La tradizione della vinificazione in garage continua a vivere

A Corato la seconda edizione del contest dei “garagisti”

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C’è un patrimonio silenzioso che continua a resistere al tempo, custodito tra garage, piccole cantine domestiche e masserie di campagna. È quello della vinificazione “in garage”, una tradizione profondamente radicata nel territorio di Corato e dell’Alta Murgia, tornata protagonista domenica 17 maggio in occasione della seconda edizione del contest dedicato ai cosiddetti “garagisti”: appassionati produttori amatoriali accomunati dall’amore per il vino e dal desiderio di preservare un sapere tramandato di generazione in generazione.

Un appuntamento nato in chiave goliardica, ma che nel tempo sta assumendo un significato sempre più culturale e identitario. Perché dietro ogni bottiglia prodotta in questi piccoli spazi domestici non c’è soltanto il vino, ma una storia fatta di memoria familiare, rispetto della terra e ricerca continua della qualità.

La pratica della vinificazione casalinga, un tempo legata alla necessità di produrre vino per il consumo familiare o per occasioni importanti come i matrimoni, oggi si trasforma in un gesto di appartenenza. Un modo per custodire l’autenticità dei vitigni autoctoni pugliesi e, allo stesso tempo, reinterpretarli attraverso sensibilità moderne e nuove conoscenze enologiche.

In ogni garage si rinnova così una sorta di rito collettivo. Tra attrezzature essenziali, botti, travasi e lunghi tempi di affinamento, gli appassionati lavorano con cura quasi liturgica, limitando al minimo indispensabile l’uso di prodotti enologici e affidandosi soprattutto all’esperienza, all’osservazione e alla pazienza. La gestione delle temperature, degli zuccheri, delle fermentazioni e delle maturazioni diventa parte di un processo che unisce tecnica ed emozione, tradizione e sperimentazione.

Particolarmente significativo il lavoro svolto negli anni sul Nero di Troia, vitigno storicamente considerato “da taglio” e oggi invece sempre più valorizzato anche grazie all’impegno di piccoli produttori e appassionati che ne hanno intuito le grandi potenzialità qualitative. Durante il contest, i partecipanti hanno avuto modo di degustare diverse interpretazioni dei principali uvaggi pugliesi: rosati di Nero di Troia, Malvasia, Aleatico, Primitivo, fino a un originale metodo classico Minutolo 2024 ottenuto da uve del 2021 provenienti dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Grande interesse hanno suscitato anche i Nero di Troia affinati in botti di rovere, proposti in diverse annate dal 2022 al 2024, che hanno permesso di osservare l’evoluzione delle fragranze e della struttura del vino nel tempo, evidenziando il legame profondo tra qualità del prodotto, sensibilità del produttore e capacità di interpretare la materia prima.

L’evento, guidato dalla presenza di un sommelier e di un enologo, ha confermato come anche una produzione amatoriale possa raggiungere livelli di assoluto valore. Ma soprattutto ha rappresentato un momento di confronto autentico tra appassionati, chiamati a condividere esperienze, errori, intuizioni e tecniche di lavorazione in un clima di grande convivialità.

Accanto alle degustazioni, spazio anche alla tradizione gastronomica locale. Durante la serata sono stati serviti piatti tipici del territorio — dalla pecora alla “rizzola”, passando per focacce, bombette, formaggi e ricotte locali — rigorosamente abbinati ai vini proposti. A chiudere il percorso degustativo, dolci e liquori a base di Nero di Troia, ulteriore testimonianza della versatilità e della ricchezza di questo vitigno simbolo del territorio.

La seconda edizione del contest dedicato alla vinificazione domestica si conferma dunque molto più di un semplice incontro tra appassionati. È un racconto collettivo che parla di radici, di identità agricola e di appartenenza. Un modo concreto per tramandare un patrimonio culturale che continua a vivere lontano dai riflettori dell’industria, custodito tra i vicoli delle masserie e i garage di Corato, dove il vino resta ancora oggi un gesto di famiglia, memoria e passione.

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Commenti

  • carluccio (utente non verificato)

    plaudo all’iniziativa, questi appassionati sono dei veri sacerdoti, custodi di un’arte antica e meravigliosa, andrebbero premiati.

  • Cataldo (utente non verificato)

    Una volta era così, ora quando qualcuno prova a fare il vino nel garage, i condomini si ribellano, moscerini, tanfo del mosto.