Scuole, certificazioni ancora incomplete. Mazzone: «Stiamo costruendo una carta d’identità di ogni edificio»

Nesta porta in Consiglio il tema della sicurezza degli edifici scolastici. L’assessore: «Mentirei se dicessi che tutte le scuole hanno tutto».
Non tutte le scuole comunali di Corato dispongono oggi dell’intero quadro delle certificazioni previste. È il dato più netto emerso dal confronto in Consiglio comunale sullo stato di sicurezza e manutenzione degli edifici scolastici, sollevato da un’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Gaetano Nesta e affrontato dall’assessore ai Lavori pubblici Valeria Mazzone.
Nesta ha posto la questione partendo dagli episodi verificatisi negli istituti di altri comuni e chiedendo all’amministrazione un quadro su verifiche statiche, solai, certificazioni, manutenzioni e risorse destinate alle scuole. Nell’interrogazione è stato affrontato anche il tema degli istituti superiori, di competenza della Città Metropolitana, e dell’interlocuzione tra i due enti. «La sicurezza nelle scuole non si gestisce inseguendo le emergenze – ha affermato Nesta – ma attraverso prevenzione, trasparenza e programmazione rigorosa». Il consigliere ha chiesto inoltre attenzione sul funzionamento dei defibrillatori e sulla formazione del personale scolastico.
La risposta dell’assessore Mazzone ha tracciato un quadro articolato, riconoscendo innanzitutto l’esistenza di criticità accumulate nel tempo. «Ci siamo ritrovati davanti a un patrimonio scolastico che richiedeva interventi importanti, diffusi e strutturali di manutenzione», ha spiegato, sostenendo che per anni gli interventi siano stati prevalentemente legati alle emergenze piuttosto che a una programmazione complessiva.
Da qui, secondo Mazzone, la scelta dell’accordo quadro per gli edifici scolastici, inserito nell’aggiornamento del programma triennale dei lavori pubblici approvato il 31 luglio. Uno strumento che dovrebbe permettere al Comune di avere operatori e risorse già contrattualizzati, riducendo i tempi necessari per avviare ogni singolo intervento di manutenzione.
Parallelamente è partita una ricognizione della documentazione relativa agli edifici: prevenzione incendi, agibilità, indagini sui solai, conformità degli impianti e vulnerabilità sismica. L’obiettivo dichiarato dall’assessore è arrivare alla costruzione di un vero e proprio «fascicolo del fabbricato» per ciascun plesso, una sorta di «carta d’identità strutturale» delle scuole comunali.
Ed è proprio sullo stato delle certificazioni che Mazzone ha fornito la risposta più esplicita: «Mentirei se dicessi che tutte le scuole hanno tutto». Alcuni edifici dispongono già delle dichiarazioni di conformità degli impianti e delle verifiche periodiche della messa a terra, mentre il Comune sta controllando la corrispondenza tra la documentazione esistente e la situazione effettiva degli impianti, procedendo agli aggiornamenti dove necessari.
Per quanto riguarda la prevenzione incendi, sono in corso le procedure tecniche e amministrative per il rilascio o il rinnovo dei certificati relativi alle scuole di competenza comunale. Sul fronte della vulnerabilità sismica, invece, l’assessore ha riferito che al momento la valutazione è disponibile per la Cifarelli e per il plesso di via Gravina, mentre quella della De Gasperi è in fase di ultimazione. «Quando siamo arrivati nel 2020 – ha sostenuto Mazzone – per nessuna scuola era mai stata richiesta la valutazione di vulnerabilità sismica».
Un passaggio che assume rilievo anche sul fronte dei finanziamenti: la valutazione della vulnerabilità sismica, ha spiegato l’assessore, costituisce infatti un requisito importante per partecipare a numerosi bandi e intercettare risorse extracomunali. L’amministrazione punta ora a prevedere in bilancio somme specificamente destinate alle certificazioni.
Mazzone ha poi elencato alcuni degli interventi realizzati negli ultimi anni: l’adeguamento impiantistico della palestra della Fornelli, i lavori nei locali seminterrati della Cifarelli destinati a mensa grazie a un finanziamento Pnrr e il rifacimento della copertura dell’auditorium della De Gasperi. È inoltre in corso il lavaggio delle cisterne degli edifici scolastici, a cui seguiranno le analisi delle acque.
Altri cantieri sono invece in programma. Alla Fornelli i lavori sul cornicione dovrebbero partire a fine ottobre. Più consistente l’intervento previsto alla Giovanni XXIII, individuata dall’amministrazione come uno dei plessi che in questa fase necessita maggiormente di manutenzione straordinaria: l’avvio dei lavori è previsto, secondo quanto riferito in aula, entro metà novembre e riguarderà impermeabilizzazione, serramenti e rifacimento della pavimentazione della palestra.
Quanto agli istituti superiori, formalmente di competenza della Città Metropolitana di Bari, Mazzone ha assicurato che il Comune mantiene un’interlocuzione costante con l’ente metropolitano, soprattutto quando vengono segnalate esigenze da studenti e famiglie.
«Non mi ritengo soddisfatta dello stato delle nostre scuole, anche da mamma – ha concluso l’assessore – ma stiamo lavorando e continueremo a farlo».
Nella replica Nesta ha precisato di non aver presentato l’interrogazione con l’intenzione di attribuire responsabilità politiche. «Non ho fatto un’interrogazione per dare colpe a qualcuno. Ho chiesto soltanto quale sia lo stato delle nostre scuole e a che punto siamo», ha detto. Il consigliere ha quindi ricordato alcune scelte compiute durante la sua precedente esperienza amministrativa e ha ribadito che il tema, a suo giudizio, deve essere affrontato esclusivamente nell’interesse degli studenti.
Nesta ha infine annunciato di riservarsi la possibilità di presentare una mozione sul tema.
Commenti
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La scuola non è un argomento sentito. Non regge il confronto con la cronaca che ci offre fantasmi pronti contro cui inveire o argomenti calcistici che ci fanno scendere in piazza.
Molte scuole di Corato, d’Italia, sono la rappresentazione perfetta della parola DEGRADO. In netto contrasto con chi popola quegli immobili sgarrupati: all’interno cuori pulsanti di passione e competenza portano avanti la straordinaria missione di educatori di generazioni che, si spera, possano aspirare a tempi più fecondi di quelli meschini in cui ci troviamo.
La scuola merita di più, silenziosamente urla e denuncia il suo stato di abbandono: non se ne parla mai troppo, se non per strumentalizzarla per beceri interessi politici.
Sarebbe bello vedere gli istituti di Corato risorgere da quegli impianti fatiscenti, superando l’incubo di facciate con i cornicioni pericolanti e strutture sportive ferme agli anni ’90. Non è facile, è un compito sovrumano, ma un messaggio, un segnale lo si può, lo si deve dare.







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