La Camera Penale di Trani insorge contro i casi Perugia e Napoli: «Ferita intollerabile al diritto di difesa»

La Giunta intitolata a “Giustina Rocca” aderisce alla protesta nazionale contro le intercettazioni agli avvocati e delibera l’inserimento di una dichiarazione di condanna nei verbali di udienza fino al 12 giugno

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Una presa di posizione durissima che trasforma la protesta locale in una battaglia di civiltà giuridica nazionale. La Giunta della Camera Penale di Trani “Giustina Rocca” interviene con fermezza sui gravissimi episodi emersi nei procedimenti giudiziari di Perugia e Napoli, definendoli come “una ferita al diritto di difesa che riguarda l’intero Paese”.

Al centro della denuncia c’è la sistematica violazione delle garanzie costituzionali e professionali dei difensori, un fenomeno che i penalisti tranesi non considerano un semplice incidente di percorso, ma il segnale di una deriva investigativa preoccupante.

Nel documento diffuso dalla Giunta si analizzano nel dettaglio le anomalie riscontrate. A Perugia si è assistito a una “sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra detenuti e i propri difensori”, protrattasi per ben sei mesi nella sala colloqui del carcere. L’intercettazione ha coinvolto almeno quindici avvocati del tutto estranei alle indagini. I colloqui registrati hanno riguardato “argomenti di natura strettamente difensiva, ivi incluse le strategie processuali”, e sono stati persino inseriti nel materiale investigativo.

Scenario simile a Napoli, dove durante un processo dinanzi alla Corte di Assise sono state disposte attività di osservazione e intercettazione nelle immediate adiacenze dell’aula di udienza, monitorando i comportamenti di avvocati e familiari degli imputati. Una modalità che – attacca la Camera Penale – “contrasta frontalmente con l’art. 103 c.p.p. e con la stessa sacralità dell’udienza, presidiata esclusivamente dal giudice”.

Per i penalisti di Trani, la tutela del segreto professionale non è un privilegio di categoria, ma una garanzia democratica per ogni cittadino contro gli abusi di potere:

“I due episodi, pur diversi per contesto, rivelano un comune denominatore: la progressiva erosione delle garanzie che presidiano il diritto di difesa. (…) Non si tratta di ‘incidenti’ o di mere irregolarità procedurali. Sono segnali di un problema più profondo: una cultura investigativa che, in alcuni casi, sembra non riconoscere nel difensore un presidio di legalità, ma un potenziale ostacolo da monitorare, controllare, talvolta persino sospettare. È un ribaltamento inaccettabile della logica del giusto processo.”

La Camera Penale di Trani ha quindi sposato la linea dell’Unione delle Camere Penali Italiane, chiedendo un intervento ispettivo e disciplinare immediato da parte del Consiglio Superiore della Magistratura: “Il silenzio istituzionale sarebbe una preoccupante ratifica di una palese violazione”.

Le azioni concrete deliberate dalla Giunta tranese sono immediate. Oltre a invitare tutti gli iscritti a dichiarare la propria adesione all’astensione dalle udienze (dall’8 al 12 giugno 2026) e a partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 giugno a Perugia, la Camera Penale di Trani ha deliberato un provvedimento forte: l’inserimento obbligatorio di una nota di protesta in tutti i verbali delle udienze penali territoriali fino al 12 giugno.

La formula messa a verbale non lascia spazio a interpretazioni: “I fatti di Perugia rappresentano una lesione intollerabile del diritto di difesa: la Camera Penale di Trani dichiara con fermezza che nessuna indagine può violare i luoghi sacri dell’attività difensiva senza minare la giustizia stessa”.

Il documento è stato ufficialmente trasmesso ai vertici della magistratura distrettuale e locale, tra cui il Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Appello di Bari, e i vertici del Tribunale e dell’Ordine degli Avvocati di Trani.

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Commenti

  • franco (utente non verificato)

    scusate se non capisco. Se vi sono atti o comportamenti che LEDONO in modo evidente i diritti della difesa come mai gli stessi operatori del diritto quotidiani non presentano una regolare denuncia alla Magistratura? Sono sicuro nel corpo della stessa esistono gli anticorpi giusti per sconfiggere i soprusi illegali.