Corato verso la Marcia della Pace: stasera in Biblioteca l’incontro su pace e sviluppo della Murgia

Corato verso la Marcia della Pace
Alle 18:30, nella Biblioteca comunale «Matteo Renato Imbriani», il sindaco, l’assessora alla pace, mons. Moscone e il Comitato promotore presentano la Gravina–Altamura del 24 ottobre. Ingresso libero.
«Trattori e non carri armati, granai e non arsenali». Era il 1986 quando don Tonino Bello e altri sette vescovi pugliesi firmavano il documento «Terra di Bari, terra di pace». Quarant’anni dopo quella frase dà il senso dell’appuntamento di stasera a Corato. Il titolo è «In marcia per un’altra prospettiva di pace e di sviluppo», e quell’aggiunta, sviluppo, non è un dettaglio: la pace di cui si parlerà riguarda anche il modo in cui si vive su questa terra.
L’incontro comincia alle 18:30 nella sede storica della Biblioteca comunale «Matteo Renato Imbriani», in Largo Plebiscito, a undici giorni dalla Marcia della Pace Gravina–Altamura di sabato 24 ottobre. A moderare sarà il prof. Eliseo Tambone. Interverranno il sindaco Corrado Nicola De Benedittis, l’assessora alla pace Eleonora Loiodice e mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Per il Comitato promotore della marcia prenderanno la parola Vito Micunco, Piero Castoro del Centro Studi Torre di Nebbia e Giovanni Capurso. L’ingresso è libero.
Sarà l’occasione per raccontare alla città una marcia che ha più di sessant’anni di storia. La prima risale al 13 gennaio 1963, quando tra la Murgia e il Materano erano puntati trenta missili nucleari Jupiter e Altamura sfilò su iniziativa di un gruppo di intellettuali guidato da Tommaso Fiore. Pochi mesi dopo l’ultimo missile lasciò la Puglia. Si tornò in strada il 14 dicembre 1985, contro i quattordicimila ettari di altopiano destinati ai poligoni militari, e in corteo c’erano i sindaci della Murgia, compreso quello di Corato. Nel 2003 marciarono in quindicimila dopo lo scandalo dei fanghi tossici sversati sui pascoli. L’anno successivo nasceva il Parco nazionale dell’Alta Murgia, di cui Corato è uno dei tredici comuni.
È questa la storia che l’edizione 2026 rimette in cammino. L’appello del Comitato promotore parte dalle guerre in corso e dalla corsa al riarmo, richiama l’articolo 11 della Costituzione e chiede di tenere insieme ciò che di solito si discute separatamente: pace, ambiente, lavoro, diritti. Poi scende sul territorio, perché la Murgia ha questioni aperte che riguardano da vicino anche Corato. Nel Parco ci sono ancora aree usate per le esercitazioni militari. Tra Puglia e Basilicata ricadono quattordici delle cinquantuno aree indicate come idonee al deposito nazionale delle scorie radioattive, una delle quali confina con il Bosco Difesa Grande di Gravina. E gli sversamenti illegali di rifiuti non sono finiti con il 2003.
La proposta del Comitato è un’altra idea di sviluppo per l’altopiano: un Sud che non sia retrovia militare né discarica, e un sostegno concreto a chi la Murgia la tiene viva ogni giorno, cioè agricoltori, allevatori e chi la fa conoscere. È l’ultimo grande lembo di steppa mediterranea della Penisola, oltre millecinquecento specie di piante, masserie e jazzi che ne fanno il più grande sito di archeologia rurale d’Italia, oggi riconosciuto anche come Geoparco mondiale UNESCO. Questa sera si parlerà di cosa significhi difenderla, e di cosa possa fare una città come Corato.
All’appello hanno aderito oltre cento realtà tra associazioni, comitati, sindacati, parrocchie, scuole e amministrazioni comunali. La risposta di Corato si misura già nei numeri: le scuole cittadine hanno iniziato a inviare gli elenchi di studenti e docenti che parteciperanno alla marcia.
Per chi vorrà esserci il 24 ottobre, il Comune mette a disposizione pullman gratuiti, con partenza alle 12:00 da Via Santa Faustina Kowalska, nei pressi dell’ex stazione di servizio. Il corteo partirà alle 14:00 dalla Fiera San Giorgio di Gravina e arriverà intorno alle 18:30 in Piazza Matteotti ad Altamura, dopo circa quattordici chilometri a piedi lungo la statale 96.
L’incontro di stasera è il modo più semplice per capire perché, nel 2026, valga ancora la pena camminare da Gravina ad Altamura. Appello e dossier della marcia sono su altramurgia.it.
Commenti
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Invece di fare la marcia sulla pace che non serve a niente fate la marcia sul caro vita che aumenta tutto cari comunisti
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Protesta con chi è al governo, sign giustiziere (ma de che? Ahah)
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