Come diventare RSPP: requisiti di accesso e moduli di formazione obbligatoria

La distinzione tra RSPP e ASPP riguarda soprattutto le funzioni esercitate e la preparazione richiesta. L’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione collabora alle attività tecniche del servizio, mentre il responsabile ne coordina l’operato e deve possedere ulteriori competenze organizzative e gestionali
Chi può diventare RSPP e quali requisiti deve possedere
Il requisito scolastico per assumere il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è il diploma di istruzione secondaria superiore. Occorre inoltre dimostrare di aver acquisito una preparazione adeguata alla natura dei rischi presenti nei luoghi di lavoro nei quali si intende operare.
La normativa prevede una deroga al requisito del diploma per coloro che, alla data del 13 agosto 2003, svolgevano già da almeno sei mesi le funzioni previste dalla legge. Rimane comunque necessario rispettare gli obblighi formativi applicabili.
La distinzione tra RSPP e ASPP riguarda soprattutto le funzioni esercitate e la preparazione richiesta. L’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione collabora alle attività tecniche del servizio, mentre il responsabile ne coordina l’operato e deve possedere ulteriori competenze organizzative e gestionali.
Esiste poi una disciplina separata per il datore di lavoro che decide di svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione, nei casi consentiti dall’articolo 34 del Testo Unico. Il relativo percorso formativo non coincide con quello ordinario previsto per RSPP e ASPP.
Le 28 ore del Modulo A di formazione
La formazione iniziale parte dal Modulo A RSPP, comune anche agli ASPP. Le 28 ore previste, escluse le verifiche finali, sono dedicate alla conoscenza del sistema normativo e dei principali strumenti della prevenzione aziendale.
Il programma affronta la legislazione sulla sicurezza, le competenze degli organismi di vigilanza, gli obblighi dei diversi soggetti aziendali e i criteri utilizzati per individuare e valutare i rischi professionali. Comprende inoltre le misure di protezione, la gestione delle emergenze e gli obblighi relativi alla formazione dei lavoratori.
Il Modulo A RSPP costituisce un credito formativo permanente: una volta superato, non deve essere ripetuto periodicamente. Questo non elimina l’obbligo di aggiornamento professionale previsto per chi esercita la funzione.
Per il Modulo A l’Accordo del 2025 ammette anche la modalità e-learning, a condizione che il soggetto formatore rispetti i requisiti stabiliti per la formazione a distanza.
Tra i percorsi organizzati secondo questa modalità rientra il Modulo A di 28 ore proposto da Progetto81, che consente di seguire la formazione RSPP attraverso videolezioni disponibili su una piattaforma digitale. Il corso può essere completato entro 180 giorni dall’attivazione e prevede una verifica finale dell’apprendimento.
La piattaforma di Progetto81 (https://www.progetto81.it)consente l’accesso continuativo ai contenuti e la possibilità di riprendere lo studio dopo un’interruzione. Al termine del percorso, il rilascio dell’attestato permette di documentare il completamento di questa prima fase formativa.
Chi non beneficia di specifici esoneri deve proseguire con il Modulo B e, se intende assumere il ruolo di responsabile, anche con il Modulo C.
Il Modulo B cambia in base ai rischi del settore
Il passaggio dalla formazione generale a quella tecnica avviene con il Modulo B comune, che richiede 48 ore.
La preparazione riguarda l’individuazione dei pericoli collegati alle attività produttive e la scelta delle misure preventive. Si affrontano, tra gli altri, i rischi derivanti da macchine e attrezzature, agenti chimici e biologici, rumore, vibrazioni, impianti elettrici e organizzazione del lavoro.
Il percorso comune è sufficiente per numerosi comparti. In cinque ambiti individuati dall’Accordo è però richiesta una specializzazione aggiuntiva: agricoltura, silvicoltura e zootecnia prevedono 16 ore, pesca 12, costruzioni 16, sanità residenziale 12 e settore chimico-petrolchimico 16.
La scelta del corso deve quindi considerare l’attività nella quale il professionista opererà. Una preparazione tecnica valida per un ufficio amministrativo, ad esempio, non esaurisce necessariamente quella richiesta per un’impresa edile.
Il Modulo B comune e le eventuali specializzazioni completano il percorso iniziale ordinario degli ASPP, mentre per diventare RSPP occorre un ulteriore passaggio.
Il Modulo C RSPP è riservato ai responsabili
Il Modulo C RSPP dura 24 ore e affronta competenze che non riguardano direttamente la valutazione tecnica dei singoli rischi.
Il responsabile deve saper organizzare le attività del servizio, partecipare alla pianificazione delle misure preventive e gestire i rapporti con le figure aziendali coinvolte nella sicurezza. Servono quindi conoscenze sui sistemi di gestione, sulla comunicazione interna e sui fattori organizzativi che possono influenzare le condizioni di lavoro.
Nel programma rientrano anche ergonomia, benessere organizzativo e rischi psicosociali.
Il corso RSPP Modulo C è necessario per chi ha completato i moduli precedenti e intende assumere la funzione di responsabile. La normativa non ne richiede la frequenza agli ASPP.
L’Accordo Stato-Regioni consente di frequentare il Modulo C in presenza oppure attraverso videoconferenza sincrona, ma non mediante e-learning asincrono.
Progetto81 distingue queste modalità nella propria offerta: propone il Modulo A attraverso l’e-learning, mentre il Modulo B comune e il corso RSPP Modulo C vengono organizzati in videoconferenza con partecipazione alle lezioni in tempo reale.
Lauree ed esperienze pregresse: quando è possibile evitare alcuni corsi
Il possesso di un titolo universitario può modificare sensibilmente il percorso necessario.
L’articolo 32, comma 5, riconosce l’esonero dalla frequenza dei corsi previsti per le competenze tecniche di base a determinate classi di laurea. Tra quelle espressamente indicate figurano L-7, L-8, L-9, L-17, L-23 e LM-26, oltre alle classi dei precedenti ordinamenti e agli ulteriori titoli riconosciuti dalle disposizioni applicabili.
L’Allegato I dell’Accordo del 2025 individua le classi che permettono di ottenere l’esonero dai Moduli A e B. Occorre verificare l’esatta denominazione e classe del titolo: la sola appartenenza a un’area disciplinare non garantisce il riconoscimento.
L’esonero dai Moduli A e B non comprende automaticamente il Modulo C. Esistono tuttavia ulteriori ipotesi specifiche, tra cui quella prevista per chi abbia svolto per almeno cinque anni attività tecnica in materia di salute e sicurezza come pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, per la quale l’Accordo riconosce l’esonero dai tre moduli.
Anche una formazione precedente, come quella dei coordinatori per la sicurezza nei cantieri, può dare diritto a crediti. Le corrispondenze sono stabilite dalle tabelle dell’Accordo e devono essere comprovate documentalmente.
Obbligo di aggiornamento
Una volta acquisiti i requisiti professionali, RSPP e ASPP devono aggiornare periodicamente le proprie competenze. Le durate minime sono rispettivamente di 40 e 20 ore ogni cinque anni, con possibilità di distribuire la formazione nell’arco del quinquennio.
Per chi segue il percorso ordinario, la decorrenza è collegata alla conclusione del Modulo B comune. Per i soggetti esonerati si applicano i criteri specifici previsti dalla disciplina.
L’aggiornamento deve riguardare l’evoluzione delle conoscenze tecniche, le modifiche legislative e i cambiamenti nei rischi professionali. Può essere svolto anche in e-learning, nelle modalità consentite.
Chi ha frequentato un corso RSPP secondo gli accordi precedenti non è automaticamente tenuto a ripetere la formazione iniziale. L’Accordo del 2025 salvaguarda i crediti acquisiti secondo specifiche corrispondenze, che devono essere valutate insieme alla situazione degli aggiornamenti.
Trascorsi cinque anni dalla prima abilitazione, all’affidamento dell’incarico il professionista deve poter documentare le ore di aggiornamento richieste nel quinquennio precedente. In mancanza di formazione aggiornata sufficiente, l’esercizio della funzione rimane precluso fino alla regolarizzazione.
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