Elettrodotto di via Massarenti, il Comitato torna all’attacco: «La salute pubblica non può essere rinviata»

Il Comitato Corato Ambiente e Salute esprime forte contrarietà alla decisione e critica il silenzio dell’amministrazione comunale

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Il rinvio delle opere per l’interramento dell’elettrodotto di via Massarenti riporta al centro del dibattito cittadino una vicenda che si trascina da oltre vent’anni. A intervenire è il Comitato Interassociativo Corato Ambiente e Salute, che esprime forte contrarietà alla decisione attribuita a Terna e critica il silenzio dell’amministrazione comunale.

«Apprendiamo dalla stampa che la società Terna ha ottenuto da alcuni ministeri, tranne da quello della Salute, il rinvio delle opere relative all’elettrodotto di via Massarenti, a Corato», scrivono i rappresentanti del Comitato, che ricordano come la richiesta di interramento dell’infrastruttura abbia alle spalle una lunga mobilitazione civica.

Una battaglia che, sottolineano, ha prodotto anche atti concreti da parte dell’ente comunale. «È bene ricordare che a suo tempo, nell’anno 2003, il Comune di Corato versò a Terna, con bollettino postale, la somma di 24mila euro richiesta per il progetto di interramento dell’elettrodotto».

Il Comitato rivendica il proprio ruolo nella vicenda: «Chi parla lo fa a nome del Comitato Interassociativo per l’Ambiente, che per molti anni ha affrontato il problema dell’elettrosmog, prodotto dall’elettrodotto in discussione, in danno della tutela della salute dei suoi abitanti e degli studenti del liceo “A. Oriani”».

Secondo gli attivisti, il tema oggi coinvolge una platea ancora più ampia rispetto al passato. «Anche le bancarelle e le migliaia di visitatori, nel lungo tratto del nuovo mercato del sabato in via Massarenti, si espongono al rischio elettrosmog», evidenziano nella nota.

Da qui la critica all’operato della società elettrica e delle istituzioni locali. «Il Comitato cittadino non può rimanere indifferente alla prepotenza di una società di servizi di grandi opere, come Terna, che decide a suo piacimento i tempi di realizzazione di opere a difesa della salute pubblica», si legge nel documento, nel quale si aggiunge che la civica amministrazione «purtroppo, ignora l’interesse della comunità».

Il riferimento è a una mobilitazione iniziata all’alba degli anni Duemila. «Sin dall’anno 2000 il problema dell’elettrodotto, denunciato duramente dal Comitato per l’alta percentuale di malati di tumori in paese, comprendeva anche la richiesta di indagine sulla salute pubblica, compreso il registro dei tumori. Ad oggi purtroppo mai eseguita». Negli anni, ricordano ancora i promotori dell’iniziativa, si sono susseguite manifestazioni, esposti e una raccolta di circa cinquemila firme, «senza ottenere mai risposta».

Le critiche si concentrano anche sull’attuale amministrazione comunale. «Oggi l’amministrazione, ancora una volta, dimostrando disinteresse per la salute pubblica, ha lasciato libertà a Terna di operare a suo piacimento il tipo di opera e i tempi di realizzazione». Una situazione che, secondo il Comitato, lede il rapporto tra cittadini e istituzioni: «Alla luce di quanto leggiamo, il Comitato sente di contestare il silenzio dell’amministrazione che ignora il diritto dei cittadini di essere ascoltati e soprattutto di essere tutelati».

Nel comunicato trova spazio anche un richiamo alla responsabilità della classe dirigente e del tessuto produttivo locale. «Durante la lunga battaglia civile, un giovane politico condivise le criticità sollevate dal Comitato, partecipando egli stesso a manifestazioni in difesa della salute pubblica e dell’ambiente. Lo stesso giovane politico, una volta eletto, avrebbe l’obbligo morale e civile di manifestare a nome di tutta la comunità cittadina contro lo strapotere di Terna». Allo stesso modo, il Comitato osserva che «anche gli imprenditori coratini, subendo danni ai cicli produttivi per le improvvise interruzioni di energia elettrica, dovute al calo di tensione o burnout, hanno rinunciato a manifestare pubblicamente».

L’appello finale è rivolto a tutte le istituzioni competenti affinché la questione venga affrontata senza ulteriori rinvii. «Il nostro messaggio a non restare inerti è oggi rinnovato, forte come negli anni passati, ed è rivolto a chi ha il dovere di ascoltarci. Per tutto questo chiediamo a chi di dovere che si intervenga celermente in modo propositivo e fattivo», conclude il Comitato Interassociativo Corato Ambiente e Salute.

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Commenti

  • Michele Strippoli (utente non verificato)

    Parla a nome di tutti ma non scrive come si chiama. Si lamenta dell’amministrazione, ma chi ha votato? Tipico…

    • Logico (utente non verificato)

      Non parlo a nome di tutti, semplicemente propongo alternative che potrebbero essere valutate e rielaborare ai fini di produrre un atto amministrativo. Non mi lamento dell’amministrazione e ricordo che il voto è segreto, inoltre, indipendentemente da chi io abbia votato, chi eletto ha il dovere di amministrare tutti, non solo gli amici da cui hanno raccolto il voto. Da quel che mi risulta, l’attuale Amministrazione più volte si è pronunciata contro la costruzione di un nuovo ecomostro “alle porte del Parco dell’Alta Murgia, delle vie di accesso alla Necropoli di San Magno e che incroci la Via Franchigena”. Purtroppo, la recente nuovo richiesta di valutazione di impatto ambientale, poteva essere più attenzionata al fine di presentare le opportune controvalutazioni, ma non lo è stato e questo mi dispiace. Per il resto, mi aspetto che il Sindaco (persona che stimo) mantenga fede alle sue parole e si opponga “con tutte le sue forze” a “spostare” il problema e pretenda l’interramento.

    • Michele Strippoli (utente non verificato)

      Parla a nome di tutti, ma per conto di un sedicente comitato. Commenta continuando a nascondersi dietro l’anonimato e pretende di fare la morale. Nel frattempo elogia chi, in sei anni, non ha speso una sola parola sull’argomento, il suo sindaco aria fritta. Davvero difficile prendere sul serio simili lezioni di coerenza.

  • Logico (utente non verificato)

    Per accelerare i tempi ed evitare lungaggini burocratiche che, sicuramente, verranno fuori dagli espropri e lavori per spostare i tralicci, serve convogliare tutte le forze verso un forte richiesta di interramento.
    Attualmente, sulla provinciale 231, stanno cambiando lo spartitraffico centrale, un’ottima idea sarebbe quella di creare un sottoservizio lungo questa provinciale, proprio sotto lo spartitraffico, dove far passare i cavi di Terna.. guarda caso questa strada va dalla Zona Industriale di Modugno, fino a Corato… e passa gisto a 100 metri dalla centrale elettrica dove terminerebbe l’elettrodotto.
    Pensateci….

    • Coratino deluso (utente non verificato)

      Credo che il tuo sia un ottimo suggerimento

  • Aldo D'Introno (utente non verificato)

    Il problema elettrodotto dovrebbe essere una delle priorità del prossimo Consiglio Comunale.

  • Angelo (utente non verificato)

    Ma non siamo noi che dobbiamo di cosa fare e come fare ma l amministrazione che deve chiedere a terna, invece pensavano alle feste e ora vedremo con che testa inizieranno visto che il 3 luglio c è il primo consiglio comunale aperto dal consigliere anziano signora Giulia Tandoi

    • Francesco Tarricone (utente non verificato)

      Ma non avevano già risolto le amministrazioni precedenti? O almeno così se la cantavano? M P favor