Processo disastro ferroviario, la Procura generale chiede il rinvio in Appello

Il procuratore: «Scandalizzato che la responsabilità del disastro ricada solo su capotreno e capostazione»
Un nuovo processo d’Appello per accertare le eventuali responsabilità degli ex dirigenti di Ferrotramviaria e della stessa società nella strage ferroviaria del 12 luglio 2016. È la richiesta avanzata questa mattina dalla Procura generale della Cassazione nel processo per lo scontro tra i due treni avvenuto sulla linea Andria-Corato, costato la vita a 23 persone e nel quale altre 58 rimasero ferite.
Al termine della requisitoria, il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Ferdinando Lignola ha chiesto l’annullamento con rinvio della sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Bari nel settembre 2025, nella parte relativa alle assoluzioni degli ex dirigenti di Ferrotramviaria Massimo Nitti e Michele Ronchi e della stessa società.
Per queste posizioni, dunque, secondo la Procura generale dovrà essere celebrato un processo d’Appello bis.
Lignola ha invece chiesto di confermare le due condanne: sei anni e tre mesi di reclusione per Vito Piccarreta, all’epoca capostazione di Andria, e sei anni e nove mesi per Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato.
Nel corso della requisitoria il sostituto procuratore generale si è soffermato soprattutto sul tema della gestione della sicurezza e sulla possibilità che le responsabilità della tragedia non possano essere circoscritte alle condotte dei due ferrovieri.
«Sono scandalizzato che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti vadano a ricadere solo su un capotreno e un capostazione senza considerare la gestione della sicurezza», ha affermato Lignola. Per il magistrato, al centro del procedimento c’è «il rapporto fra libertà di impresa e sicurezza», considerando che «le scelte aziendali possono condizionare la vita delle persone».
Un passaggio che individua uno dei nodi principali sui quali la Cassazione è chiamata a pronunciarsi: stabilire se le assoluzioni riguardanti i vertici aziendali e Ferrotramviaria possano considerarsi definitive oppure se quegli aspetti debbano essere nuovamente valutati da una Corte d’Appello.
Nel processo di primo grado erano stati condannati soltanto Piccarreta e Lorizzo, mentre gli altri 14 imputati erano stati assolti, compresa Ferrotramviaria. Anche per il reato di lesioni personali colpose i due erano stati inizialmente condannati, ma nel frattempo è intervenuta la prescrizione.
A quasi dieci anni dal 12 luglio 2016, dunque, il procedimento giudiziario sulla tragedia avvenuta nelle campagne tra Andria e Corato potrebbe non essere ancora arrivato alla sua conclusione. Sarà la Suprema Corte a stabilire se una parte del processo dovrà tornare davanti ai giudici d’Appello.
La sentenza della Cassazione è attesa in giornata.
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