Processo treni, i familiari: «Persa ogni speranza». Ferrotramviaria: «La sentenza rende giustizia»

L’amarezza di Tedone e Bianchino, genitori di due giovani vittime, e la soddisfazione dei vertici della società
Amarezza da una parte, sollievo dall’altra. La sentenza della Cassazione chiude il processo e lascia dietro di sé reazioni molto diverse.
Vincenzo Tedone, papà di Francesco Ludovico, una delle vittime più giovani, dice di non essersi aspettato altro. «Avevo perso da tempo la speranza che venisse fatta giustizia». Per questo ha scelto di non andare a Roma: «Non avevo voglia di assistere all’ennesimo stillicidio. Povero chi si trova a vivere vicende come questa».
Tedone oggi prova a tenere il ricordo del figlio lontano dalle aule giudiziarie. «Penso a Francesco, a come voleva vivere, alle cose che avrebbe voluto fare. Mi circondo dei suoi amici e provo a creare qualcosa di bello con loro e per loro. È questo che mi dà la forza di andare avanti».
Parole dure anche quelle di Pinuccio Bianchino, papà di Alessandra. La requisitoria del sostituto procuratore generale Ferdinando Lignola, che aveva chiesto un nuovo giudizio per alcune delle posizioni assolte, aveva fatto sperare in un esito diverso.
«Era quello che sostenevamo da tempo: secondo noi le responsabilità non potevano fermarsi soltanto al capotreno e al capostazione. Restava da approfondire il ruolo dei vertici», dice Bianchino.
La decisione della Suprema Corte lascia invece spazio alla delusione. «Speravo potesse andare diversamente, anche se ormai avevo poche aspettative». Poi il bilancio di questi anni: «Sono cambiati giudici, sedi, pubblici ministeri. È stato un percorso lungo e difficile da comprendere per chi lo ha seguito dall’inizio».
Di segno opposto la posizione di Ferrotramviaria. «Sono stati dieci anni difficili, impegnativi, faticosi. Abbiamo sentito anche noi il peso della immane tragedia che ha colpito una intera comunità, la nostra comunità. Nessuna sentenza la potrà cancellare», dichiarano i legali Michele Laforgia e Tullio Bertolino.
Poi il passaggio centrale: «La decisione dei giudici della Cassazione conferma che la Società Ferrotramviaria, i suoi rappresentanti e i suoi dirigenti non sono responsabili del disastro ferroviario, come abbiamo sostenuto sin dalla fase delle indagini e come avevano già accertato i giudici di primo e secondo grado. Non possiamo che esserne soddisfatti».
Sulla stessa linea il presidente di Ferrotramviaria, Giuseppe Pavoncelli: «La decisione della Corte di Cassazione rende giustizia non solo alle vittime e ai loro familiari ma anche a Ferrotramviaria, che negli anni si è impegnata ad aiutare nella ricerca della verità e a giungere a un verdetto che facesse chiarezza una volta per tutte sulle cause di quella immane tragedia».
Pavoncelli parla poi del «sollievo per una vicenda che si conclude dopo dieci anni di dolore, amarezze, strumentalizzazioni, falsità» e aggiunge: «Questa vicenda ha segnato profondamente Ferrotramviaria, i suoi dirigenti e dipendenti e resterà un ricordo indelebile e un monito per sempre».
Commenti
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Tutti sentiamo il peso di quella tragedia.Tutti abbiamo pianto .Il dolore dei familiari e’ineguagliabike.Da tempo anche io sostengo che gli unici colpevoli di reo sono i capostazione.Al quale va il mio dispiacere.Siamo esseri umani e può succedere di sbagliare.Per anni si è viaggiato con quel sistema.Probabilmente nel tempo che non tornerà’più i telefonini ,il caldo infernale malato non esistevano .
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Voglio vedere se si trovava lei in quel treno se incolpava solo i capistazione
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Mi aspettavo il suono delle campane di tutte le chiese di Corato e Andria…proprio come nel film “Il Marchese del Grillo”.
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Rilevo con sconcerto e profonda amarezza il duro commento del procuratore generale della cassazione.Solitamente prudenti e misurati nell esprimere la proprie valutazioni sulle sentenze nei processi in cui sono state parti in causa.In attesa delle motivazioni della sentenza.Ma quando il procuratore afferma di essere ” scandalizzato” dalla decusione che scarica su due dipendenti la responsabilita sul mancato rispetto delle norme sulla sicurezza( violazioni che la procura di Trani aveva rilevato, documentandole con i precedenti evitati disastri registrati dalla direzione barinord sui loro registri) lascia sgomenti.Perche come le vittime dell incidente ferroviario di Viareggio, che hanno trovato giustizia con la condanna dei dirigenti delle ferrovie dello stato, anche i parenti delle 23 vittime si attendevano giustizia.Che ora puo solo diventare non piu la giustizia di uno stato democratico, affidata ai giudici, ma quella divina imperscrutabile che arrivera , per i credenti in Dio!
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mah… Non si capisce sta sentenza
Mentre x la strage di Viareggio è stato condannato ex Amministratore Delegato FS x disastro ferroviario colposo. -
Pavoncelli avrebbe potuto tranquillamente tacere in questa occasione. Il capro espiatorio è stato servito su un piatto d’argento!!! La Ferrotramviaria… the untouchables !!!
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Se i sistemi non erano del tempo della pietra la tragedia non sarebbe successa. La colpa è della Ferrotranviaria che per risparmiare usava sistemi con i telefonini, assurdo! E chi paga i poveri capistazione. Assurdo
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Che commento assurdo il tuo?
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Il signor Pavoncelli ha perso una GRANDE occasione…quella di TACERE.
Il senso di sollievo è SOLO suo e dei suoi “compari” della Ferrotramviaria.
Vada a parlare coi parenti delle 23 vittime (e di Piccarreta e Lorizzo) e poi vediamo se prova ancora SOLLIEVO!
Assurdo: da cittadina italiana…provo sdegno e vergogna per questa ennesima sentenza, che tutela e protegge i potenti, i più forti, e di certo non chi ha avuto il “danno” maggiore! -
Oltre che essere vicina ai familiari delle vittime, mi sento di dirmi vicina anche ai due condannati, perché chi lavora può sbagliare e sti poveri signori sono stati triturati dal sistema per cui i soldi risolvono tutto. Complimenti alla giustizia, ancora una volta
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Appunto quello sbaglio ha fatto morire 23 persone.Vhe poi La società doveva adeguarsi con nuovi sistemi dopo altri incidenti lievie’fuori discussione.Doveva esserci qualcuno al di sopra di Ferrotramviaria a imporlo.Ma siamo in Italia.PAESE DELLE CIABATTE!!!!!!!
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