La Xylella minaccia il nord barese: individuato albero infetto a Minervino Murge

Ulivi sulla murgia

Coldiretti: «Subito eradicazione e monitoraggio in area cuscinetto»

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La Xylella fastidiosa, il batterio che ha decimato milioni di ulivi in Puglia, avanza ancora. L’ultimo campanello d’allarme risuona da Minervino Murge, dove è stato individuato un ulivo infetto, il primo caso accertato nella provincia della Bat. Un ritrovamento isolato, ma sufficiente a scuotere il mondo agricolo e a risvegliare preoccupazioni sempre più concrete nei territori del nord barese, in particolare nell’area di Corato, baluardo dell’olivicoltura regionale.

La segnalazione è arrivata dopo centinaia di campionamenti: un solo albero infetto, ma tanto basta per far scattare le misure d’emergenza. A confermarlo è Coldiretti Puglia, che invita a non abbassare la guardia, chiedendo una sorveglianza tempestiva e continua sull’area cuscinetto e l’eradicazione immediata dell’esemplare colpito. Il batterio individuato è della sottospecie “pauca”, la stessa responsabile dell’epidemia che ha colpito il Salento.

Il focolaio è stato circoscritto con precisione: una zona infetta di 50 metri intorno all’albero malato e un’area cuscinetto di 2,5 chilometri di raggio. Attorno a questi confini si è attivata una sorveglianza rafforzata, con rilievi e controlli su tutte le piante sensibili per verificare la presenza di eventuali altri casi.

Il rischio è serio: il fronte si avvicina pericolosamente agli uliveti del nord barese, patrimonio agricolo ed economico di inestimabile valore, soprattutto per città come Corato, simbolo della produzione olearia di qualità e territorio ad altissima densità olivicola.

«Risultano contaminati quasi 21 milioni di alberi e contro il dilagare della Xylella che è arrivata in provincia di Bari sono determinanti monitoraggio, campionamento, analisi di laboratorio e continua ricerca, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione –  afferma Coldiretti Puglia – su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge, così come il controllo della presenza di potenziali vettori contaminati, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità è garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe, anche puntando sulle tecnologie innovative di monitoraggio remoto».

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Commenti

  • Luigi Murgiano (utente non verificato)

    Mi aspettavo l’ennesima invettiva di Coldiretti rivolta contro la fauna selvatica, invece finalmente si dedicano a qualcosa di serio. Forse si sono resi conto di quanto sia più urgente ed utile combattere la xylella piuttosto che sparare alle papere.

  • nerdrum (utente non verificato)

    cos’è l’inizio della fine?

  • Gustavo (utente non verificato)

    Sarà un ulivo cinese