Da Grímsey alla Puglia, Leonardo Piccione racconta il suo Circolo Polare Artico

Dopo mesi di presentazioni in tutta Italia, lo scrittore coratino torna in Puglia con Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico: oggi l’incontro a Terlizzi, domani quello a Barletta

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Da mesi Leonardo Piccione porta in giro per l’Italia un’isola minuscola, remota e battuta dal vento. Si chiama Grímsey, si trova al largo della costa settentrionale dell’Islanda ed è il luogo da cui nasce Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico, il suo ultimo libro pubblicato da Neri Pozza.

Un viaggio di presentazioni cominciato già in primavera e che, dopo avere attraversato numerose città italiane, torna ora vicino casa. Oggi, venerdì 25 settembre, alle 19 lo scrittore coratino sarà a Terlizzi, alla libreria Le città invisibili di viale Roma 98, dove dialogherà con Giuseppe Monopoli, dirigente dell’Istituto “Sen. Jannuzzi” di Andria. Domani, sabato 26 settembre, sarà invece alla libreria Mondadori di Barletta.

Sono le date conclusive dell’ultima serie di incontri iniziata il 10 settembre a Catania e proseguita poi a Palermo, Altamura, Pisa, Firenze, Trento, Imola, Verona e Padova. Una nuova tranche di un percorso promozionale molto più lungo, partito nei mesi scorsi, poco dopo l’uscita del volume.

Lo stesso Piccione aveva annunciato questo nuovo tratto del viaggio ricorrendo a un’immagine che rimanda direttamente al mondo raccontato nel libro: «quando i puffin saranno tornati solitari in mezzo al mare e le sterne artiche avranno intrapreso la loro lunga trasvolata verso l’Antartide, mantenendo fede al mio cognome mi rimetterò in viaggio anch’io». L’occasione, aggiungeva, sarebbe stata quella di incontrarsi e parlare di «Grímsey, mare mosso, uccelli buffi, felicità a momenti e futuro incerto».

Ed è proprio Grímsey il centro del libro. L’isola si trova a circa 40 chilometri dalla costa settentrionale dell’Islanda ed è attraversata dal Circolo Polare Artico. Piccione vi ha trascorso diversi mesi, condividendo la quotidianità di una piccola comunità legata soprattutto alla pesca e osservando da vicino un territorio nel quale la presenza degli uccelli marini è nettamente superiore a quella umana.

Da quell’esperienza nasce un volume nel quale il racconto personale si intreccia con la storia e la vita dell’isola. Nelle pagine trovano spazio camminate, mare, partite a scacchi, ricette a base di merluzzo, incontri con gli abitanti e osservazioni sulla natura e sulla quotidianità di Grímsey.

Tra le figure che attraversano il libro c’è anche Daniel Willard Fiske, bibliofilo e studioso americano dell’Ottocento che sviluppò un particolare legame con l’isola pur non avendola mai visitata. La sua storia si intreccia con quella di Grímsey attraverso le donazioni di libri e il rapporto costruito a distanza con i suoi abitanti.

Il titolo nasce dal rapporto con una geografia molto diversa da quella mediterranea. A quelle latitudini la luce scandisce le stagioni in maniera estrema: in estate le notti quasi scompaiono e il sole può restare sopra l’orizzonte anche nelle ore che altrove associamo al buio. Un elemento che entra inevitabilmente nella percezione del tempo e nella vita quotidiana sull’isola.

Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico prosegue così un rapporto con l’Islanda che accompagna da anni il lavoro di Piccione.

Nato a Corato nel 1987, ha conseguito un dottorato in Scienze statistiche e ha lavorato come autore di reportage narrativi e sportivi per testate cartacee e digitali, seguendo anche sette edizioni del Giro d’Italia. Nel 2019 ha pubblicato per Iperborea Il libro dei vulcani d’Islanda, seguito nel 2022 da Tutta colpa di Venere per Neri Pozza e nel 2024 da Insegnare a nuotare a una foca. Viaggio insolito nella lingua islandese, edito da UTET.

Il legame con il Paese nordico non è soltanto letterario: Piccione divide il proprio tempo tra Corato e Húsavík, nel nord dell’Islanda, dove collabora con il Museo dell’Esplorazione. Un rapporto costruito nel tempo e diventato ormai parte stabile del suo percorso personale e professionale.

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