Il Corato Calcio non si iscriverà al campionato. La rabbia dei tifosi: «Una vergogna collettiva»

Colabella: «La decisione più difficile»

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Il Corato Calcio non formalizzerà l’iscrizione al prossimo campionato di Promozione pugliese. La decisione, annunciata dal presidente Francesco Colabella, rischia di interrompere una storia sportiva lunga oltre ottant’anni e ha provocato l’immediata e durissima reazione del Club Corato, organizzazione rappresentativa della tifoseria neroverde.

A comunicare ufficialmente la rinuncia è stato lo stesso Colabella, al termine di settimane durante le quali la società aveva cercato nuovi sostegni economici e possibili soluzioni per garantire la prosecuzione dell’attività.

«Le trattative avviate nelle ultime settimane non hanno avuto esito positivo – ha spiegato il presidente – inoltre, nonostante i contatti e le interlocuzioni con l’amministrazione comunale, non ci sono stati risvolti».

Una situazione che ha condotto la dirigenza verso quella che Colabella ha definito «la decisione più difficile» della sua presidenza.

«È con il cuore pesante e con profondo rammarico che vi scrivo oggi per annunciare la decisione più difficile della mia presidenza: la nostra società non formalizzerà l’iscrizione al prossimo campionato di Promozione pugliese».

Nel suo messaggio, rivolto a tifosi, sponsor, atleti e collaboratori, il presidente ha richiamato le difficoltà economiche e organizzative affrontate dalla società, sostenuta nel tempo, secondo quanto dichiarato, dall’impegno di un numero ristretto di persone.

«Come molti di voi ben sanno, la nostra realtà si regge da sempre sulla passione e sui sacrifici di poche persone. Negli ultimi mesi abbiamo fatto l’impossibile per garantire la sostenibilità economica e strutturale necessaria per affrontare una nuova stagione sportiva».

Alla base della mancata iscrizione ci sarebbero dunque l’incremento delle spese e l’assenza di un sostegno economico sufficiente da parte della realtà produttiva cittadina.

«Purtroppo, le mutate condizioni finanziarie, l’aumento dei costi di gestione e la mancanza di un adeguato supporto da parte del tessuto imprenditoriale locale» hanno reso impossibile, secondo Colabella, proseguire il progetto sportivo.

La reazione del Club Corato

I tifosi del Corato Calcio
n.c.

Parole che non hanno placato la delusione dei tifosi. Carmine Teotino, presidente del Club Corato, ha affidato a una nota una presa di posizione durissima, chiamando in causa la politica locale, il mondo imprenditoriale e tutti coloro che avrebbero assistito passivamente alla crisi della società.

«Oltre ottant’anni di storia spazzati via nel silenzio e nell’indifferenza. Il fallimento del Corato Calcio non è una fatalità: è una vergogna collettiva».

Per Teotino le responsabilità non sarebbero riconducibili a un solo soggetto.

«La colpa è di tutti, senza sconti e senza alibi».

Il presidente del Club Corato punta innanzitutto il dito contro la politica cittadina, accusata di non aver affrontato concretamente la situazione nonostante le richieste provenienti dalla tifoseria.

«È la sconfitta di una politica fallimentare, sorda e assente a livello sportivo, capace solo di fare passerelle e promesse da marinaio quando conviene, per poi scomparire nel momento del bisogno».

Teotino ricorda anche il comunicato diffuso dal club circa due settimane prima dell’annuncio della società, attraverso il quale i tifosi avevano chiesto un confronto per conoscere le reali condizioni del Corato Calcio.

«Solo quindici giorni fa avevamo diramato un comunicato chiaro per chiedere un incontro, per capire cosa stesse succedendo, quali problemi ci fossero e quale fosse la reale situazione. La risposta? Il silenzio totale. Nessuno si è degnato di dare una spiegazione o di metterci la faccia».

Nel mirino del Club Corato finisce anche il sistema economico locale.

«È la sconfitta di un tessuto imprenditoriale egoista e privo di visione, che ha girato le spalle al proprio territorio dimostrando zero attaccamento alla città. È la sconfitta di chiunque abbia gestito, affondato o assistito passivamente a questo disastro».

Teotino rivendica invece l’impegno della tifoseria, che negli anni ha seguito la squadra in casa e in trasferta, sostenendola economicamente e dedicandole tempo e passione.

«L’unica parte pulita di questa storia siamo noi tifosi. Gente che ha investito soldi veri, tempo e salute, macinando chilometri e portando in alto il nome di Corato con onore e dignità. Voi avete tradito il nostro amore, la nostra passione e i nostri sacrifici».

La nota si conclude con un’accusa che non lascia spazio alla mediazione: «Avere sulla coscienza la fine di ottant’anni di tradizione sportiva e sociale è un marchio che vi resterà addosso. Vergognatevi tutti».

La mancata iscrizione apre ora uno degli scenari più difficili della storia recente del calcio cittadino. Al di là delle responsabilità indicate nei due comunicati, resta il rischio concreto che Corato perda una delle sue realtà sportive più longeve e rappresentative.

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Commenti

  • Michele Strippoli (utente non verificato)

    Vergogna collettiva? Questa presunzione è solo il frutto del credito sbagliato che vi siete presi. Ed ecco il risultato che era già scritto da tempo.

  • Piccolo (utente non verificato)

    Corato a perso su più fronti, non solo quello del calcio . Bisogna dirlo in maniera forte. LA NOSTRA CORATO CONTINUA A PERDERE . I nostri amministratori? Figli di soli libri e compiti a casa. Non sanno cosa significa fare gol.

    • Un coratino spatriato (utente non verificato)

      Lei, intanto, ha (a) perso il verbo avere (no HAVERE)… lei il gol lo fa?

  • Pier (utente non verificato)

    Purtroppo ci rimettono solo i tifosi coratini.

  • Anonimo (utente non verificato)

    Ora avanti con il secondo lotto dei lavori al Campo Sportivo tanto decantato durante la campagna elettorale! Sarà l’ennesima casa per piccioni! Oppure potrebbe essere utilizzato come spazio per le varie sagre cittadine: della porchetta, della mandorla, del cardoncello! O per una bella fiera del libro! Magari con tanto di trenino che accompagna i visitatori! Una CITTÀ senza sport, senza strutture sportive degne di questo nome, è una città socialmente e culturalmente morta! Dopo 80 anni il Corato Calcio muore. Sì aspetta quantomeno un manifesto da parte dell’Amministrazione Comunale per una prece!

    • S s (utente non verificato)

      La campagna elettorale è finita, le elezioni sono finite, e voi state ancora piangendo. Hanno avuto il campo sportivo nuovo di zecca, come promesso. Non vedo in che modo la responsabilità per la fine di una società sportiva privata possano essere dell’amministrazione. Con tutti i grandi imprenditori che avrebbero potuto intervenire… La verità è che il Corato calcio non interessa quasi a nessuno, basti vedere i numeri della scorsa stagione… Ma tanto nn interessa nemmeno a voi. A voi interessa solo la campagna elettorale e piangere

  • nerdrum (utente non verificato)

    lo sport x una città è vita è presenza e visibilità. i quotidiani del lunedì parlano sempre dei paesi dove ci sono risultati sportivi. vengono pubblicate foto degli atleti con le loro maglie con i marchi degli sponsor. il nome della città gira x mezza italia, se l’ambito è interregionale. lo sport cittadino alimenta scuole calcio, minibasket e quant’altro. i ragazzi si appassionano alle gesta dei loro atleti e tralasciano telefonini e monopattini x frequentare le palestre. ma tutto ciò evidentemente nn interessa a nessuno. le domeniche pomeriggio si animano di partite e adrenalina invece di perire sui divani x vedere le salme di “domenica in”.

  • Aldo (utente non verificato)

    Ragazzi ma basta con queste scuse ,dare la colpa all amministrazione è veramente ridicolo.Qui la colpa diciamo tra virgolette colpa è degli imprenditori, perché con un piccolo contributo per ciascuno avrebbero dato vita al calcio coratino senza problemi.Ed aziende ne abbiamo a Corato.Quindi dare colpa all amministrazione non c’entra proprio

  • Retrocessa (utente non verificato)

    Lo sport coratino è morto, tante potenzialità che vanno a infrangersi sul totale disinteresse della politica (da destra a sinistra)…tante chiacchiere e i risultati sono solo sconfitte. Tanto pavoneggiarsi per esser diventati cittadini…e le eccellenze che alla prima occasione salutano questo posto improduttivo, in cui vanno avanti solo quelli che hanno un buon saldo sul conto corrente e le amicizie giuste. Corato retrocessa.

  • Ba luig (utente non verificato)

    Corato si sta confermando a tutti gli effetti un paese di merda, e nessuno che dica il contrario ???

  • Angelo (utente non verificato)

    Ancora una delusione nello sport coratino. Cosa già annunciata da tempo e l amministrazione come al solito che programma e programma non è arrivata a nulla, Coratini lo avete votato e ora tenetevelo

    • Luigi Murgiano (utente non verificato)

      L’uccellino non ti ha detto che le società sportive sono società private?

    • Ex votante dx (utente non verificato)

      Che intervento completamente sconclusionato…mah!

  • Ares (utente non verificato)

    Basta. Le Città e i sostenitori non sono vacche da mungere, soprattutto quando i risultati non ci sono.
    I calciatori non sono impiegati comunali e l’Amministrazione e sponsors non sono dei cerchi bancomat .
    I dirigenti se ne devono andare , aria nuova
    Se volete aiuto, prima meritatevelo con i fatti.
    Il successo si costruisce, non si pretende.