Sparatoria al Divinae, Capriati e Lagioia confessano l’omicidio

Rapina sotto la minaccia di una pistola

I due sono già detenuti in carcere

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La confessione è arrivata direttamente dal carcere e potrebbe imprimere una svolta decisiva all’inchiesta sull’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne ucciso nella notte del 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie. Dylan Capriati, 22 anni, di Bari, e Aldo Lagioia, 22enne di Corato, hanno scritto alla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Bruna Manganelli, assumendosi la responsabilità dell’agguato.

Le dichiarazioni dei due giovani, entrambi già detenuti, intervengono quando il quadro investigativo delineato dai Carabinieri del Comando provinciale della Bat era già supportato da una serie di elementi raccolti nel corso delle indagini. Gli investigatori avevano ricostruito gli spostamenti dei presunti responsabili attraverso le immagini degli impianti di videosorveglianza, nelle quali Capriati e Lagioia sarebbero stati ripresi mentre facevano rientro nel locale da un ingresso laterale insieme al 21enne barese Nicolas Morelli. A rafforzare la ricostruzione erano arrivate anche le dichiarazioni di alcuni testimoni.

Secondo gli accertamenti, contro Scavo furono utilizzate due pistole. Un particolare che, alla luce delle autoaccuse, troverebbe ora una precisa attribuzione, con i due detenuti che avrebbero ammesso di essere stati coloro che fecero fuoco.

L’omicidio viene inquadrato dagli inquirenti nella lunga contrapposizione tra il clan Capriati e quello degli Strisciuglio, entrambi radicati nel capoluogo pugliese. Scavo sarebbe stato vicino al gruppo rivale e la sua uccisione rappresenterebbe la risposta all’assassinio di Lello Capriati, storico esponente dell’omonima organizzazione criminale.

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Commenti

  • carluccio (utente non verificato)

    come non sentirsi orgoglioni del nostro concittadino coinvolto in questa m€rd@ … complimenti e auguri!

    • JollyNero (utente non verificato)

      Hai tanta ragione.
      Tieni conto che è uno dei molti in giro.
      Uguali a lui.
      Speriamo nel controllo delle Forze dell’ordine.

  • Napoletano (utente non verificato)

    Date a coloro il doppio della pena che avete inflitto al povero gioielliere ?

    • Luigi (utente non verificato)

      Il gioielliere ne ha uccisi 2 e tentato di ucciderne 1 terzo…14 anni sono pure pochi quindi gli è andata di lusso e sta bene dove sta

    • dina di (utente non verificato)

      Egregio signor (signore?!) Luigi, il fatto che il gioielliere abbia più volte subito rapine nel corso delle quali egli stesso, la moglie,la figlia siano stati picchiati e minacciati di morte, tutto questo per te ( e per quelli come te ,che proteggono i delinquenti) è irrilevante?

  • Pier (utente non verificato)

    Mi vergogno profondamente di essere concittadino di una delle persone coinvolte.

    • Ghtrsd (utente non verificato)

      Separiamo le azioni di un singolo dall intera comunita