capitato di vedere il degrado nei parcheggi zona Santa Faustina…la lista è lunga ma i caratteri del post per vostra fortuna no. Bagnatevi di umiltà…facile parlare solo (e da soli) delle cose positive…in bocca al lupo per la campagna elettorale (e ovviamente w il lupo).
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Ah dimenticavo…bella la nuova auto blu…quanto fa a litro? Chiedo per un amico, interessato al risparmio e al destinare soldi NOSTRI in qualcosa di più urgente e di cui Corato ha davvero bisogno. Caricate l’auto blu e lasciate Palazzo San Cataldo a chi non ha il vostro eloquio, ma professionalità, credibilità e anni di servizio della collettività.
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Il comizio di domani viene addirittura annunciato come una grande “Fiesta”…giusto per imbonire una cittadinanza che sente parole da oltre 5 anni…e spostare l’attenzione dai (tanti) problemi che attanagliano la nostra città. Panem et circenses per parlare “fattizzo” come piace a voi. E il timore che Corato che ci caschi ancora è davvero tanto.







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