Pierluigi Balducci ammalia piazza Sedile nel ricordo di John Taylor

Giuseppe Gallo
Il "Blue from heaven quartet" in piazza Sedile

Ottima risposta di pubblico: piazza Sedile senza neanche un posto libero. Commovente il tributo al pianista inglese, tra i migliori del genere a livello globale, tragicamente scomparso pochi giorni fa durante un'esibizione

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Dopo quindici anni il jazz rientra in città e Corato ricomincia a cibarsi di buona musica, assaporandone il gusto delicato. Un ritorno di prepotenza, con un concerto indelebile e una piazza Sedile senza nemmeno un posto libero.

L’onore di aprire la quarta edizione del Corato jazz festival è tutto per un alfiere nostrano, il bassista Pierluigi Balducci, e il suo Blue from Heaven Quartet, dal nome del disco inciso nel 2012.

È davvero “musica dal paradiso” quella eseguita dall’artista coratino assieme ai fratelli Francesco (piano) e Pierluigi Villani (batteria) e all’americano Paul McCandless (oboe e sax soprano).

Eterea in The sky over Skye per rievocare i cieli tempestosi, l’addensarsi delle nubi e il vento sferzante sull’isola delle Ebridi con i tumulti dell’oboe di McCandless, più unico che raro nel jazz.

Molto più terrena, sanguigna e inquieta in The light of Seville per riprodurre le sonorità tipiche della sevillana, tipica danza andalusa e titolo originale del pezzo. Vista gratuita dal ponte di Triana sul Guadalquivir e un giro a spasso per la Feria de abril per un pubblico costretto al silenzio dalla bellezza e dalla febbricitante intensità di una musica che lascia a bocca aperta. «Ho cambiato il titolo del brano per paura che mia moglie sospettasse di una mia relazione con una donna del posto», sdrammatizza Balducci e fa bene, in una serata densa di commozione per la tragica scomparsa di John Taylor, uno dei più grandi virtuosi del piano jazz a livello planetario. Il musicista inglese se n’è andato pochi giorni fa per colpa di un malore facendo quello che più amava durante un concerto in Francia e lottando fino all’ultima nota prima di crollare sulla tastiera.

«La notizia ci ha sconvolti – commenta il direttore artistico Alberto Lamonica – e siamo qui non per la logica secondo cui “The show must go on”, ma perché ci sembrava il modo migliore per regalargli un tributo».

Lo conferma il leader del quartetto, Pierluigi Balducci: «Quando abbiamo saputo che John non c’era più, avevamo deciso di fermare tutto, ma ora che vi vedo, non solo non siamo pentiti, ma siamo convinti che è stata la scelta migliore per un omaggio a lui e alle sue composizioni», come nel caso di Between moons, romantica, lunatica, contemplativa.

L’equilibrista è una dedica speciale che Balducci destina «a due meravigliosi pianisti: a John – che non è più con noi e che, dopo averla incisa mi ha fatto pensare di appendere il basso al chiodo per la felicità provocata da queste note suonate da lui; e poi a Francesco, un pianista con la stessa creatività e libertà dagli schemi». Il singhiozzo del piano manda il ritmo in frantumi e poi lo afferra per la coda, rimettendolo in riga. Su Francesco Villani, Roberto Saviano scrive che “verso la musica ha un rapporto teologico” e ne consiglia l’ascolto “come una terapia per salvarsi dentro di sé“.

«La cultura aiuta a crescere e va di pari passo con la promozione del territorio», prosegue Lamonica, ricordando l’appuntamento con il prosieguo della manifestazione al teatro comunale nelle date del 5, 6 e 7 dicembre.

La gratitudine dei musicisti e degli organizzatori è tutta per gli sponsor e l’amministrazione, nelle persone del sindaco Mazzilli, del vicesindaco e assessore alla programmazione culturale Scaringella e del consigliere D’Introno. Il primo cittadino, rivolgendosi al pubblico, si dice «contento di rivivere questa tappa e, a giudicare dall’attenzione che le avete riservato, si vede che i maestri hanno realizzato una gran bella prestazione».

Una performance indimenticabile che ci si augura di riascoltare presto a Corato, una città dalle orecchie assetate di buona musica.

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