I ragazzi dell’Istituto d’arte all’opera
Lavori di restauro sullo stemma civico di Corso Mazzini
Questa mattina, mentre camminavamo sul tratto di corso Mazzini, la nostra attenzione è stata attirata da alcuni ragazzi che stavano chini ed indaffarati operando su un pezzo di marciapiede, circondati dalle transenne messe lì di proposito dai vigili urbani. Incuriositi dall’evento ci siamo avvicinati per capire cosa stesse accadendo. Alcuni ragazzi della III C e della IV E dell’Istituto d’Arte di Corato stavano svolgendo operazioni di restauro sullo stemma civico di Corato scalfito sul marciapiede opposto e alla stessa altezza della statua Imbriani. Abbiamo poi incontrato il preside dell’Istituto il Sig. De Mitri che era lì presente e ci ha detto: “non è la prima volta che l’Istituto d’arte s’impegna in opere di restauro. Abbiamo già restaurato le tele della Chiesa Cappuccini ed il crocefisso in cartapesta dell’800 della chiesa S.Domenico.”
Infatti è da anni che l’Istituto d’arte esegue con i ragazzi attività di restauro commissionate dalla Sovrintendenza dei beni archeologici di Bari che, con la collaborazione del Comune, permette loro di svolgere queste particolari operazioni fuori dalle mura scolastiche. “In questo modo,” ci spiega il preside De Mitri, “ l’Istituto d’arte si rende utile, rende i ragazzi operativi sul territorio; una scuola che invece opera solo al suo interno, perde occasioni di confronto.” Non si potrebbe di fatti immaginare un corso di restauro limitato al solo apprendimento teorico. In questo modo invece i ragazzi hanno la possibilità di immergersi e confrontarsi con la realtà del restauro, apprendendo le abilità e le tecniche in modo diretto.
Al seguito di questa operazione i ragazzi saranno poi incaricati di restaurare alcuni busti in gesso ed una tela della famiglia Imbriani (dove è rappresentata una fanciulla che si suppone fosse la moglie di Matteo Renato Imbriani stesso) custodita dal Comune di Corato.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti