Olivicoltura, tecnici e politici a Corato: «La Xylella è ancora una minaccia ma possiamo prevenirla»

Focus sullo stato dell’olivicoltura e sulle prospettive dell’oleoturismo in un convegno organizzato dal Partito Democratico e dai Giovani Democratici

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La Xylella fastidiosa continua a rappresentare una delle sfide più complesse e trasversali per l’agricoltura pugliese. La recente individuazione di una pianta infetta a Minervino Murge – colpita dalla sottospecie pauca, la stessa che ha devastato il Salento – ha riportato al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale un problema che non può essere considerato risolto. Dai tecnici ai ricercatori, fino ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo agricolo, il messaggio è unanime: serve prevenzione, serve scienza, ma soprattutto serve una responsabilità collettiva.

Il Partito Democratico di Corato ha ritenuto, dunque, utile convocare i massimi esperti del problema che, in un pubblico incontro tenutosi il 23 maggio, hanno illustrato le dimensioni del problema e tracciato la linea per contrastarlo. Dopo i saluti del segretario cittadino, Giuseppe Quercia, e l’introduzione affidata a Gennaro Caldara, componente dei Giovani Democratici – che ha posto l’attenzione sull’importanza dell’olivicoltura per lo sviluppo del territorio – si è passati all’analisi del fenomeno.

Infantino: “Il monitoraggio funziona, ma non basta. Serve una risposta collettiva”

Salvatore Infantino, dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale, ha spiegato con precisione le dinamiche che hanno portato alla scoperta del focolaio di Minervino. “La pianta era asintomatica, nessuno l’aveva segnalata. È stata individuata grazie al monitoraggio molecolare che portiamo avanti in maniera sistematica anche nelle aree dove non ci si aspetta la presenza del batterio. È come fare un tampone alle piante: solo così si può anticipare la diffusione”.

La tempestività è stata determinante. “Abbiamo abbattuto 140 piante nel raggio di 50 metri dalla pianta positiva, come previsto dai protocolli. Abbiamo campionato quasi 7.000 piante nell’area e, finora, tutte sono risultate negative. Ma non basta. Senza la collaborazione delle istituzioni locali, dei sindaci, dei cittadini, ogni intervento tecnico rischia di essere vanificato”.

Infantino ha ricordato che in altri territori, come Triggiano, la situazione è stata ben più grave: “Lì è stata riscontrata la sottospecie fastidiosa fastidiosa, che ha colpito la vite. Sono stati abbattuti 23 ettari. Parliamo di uva da tavola, una delle produzioni più strategiche per il sud-est barese e per l’intera economia agricola regionale”.

Il dirigente ha evidenziato anche l’eccessivo impatto normativo della disciplina europea, che impone restrizioni anche su sottospecie meno aggressive come la multiplex: “Il rischio è che le misure facciano più danni del batterio stesso. Serve una revisione normativa che distingua i diversi ceppi in base alla loro reale pericolosità”.

Boscia: “Nessuna cura per la Xylella. Solo la prevenzione può salvare il territorio”

“La verità è che non esiste alcuna cura per le piante infette da Xylella. E non esiste al momento alcuna prospettiva concreta di risanamento”. È stato netto Donato Boscia, fitopatologo del Cnr, nel ribadire ciò che troppo spesso viene offuscato da false notizie o soluzioni improvvisate. “Le piante infette restano infette. Chi parla di guarigioni rischia di alimentare pericolose illusioni che abbassano la guardia proprio dove serve alzare l’attenzione”.

Boscia ha però spiegato che la Xylella non è un nemico invincibile. “Affinché si sviluppi un’epidemia, devono verificarsi precise condizioni: clima mite, alta densità di insetti vettori, presenza di varietà sensibili. In aree come Minervino o Corato, il clima meno favorevole e le buone pratiche agronomiche contribuiscono a limitare la diffusione. Le arature eseguite nel periodo corretto possono abbattere fino al 95% di vettori. È come nel Covid: non c’è un vaccino, ma il distanziamento funziona”.

Il fitopatologo ha anche proposto una svolta semantica e scientifica: “Parlare semplicemente di ‘Xylella’ è fuorviante. Le sottospecie sono profondamente diverse tra loro: la pauca che ha distrutto il Salento non è paragonabile alla multiplex. Sarebbe più corretto trattarle come specie distinte. Solo così si può costruire una risposta scientifica e normativa coerente”.

Boscia ha infine ricordato i numeri della tragedia salentina: “Nel 2017 erano già sei milioni e mezzo gli ulivi gravemente compromessi. Oggi siamo sicuramente oltre i dieci milioni. La perdita economica si aggira attorno ai 130 milioni di euro l’anno solo per l’olivicoltura. E tutto questo sarebbe stato evitabile se si fosse agito per tempo, senza esitazioni”.

Paolicelli: “Una nuova stagione per l’agricoltura pugliese”

Le voci tecniche trovano sponda nelle parole del consigliere regionale e presidente della commissione agricoltura in Regione, Francesco Paolicelli, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra. “Quando Donato Pentassuglia è arrivato all’assessorato, ha dato una ripulita e ha lasciato le porte sempre aperte, a tutti. Abbiamo iniziato a credere in un’agricoltura che non è più solo tradizione, ma innovazione, trasformazione, agroindustria. E abbiamo dato risposte concrete”.

Paolicelli ha ricordato l’attivazione del comitato tecnico-scientifico guidato proprio da Boscia e il varo del piano straordinario biennale per il contenimento del batterio. “Non è stato semplice. Ci siamo scontrati con la burocrazia, con le lentezze dell’ARIF, con i ricorsi. Ma oggi il sistema di controllo è attivo e funziona. Il caso di Minervino lo dimostra: una pianta scoperta, 140 abbattute, ma nessuna ulteriore infezione rilevata”.

Il consigliere ha inoltre rilanciato sul fronte delle risorse. “Abbiamo previsto indennizzi fino a 58.000 euro per ettaro nel caso della vite da tavola. E abbiamo diviso i bandi tra zone infette e indenni, per evitare concorrenze sleali. Le misure ora sono più aderenti alla realtà degli agricoltori”.

Infine, ha promosso la legge sull’oleoturismo, ancora ferma in Consiglio: “Sarebbe uno strumento straordinario per far vivere il territorio e diversificare le entrate degli agricoltori. Il turismo esperienziale è una tendenza in crescita. Le nostre campagne possono diventare attrattive tanto quanto il mare”.

Loiodice: “La Xylella è un problema di tutti. Ritorniamo al territorio”

Nel suo intervento appassionato, Tommaso Loiodice, presidente nazionale Unapol, ha ricordato che la Xylella non è solo un problema fitosanitario, ma un trauma sociale che ha colpito il cuore delle comunità rurali. “Quando a Corato, a causa della scarsità di produzione, non si sentivano più i motocarri all’alba per la raccolta delle olive, è stato un silenzio assordante. Un dramma collettivo”.

Loiodice ha sottolineato l’importanza di una risposta condivisa e multilivello: “Non possiamo pensare che il problema sia solo degli agricoltori. Serve il coinvolgimento di tutti: tecnici, enti locali, cittadini. Ognuno può segnalare un’anomalia, tenere in ordine un campo, contribuire al controllo del territorio”.

Ha poi criticato alcune scelte comunitarie, come l’ecoschema 2 della PAC che incentiva l’inerbimento anche in zone ad alto rischio fitosanitario: “Lasciare crescere l’erba dove la Xylella può diffondersi è pericoloso. Quell’erba, in estate, diventa anche combustibile per incendi. Serve coerenza normativa”.

Guardando al futuro, Loiodice ha rilanciato sul tema della multifunzionalità agricola e sull’oleoturismo come strumenti per legare di nuovo agricoltura e territorio. “L’olio può seguire le orme del vino: valorizzazione, narrazione, accoglienza. Ma per farlo servono regole chiare e supporto concreto. La sostenibilità non è solo ambientale: è anche economica. Le aziende devono poter stare in piedi”.

De Benedittis: «Corato modello di comunità rurale attiva e consapevole»

Il sindaco di Corato, Corrado De Benedittis, ha voluto rimarcare con forza l’impegno concreto dell’amministrazione comunale nella lotta alla Xylella e nella valorizzazione del territorio rurale. “Insieme alla Città Metropolitana di Bari stiamo operando in maniera virtuosa – ha dichiarato –. La Città Metropolitana è intervenuta per tempo sfalciando l’erba lungo le strade provinciali, e noi come Comune abbiamo fatto lo stesso su tutti i terreni di proprietà comunale. È un lavoro continuo, reso complicato dalle piogge ricorrenti che favoriscono una ricrescita rapida della vegetazione, ma siamo assolutamente al passo con le esigenze della stagione”.

De Benedittis ha poi allargato lo sguardo, evidenziando come la Xylella si inserisca in un quadro di criticità più ampio, che comprende la crisi idrica, l’aumento dei costi di produzione e la carenza di infrastrutture adeguate. In questo contesto, ha rilanciato l’importanza dell’approvazione della legge regionale sull’oleoturismo, definendola “un grande orizzonte per il futuro dell’agricoltura pugliese”. “Già tre anni fa – ha ricordato – organizzammo un convegno sul tema. È da lì che è partito un percorso che ci ha portati alla nascita dell’associazione Terre di Coratina, che oggi riunisce una trentina di aziende locali impegnate nella produzione di olio extravergine di qualità, con il primato della cultivar coratina”.

Secondo il sindaco, questo modello rappresenta un primo passo decisivo nella costruzione di una filiera territoriale dell’olio, capace di unire tradizione e innovazione: “Abbiamo visto nascere nuove aziende condotte da giovani che, pur non provenendo da famiglie agricole, hanno scelto consapevolmente di tornare alla terra. A Corato – ha sottolineato – il prodotto non può essere separato dal territorio: vendere l’olio significa raccontare i nostri uliveti, i frantoi, le nostre campagne. Per questo abbiamo sempre lavorato in stretta sinergia con la Regione e con gli attori locali, perché un olio di eccellenza ha bisogno di un paesaggio curato, accessibile, accogliente”.

In quest’ottica si inseriscono anche gli interventi infrastrutturali realizzati con il bando regionale per le strade rurali, che ha visto Corato tra i comuni pugliesi più finanziati. “Abbiamo asfaltato importanti arterie agricole – ha spiegato – come via Maglioferro, via Lamacupa, via Bracco, via Francavilla e tratti della zona artigianale, oltre ad aver già investito negli anni precedenti in altri percorsi rurali grazie ai fondi del GAL. Oggi stiamo lavorando, anche in collaborazione con i Comuni confinanti e con la Regione, a un progetto strategico sulla Mediana della Murgia, fondamentale sia per il settore agricolo che per lo sviluppo del turismo rurale”.

“Corato – ha concluso De Benedittis – può diventare un modello: qui si è costruito un senso di comunità tra istituzioni e imprenditori agricoli. La sfida della Xylella si vince anche così, lavorando insieme sul territorio, per il territorio”.

Maria Rosa Arbore: «Diffondiamo la cultura del nostro territorio»

A raccontare l’esperienza dal punto di vista delle imprese è stata Maria Rosa Arbore, presidente dell’associazione Terre di Coratina, nata proprio con l’obiettivo di costruire una rete tra i produttori locali di olio extravergine. “Quando abbiamo pensato che valorizzare il nostro prodotto significasse valorizzare il territorio, abbiamo fatto una scelta di identità. I profumi della nostra terra ritornano nel nostro olio: solo insieme possiamo dare il giusto valore a ogni bottiglia”, ha affermato.

Arbore ha sottolineato l’importanza di una narrazione condivisa, capace di andare oltre la dimensione agricola: “Il nostro compito è far capire che l’olio è qualcosa di prezioso, perché dietro c’è un racconto autentico: il racconto di chi all’alba inizia a curare le piante, di chi raccoglie con passione, di famiglie legate alla tradizione ma anche di giovani che tornano alla terra. È questo il nostro valore, ed è tutto nostro”.

L’impegno dell’associazione ha già superato i confini locali, come dimostra la partecipazione a eventi fieristici di livello nazionale: “Abbiamo portato la nostra piccola Corato a Trieste e abbiamo conquistato l’entusiasmo dei buyer. Attraverso l’olio, sono riusciti a conoscere il nostro territorio. È questa la strada da percorrere”.

Infine, un appello condiviso da molti produttori: “Dobbiamo parlare del valore dell’olio. Il prezzo viene di conseguenza. Non è facile, lo sappiamo, ma stiamo lavorando per questo. Unendo le forze, possiamo farcela”.

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Commenti

  • Il giustiziere (utente non verificato)

    A Corato tutti sono imprenditori agricoli con tanti trattori e attrezzature agricole ma il problema che nel territorio ci sono tanti terreni incolti senza arare come si faceva prima poi usano diserbante per avvelenamento della terra è poi vanno predicando il problema la xilella ma per piacere

    • Dino (utente non verificato)

      la comunità europea dà i soldi per l’ inerbimento e per diserbare sotto chioma.
      La colpa non è nostra.
      È tutto un complotto. Amen.

  • Guido Rossi (utente non verificato)

    merito al PD che ha acceso i riflettori su questo problema.Speriamo che non arriva ma nel frattempo puliamo i campi, curiamoli, potiamo le piante e non lasciamo l’erba alta

  • Nicola (utente non verificato)

    Bisogna bonificare le zone lasciate a se . Li il batterio trova terreno fertile. Aver CURA del proprio terreno .