Campo sportivo, allaccio abusivo e danni: la nota riservata del dirigente finisce sotto la serranda di Zona

La segretaria generale annuncia una verifica interna per fare luce sulla fuoriuscita di documenti riservati

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Una nota riservata del Comune, destinata alla Procura di Trani, alle forze dell’ordine e agli uffici dell’amministrazione, è comparsa sotto la serranda dello studio di Pietro Zona. Non è chiaro chi l’abbia fatta arrivare al consigliere di Zona Comune né come sia uscita dagli uffici comunali. Ma il particolare è diventato uno dei punti centrali dell’interrogazione con cui Zona ha riportato in Consiglio comunale la vicenda del campo sportivo.

Il consigliere ha chiesto, in particolare, come sia stato possibile entrare in possesso di un documento interno che non gli era stato consegnato nell’ambito di una precedente richiesta di accesso agli atti. Una circostanza sulla quale la segretaria generale Marianna Aloisio ha annunciato verifiche interne, con l’obiettivo di ricostruire il percorso della nota e individuare le modalità attraverso le quali una copia è arrivata all’esterno.

Il documento, firmato il 17 settembre dal dirigente del III Settore Antonio Cacosso, è però importante anche per un altro motivo: mette nero su bianco la ricostruzione degli uffici comunali sulla situazione dell’impianto e sugli episodi che hanno preceduto la trasmissione degli atti alla magistratura.

Al centro c’è l’ordinanza dirigenziale del 4 settembre, adottata dopo l’occupazione di alcuni spazi del campo sportivo. Il 14 settembre la Polizia locale aveva verificato il rilascio spontaneo dei locali. Sembrava, dunque, che la situazione fosse rientrata. La successiva relazione di ASIPU ha però segnalato che il quadro non era completamente risolto: il locale numero 2, utilizzato come blocco spogliatoi, risultava ancora occupato e all’interno erano presenti beni che, secondo la società, non erano stati rimossi.

Ma sono soprattutto le condizioni dell’impianto e la gestione di alcuni spazi ad avere spinto la vicenda verso un nuovo passaggio amministrativo e giudiziario. ASIPU ha segnalato una serratura danneggiata, servizi igienici non funzionanti e porte forzate. Nella stessa relazione viene riferita la presenza, nel locale numero 2 e nell’ex biglietteria, di elettrodomestici alimentati, secondo la società, attraverso un allaccio abusivo alla rete elettrica del Comune. È questo uno degli elementi per i quali la documentazione è stata trasmessa alla Procura.

La relazione contiene anche un riferimento più delicato, ma sul quale non risultano accertamenti definitivi. L’amministratore unico di ASIPU parla di un «ragionevole sospetto», basato su «numerose confidenze mai formalizzate in forma scritta», riguardo a presunti pagamenti in nero che alcune associazioni avrebbero effettuato agli occupanti in cambio di servizi o di una sorta di immunità rispetto ai disservizi. Un’ipotesi, appunto, che dovrà eventualmente essere verificata dagli organi inquirenti.

La vicenda aveva già prodotto una denuncia-querela presentata da ASIPU il 3 settembre. Con la nota del 17 settembre, Cacosso dispone quindi l’esecuzione coattiva dell’ordinanza già adottata, ritenendo che l’occupazione non fosse cessata integralmente. Viene previsto lo sgombero del locale ancora interessato e il ripristino delle condizioni di sicurezza, con la sostituzione delle serrature e la verifica dell’impianto elettrico.

È su un altro passaggio della nota, però, che si è concentrato il confronto politico in aula. Cacosso aveva nuovamente sollecitato il sindaco a valutare l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente per la sicurezza dell’impianto, ricordando una richiesta già formulata il 4 settembre. Zona ha chiesto perché quella richiesta non fosse stata accolta.

Il sindaco De Benedittis ha spiegato che il termine indicato dal dirigente era di cinque giorni e che, successivamente, non si era più verificata la necessità di adottare l’ordinanza. Una lettura diversa, quindi, rispetto a quella contenuta nella nota del 17 settembre, nella quale il dirigente rappresentava ancora una situazione ritenuta meritevole di un intervento urgente.

Restano così sul tavolo due percorsi. Il primo è quello relativo al campo sportivo, già approdato all’attenzione della magistratura attraverso la denuncia e la documentazione trasmessa dal Comune. Il secondo riguarda invece la circolazione della nota: un documento interno che avrebbe dovuto seguire un preciso percorso istituzionale e che, invece, è arrivato sotto la serranda dello studio di un consigliere comunale.

Per capire chi abbia consegnato quella copia a Zona e attraverso quali passaggi sarà necessario attendere le verifiche annunciate dalla segretaria generale. Sui fatti contenuti nella relazione di ASIPU, invece, la parola passa agli organi competenti.

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Commenti

  • Luigi (utente non verificato)

    Ora mi chuedo.Un ex ufficiale dei carabinieri, addetto a funzioni investigative, entra in possesso di un documento riservato, che vi vuene recapitato miracolisamente.Si avvede dal suo contenuto, una denuncia alla procura della repubblica, della segretezza del documento.Ma cio nonostamte lo rende pubblico e li difgonde in aula ai consiglieri.Sebbene si debbano accertare le modalita con le quali un documento riservato gli sia stato recapitato, una circistanza e chiara ed evidente.Il comandante Zona dopo aver accertato che il documento aveva carattere di riservatezza non doveva far luogo alla sua diffusione ai consigliere ed alla stampa.Ma nel paese di Delmastro in cui documenti riservati vengono diffusi per speculazione politica( questo ha accertato la sentenza di condanna) il comandante Zona puo aver frainteso che anch egli fosse autorizzato a diffondere un documento manifestamente riservato e segreto.Peraltro inviato per conoscenza al locale comando dei carabinieri !!

    • Maria (utente non verificato)

      Spero si faccia giustizia ed esca la talpa ,solo Zona e company potevano agire così niente di nuovo

  • carluccio (utente non verificato)

    oddio, una talpa nel comune … un corvo di cossighiana memoria … chi sarà questo nuovo Lavrentij Pavlovich Berija … mistero … veleni … delazioni … soffiate … spie e spioni … non perdetevi le prossime puntate della nuova telenovela “la talpa di palazzo san cataldo”.

  • nerdrum (utente non verificato)

    paese (Italia) di pulcinella. una riservata, in busta chiusa e sigillata, che viaggia in maniera diretta tra mittente ed il/i ricevente/i… riservata nn è. la nota è in possesso di chi l’ha scritta (computer) e chi l’ha ricevuta, altri nn possono averla vista x la natura stessa della riservata. se è uscita cercata tra questi.

  • Stefania (utente non verificato)

    Attendiamo fiduciosi il nome dell’infiltrato.

  • Pier (utente non verificato)

    Una telenovela.

  • giovanni (utente non verificato)

    Zona invece di tirar fuori documenti dal cappello, collabori se vuole una città pulita, sicura e con ragazzi che praticano sport in un impianto pubblico tenuto bene. Altro che chiacchiere

    • Maria (utente non verificato)

      Zona voleva il suo momento di gloria ? poverino

    • carluccio (utente non verificato)

      e che dovrebbe fare? andare ad aprire e chiudere una palestra? tenere in ordine attrezzi e armadietti? ti ricordo che Zona è un consigliere di opposizione …

  • Aldo (utente non verificato)

    Ma basta con queste barzellette,fate le persone serie e soprattutto fate opposizione seria .

  • franco (utente non verificato)

    nemmeno quando erano tempi di complotti e colpi di stato in programma vi era tanto clamore. Adesso scoprire la talpa npn frega a nessuno fate le verifiche amministrative e seguite il caso concreto dello stadio. Egregi amministratori