“Mani che vedono”: a Cortili Aperti le opere parlano attraverso il tatto

Nel cortile di Palazzo Gioia saranno esposte le opere realizzate durante il laboratorio svolto nell’atelier di Antonio D’Introno da alcuni soci dell’unione italiana ciechi e ipovedenti della sede di Corato
Quando la vista si spegne, le mani imparano a parlare. Tra le attività svolte nell’ambito della manifestazione Cortili aperti c’è anche quella intitolata “Mani che vedono”.
Nel cortile di Palazzo Gioia saranno esposte le opere realizzate durante il laboratorio svolto nell’atelier di Antonio D’Introno da alcuni soci dell’unione italiana ciechi e ipovedenti della sede di Corato. Il progetto è nato grazie alla lunga collaborazione tra queste due realtà del territorio e al sostegno della fondazione Cannillo.
Ciascuno dei soci è stato invogliato a mettere a frutto i doni, che ha scoperto di avere, grazie all’atelier D’Introno che ha creduto nel progetto, lasciando liberi gli artisti di esprimere al meglio il proprio talento. Vi hanno preso parte Luigi D’Onofrio, rappresentante della sede Uici, Franco, il collante, Luca, Mimmo, Monica, gli artisti, Mina, Mariangela e Luigi Sparapano che ha curato l’immagine del progetto.
«Le opere non sono nate per essere guardate, ma per essere ascoltate con il tatto. L’argilla, lavorata da Luca, è materia viva che cede sotto la pressione e diventa linguaggio; ogni impronta digitale rimane lì, testimone del dialogo tra l’artista e la materia. Il film di ferro, lavorato da Mimmo, diventa una biga e un carretto; lavorato da Luca, diventa un fiore, tanto reale, quasi da poterne sentire il profumo. Il filo di ferro con le mani viene piegato, attorcigliato, teso, modellato senza l’aiuto degli occhi e non per questo l’opera risulta meno affascinante. Sculture che si possono, anzi si devono, esplorare lentamente, scorrendo dettagli nascosti che uno sguardo veloce perderebbe. Dietro ogni forma c’è una storia, un ricordo che anche un non vedente riesce a far vedere».
Commenti
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e noi saremmo quelli meglio dotati? ma fatemi il piacere LODIAMO TUTTI I PARTECIPANTI







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