Quale sarà il vero destino del Corato Calcio?

L’approfondimento a cura di Salvatore Vernice
Quando mancano appena due giorni alla nuova scadenza fissata per il 30 luglio , il Corato Calcio è appeso a un filo. Entro quella data dovrà essere formalizzata e finalizzata l’iscrizione al prossimo campionato di Promozione pugliese, accompagnata dal versamento di poco meno di 6 mila euro. Una cifra tutto sommato contenuta, che però rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di una situazione economica ben più complessa.
Il vero ostacolo, infatti, è rappresentato da un’esposizione debitoria che supera i 70 mila euro, maturata nei confronti di calciatori, tecnici e, soprattutto, dell’erario. Un fardello che rende estremamente difficile immaginare una ripartenza senza l’ingresso di nuove forze imprenditoriali disposte a garantire un futuro alla società.
L’attuale presidente Francesco Colabella, negli ultimi mesi, non ha mai nascosto le difficoltà, lanciando ripetuti appelli al tessuto imprenditoriale cittadino e a chiunque abbia a cuore le sorti del calcio coratino. Un invito che è stato rivolto anche all’amministrazione comunale, pur nella consapevolezza dei limiti imposti dalla normativa. A ribadirlo è stato il neo assessore allo Sport, Gennaro Sciscioli. «Per quanto riguarda il Corato Calcio, ricordo che si tratta di un’associazione privata e che il Comune non può intervenire su questioni che riguardano aspetti strettamente privatistici relativi alla compagine societaria o alla situazione finanziaria della società. Il Comune, da parte sua, ha dato tutta la propria disponibilità al fine di rendere il meno oneroso possibile l’uso del campo sportivo. Sono, inoltre, in costante contatto con i dirigenti dell’associazione sportiva per monitorare la situazione».
In pratica Sciscioli dice che “siamo vicini al Corato Calcio e faremo tutto ciò che la legge ci consente, ma non possiamo mettere soldi pubblici per sanare i debiti o salvare la società. L’amministrazione può ridurre, nei limiti consentiti, i costi di utilizzo dell’impianto comunale, ma non può risolvere i problemi economici della società”. Nelle ultime ore, però, qualcosa si è mosso.
Lo stesso assessore Sciscioli, in un nuovo intervento, ha voluto lanciare un segnale di ottimismo. «In queste ore ci sono state diverse interlocuzioni con la società e posso assicurare che l’iscrizione al campionato sarà garantita». Nel frattempo, una delegazione di tifosi è stata ricevuta e ascoltata dallo stesso Assessore, al quale ha rappresentato preoccupazione e attaccamento ai colori neroverdi. Sciscioli, da parte sua, ha promesso il massimo impegno istituzionale per cercare di risollevare le sorti del Corato Calcio.
A tenere accesa la speranza per il futuro, oltre alla salvezza immediata, è anche un’altra indiscrezione che sta circolando con insistenza.
Una mini cordata di imprenditori proveniente da Barletta potrebbe decidere di intervenire per garantire continuità e un futuro più solido alla squadra. Si tratta di una circostanza che alcuni dirigenti del Corato stesso non escludono, definendola come concreta, ma sulla quale resta doverosa la massima prudenza. Fino a quando non ci sarà un accordo effettivo, formalizzato nero su bianco, lo scetticismo resta d’obbligo, pur con l’auspicio che questa opportunità possa realmente concretizzarsi.
Gli scenari, ormai, sembrano ridursi a due e cioè l’iscrizione al campionato di Promozione oppure, ipotesi che nessuno in città si augura, l’addio al calcio a 11 dopo quasi ottant’anni di storia, iniziata nel 1946, anche se l’attuale matricola federale risale al 2015. Nemmeno un’eventuale rinascita immediata da una categoria appena inferiore appare praticabile.
Sulla matricola attuale grava infatti la penalizzazione di cinque punti inflitta per la stagione 2024-2025 nell’ambito degli sviluppi disciplinari legati all’inchiesta “Codice Interno” della Direzione Distrettuale Antimafia. Qualora la società dovesse scomparire, la cancellazione della matricola renderebbe impossibile qualsiasi ripescaggio in categorie superiori.
Una nuova realtà sportiva sarebbe costretta a ripartire dalla Terza Categoria, cancellando in un colpo solo il patrimonio calcistico costruito in decenni di storia. Restano quattro giorni. Quattro giorni nei quali il destino del Corato Calcio può ancora cambiare. È il momento che un gruppo di imprenditori, di tifosi e di persone che vogliono realmente bene a questi colori trovi il coraggio di unirsi per salvare il patrimonio sportivo della città.
Con Francesco Colabella o senza di lui, come lo stesso presidente ha più volte dichiarato di essere disposto ad accettare, l’importante è che prevalga l’interesse del Corato Calcio. Perché un sogno lungo ottant’anni, fatto di generazioni di calciatori, dirigenti e tifosi, merita ancora un futuro e non di svanire nel silenzio.
Commenti
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Non dormirò stanotte.







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