L’Istituto d’Arte dice no alla riforma Moratti

La Redazione

Il collegio dei docenti ha inviato una mettere al Ministro della P.I.

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Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha dato il via all’ultima tranche della Riforma della scuola promossa dal ministro alla Pubblica Istruzione Letizia Moratti. Gli ultimi cambiamenti approvati riguardano la scuola secondaria superiore. In particolare la novità è che la scuola superiore viene suddivisa in due tronconi “di pari dignità”: da un lato i licei e dall’altro quello dell’istruzione e formazione professionale. Da entrambi è previsto l’accesso all’università, anche se in realtà i licei sembrano essere il ciclo di studi più propedeutico all’iscrizione ad un ateneo.

Riforma che ha infatti suscitato alcune polemiche, soprattutto da parte di chi la considera un atto “classista” proprio a causa di questa classificazione delle scuole quasi in “serie A” e “serie B”. E anche l’Istituto Statale di Corato non ha accolto positivamente la riforma, tanto da redarre una lettera  di “protesta” che ha inviato al Ministro stesso e che riportiamo qui di seguito.

 

Istituto Statale d’Arte di Corato
Via Teano
Corato (Ba)

Al Ministro della Pubblica Istruzione Italiana
On.le Letizia Moratti
Roma

Oggetto: Riforma della Scuola Media Superiore e collocazione futura della formazione artistica e più specificamente degli Istituti Statali d’Arte.

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Statale d’Arte di Corato, dopo regolare incontro di discussione sulla corrente proposta di legge di Riforma della Scuola Media Superiore, alla unanimità ha approvato il seguente documento da indirizzare
al Ministro della Pubblica Istruzione, On. Letizia Moratti
e per conoscenza ad altri soggetti interessati.

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Statale d’Arte di Corato,

visto il quadro normativo di riferimento, in primis quanto richiamato nella Carta Costituzionale in materia dei diritti fondamentali all’istruzione;
esaminato il Piano generale di Riforma della Scuola Media Superiore Italiana proposto dal Governo e più specificamente la collocazione futura della formazione artistica e  degli Istituti Statali d’Arte;
ritenuta inadeguata e insufficiente la partecipazione alla elaborazione di tale proposta di riforma da parte dei diretti  interessati e dei loro istituti rappresentativi;
considerata la estrema incertezza del quadro politico nazionale e la scarsa convinzione della proposta legislativa, resa vieppiù evidente dalle reiterate e disordinate “bozze” presentate negli ultimi mesi;
valutati come eccessivamente rigidi i canali di licealizzazione e professionalizzazione rispetto alla diversificazione e alla ricchezza dei curricoli preesistenti;
evidenziato  come completamente incerto il futuro degli Istituti Statali d’Arte, niente affatto garantiti nella tutela della  peculiarità della loro proposta didattica e della ricchezza dei profili professionali quale esito “storico” dei molti decenni di qualificata presenza nella formazione superiore italiana;

esprime
unanime contrarietà all’attuale Progetto di Riforma della Scuola Media Superiore Italiana

e chiede

un profondo ripensamento del metodo e dei contenuti della stessa, avendo per questi ultimi adeguata attenzione verso il profilo della istruzione artistica e garanzia di salvaguardia, anche occupazionale, del valore e della specificità degli Istituti Statali d’Arte.

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