Corato riscopre il culto di San Vito: tre giorni tra tradizioni contadine, primizie e cammini sulla Via Francigena

La chiesetta di San Vito

L’iniziativa nasce da uno studio sull’antico culto medievale di San Vito, tradizionalmente considerato protettore delle primizie dalla calura del mese di giugno

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Tre giorni dedicati alla riscoperta di una delle più antiche tradizioni religiose e popolari del territorio.

Dal 13 al 15 giugno torna la Festa di San Vito, giunta alla quarta edizione e promossa dal comitato “Via Francigena del Sud”, presieduto da Adele Mintrone, in collaborazione con la Chiesa Santa Maria Greca, l’associazione Luisa Piccarreta, il centro studi e ricerche di Bitonto e con il patrocinio del Touring Club e del Gal Le Città di Castel del Monte SlowMurgia.

L’iniziativa nasce da uno studio sull’antico culto medievale di San Vito, tradizionalmente considerato protettore delle primizie dalla calura del mese di giugno. Un percorso di valorizzazione che il Comitato della Via Francigena del Sud di Corato porta avanti da anni per far conoscere l’antica chiesa dedicata al Santo e il patrimonio storico e spirituale legato al cammino della Via Francigena che attraversa la città.

«La novità di questa edizione – spiega la presidente Adele Mintrone – consiste nel nostro intento di introdurre un appuntamento fisso per questa ricorrenza: la Giornata dei “Frutti della Terra”, le primizie di San Vito, con l’intento di recuperare l’antico legame tra San Vito, il mondo contadino e i primi frutti della stagione, valorizzando le tradizioni popolari e agricole del territorio e il patrimonio storico-religioso della Via Francigena del Sud».

Negli anni passati la festa ha proposto momenti culturali dedicati alla figura del Santo, accompagnati da doni simbolici di fioroni, pane, olio della cultivar Coratina e opere d’arte in ceramica e pittura a tema. Quest’anno, oltre ai fioroni messi a disposizione grazie all’Azienda Micco e che i partecipanti potranno scambiarsi, i visitatori saranno accolti da un’infiorata realizzata con fiori e colori presso la chiesa di San Vito.

«I petali e le composizioni floreali – aggiunge Mintrone – celebrano la bellezza del creato, il tempo delle primizie e il profondo legame tra la devozione a San Vito e la cultura agricola del territorio».

Il momento centrale della manifestazione sarà domenica 14 giugno. Alle ore 10 prenderà il via la Giornata dei “Frutti della Terra – Le Primizie di San Vito”, aperta dall’esibizione della Bassa Musica della Premiata Associazione Culturale Musicale di Molfetta. Seguirà lo spazio culturale “Parla il fico”, dedicato al simbolo per eccellenza delle primizie di San Vito. La professoressa Carmela Minenna, presidente dell’Associazione Studi e Ricerche di Bitonto, guiderà i partecipanti in un percorso tra letteratura, tradizioni e simbologie legate al fico, dalla cultura greca fino a epoche più recenti.

A seguire si terrà la benedizione dei frutti, introdotta dalla lettura di alcuni brani dedicati al Creato tratti dagli scritti di Luisa Piccarreta, dal titolo “La Terra, il Seme e il Cielo”, a cura dell’Associazione Luisa Piccarreta P.F.D.V. Un momento pensato come gesto di gratitudine verso la natura e il lavoro dell’uomo e come occasione per riscoprire il rapporto tra uomo, terra e Creatore.

L’iniziativa intende inoltre richiamare l’attenzione sui temi della tutela dell’ambiente, della biodiversità e delle risorse naturali, proponendo una rilettura contemporanea dell’antica tradizione delle primizie.

La giornata si concluderà alle ore 17 con il “Cammino delle primizie”, lungo un percorso rurale della Via Francigena con partenza dalla chiesa di San Vito. Per partecipare è necessario iscriversi scrivendo all’indirizzo e-mail laviafrancigenadelsud@gmail.com.

Nelle giornate del 13 e del 14 giugno, dalle 10.20 alle 12.30, la chiesetta di San Vito resterà aperta alle visite a cura del Comitato Via Francigena del Sud Corato. Lunedì 15 giugno, alle ore 19, è invece prevista la celebrazione eucaristica conclusiva.

Gli organizzatori invitano la cittadinanza a partecipare e a portare fioroni e altri frutti da scambiare e far benedire durante la manifestazione.

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Commenti

  • Ricdomy (utente non verificato)

    Purtroppo questa non è una particolarità di questo evento, ma una prassi sempre più diffusa: si organizzano manifestazioni per valorizzare territori, tradizioni, monumenti e cultura locale, salvo poi invitare cittadini, produttori e attività del posto a fornire gratuitamente frutta, prodotti e materiali necessari alla riuscita dell’evento. Il tutto viene presentato come valorizzazione delle eccellenze locali, ma valorizzare non dovrebbe significare chiedere continuamente omaggi a chi quelle eccellenze le produce con lavoro, sacrifici e costi reali. Perché tra valorizzazione e sfruttamento della disponibilità altrui il confine, a volte, è molto più sottile di quanto si voglia far credere.