
Masseria Calcagnano ed il suo curioso ambiente ipogeo
Masseria Calcagnano e il suo curioso ambiente ipogeo
Accanto a un deposito più recente, datato 1870, sorge un ultrabicentenario casino padronale (A.D. 1823), con torre, graziose garitte difensive ai quattro angoli ed anche un campanile, simbolo di religiosità rurale
L’attività di scoperta costante fatta in sella alla cara bicicletta si tramuta spesso in gradita sorpresa, che desta meraviglia. Così, quando ci si aspetta “solo” una masseria, già bella di per sé, capita di rimanere stupiti da quello che c’è dietro…
Senza ulteriori giri di parole, lo stupore odierno deriva dall’architettura in pietra di Masseria Calcagnano e, soprattutto, dal suo caratteristico ambiente ipogeo retrostante.
Le fertili terre della pianeggiante campagna andriese in direzione Corato e le sue distese olivetate a perdita d’occhio celano dunque questa sorprendente masseria, sulla cui datazione ricaviamo informazioni utili, come spesso accade, dalle chiavi di volta dei portali d’accesso. Ecco dunque che, accanto a un deposito più recente, datato 1870, sorge un ultrabicentenario casino padronale (A.D. 1823), con torre, graziose garitte difensive ai quattro angoli ed anche un campanile, simbolo di religiosità rurale.
Una religiosità insita nelle campagne di un tempo e ben visibile in questa zona. Il toponimo di Calcagnano, infatti, dovrebbe essere una rivisitazione dell’antico insediamento medievale di Alcognano, abbandonato con la fondazione delle città ed il trasferimento dei suoi abitanti. Di tale villaggio resta, secondo gli studiosi, un antico rudere, disperso tra i vigneti, composto da parete con abside semicircolare centrale sporgente e due absidi laterali più piccoli, circondata da contrafforti (probabilmente posteriori) che la sorreggono. Tutto lascia pensare alla parete di fondo di un presbiterio di un antico tempio sacro a tre navate; ed in effetti, notizie storiche del ‘700 parlano proprio del rudere di una chiesa, non lontana dal percorso originario dell’antica Via Traiana (e da Masseria Quadrone, più recentemente).
Tralasciando la divagazione storica che accerta una consolidata presenza umana da queste parti sin da tempi antichi e tornando alla masseria protagonista del racconto odierno, dopo aver circumnavigato un recinto per animali con annesso pollaio, si scopre la particolarità occultata dalla magione: uno splendido ambiente ipogeo, con più entrate e con gallerie interne di collegamento, dotato inoltre di due aperture “verticali”, tipo botole, nel terreno sovrastante. Proprio la presenza di queste aperture, suggerisce una consulenza archeologica, lascerebbe presagire la funzione dell’ambiente sotterraneo: un vecchio frantoio ipogeo. Purtroppo non ne abbiamo la certezza assoluta e ci perdonerà qualcuno di più preparato se si è in errore. In fondo, però, il bello è anche questo, esplorare con estrema curiosità ponendosi mille domande ed avere sempre nuove occasioni per stupirsi col nostro territorio.
Commenti
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Sono bellissime queste storie sulla Murgia. Vorrei visitare i luoghi descritti. Ma dove si trovano questi splendidi edifici? Sarà bello se in futuro venga pubblicata una mappa della zona.
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La masseria è distante dal quadrone circa 2,5 km in linea d’aria.Ad Andria è conosciuta come masseria San Potito







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