Quanto guadagnano i coratini? Redditi in crescita oltre l’inflazione, ma il “caro vita” pesa

Corato vista dall'alto

In città il dato medio sale e supera l’inflazione, ma il rincaro di beni essenziali continua a pesare sui bilanci familiari

2.158 6 commenti

Il reddito medio dei coratini cresce e, per la prima volta dopo anni, supera l’inflazione. Eppure la percezione diffusa è quella di un progressivo “impoverimento” legato all’aumento del costo della vita. Andiamo con ordine.

I numeri

I dati, elaborati sulla base delle dichiarazioni presentate al Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2025 relativi all’anno d’imposta 2024 e rielaborati dalla società Excellera Intelligence, restituiscono un quadro in crescita.

Nel dettaglio, in città il reddito medio pro capite si attesta a 19.574 euro, in aumento di 916 euro rispetto all’anno precedente, pari a una crescita del 4,9%.

Un incremento che si inserisce in un trend positivo ormai consolidato (+3.9% nel 2023, +5.7% nel 2022 e +5.6% nel 2021) e che, almeno sul piano statistico, supera l’inflazione, ferma all’1,1%, determinando quindi un aumento del potere d’acquisto.

Il dato è calcolato sui 31.076 contribuenti residenti in città, su una popolazione complessiva di circa 47mila abitanti. Si tratta, come noto, di valori che tengono conto esclusivamente dei redditi dichiarati e che non includono le componenti legate al lavoro sommerso.

Il confronto con il territorio

Nel contesto territoriale, Corato si colloca in una fascia intermedia, con livelli di reddito molto vicini a quelli di Ruvo di Puglia (19.505 euro) e Terlizzi (19.157).

Restano invece più elevati i valori registrati nei centri più strutturati dell’area: Bari guida con 26.155 euro, seguita da Giovinazzo (21.397), Molfetta (20.986), Trani (20.379) e Bitonto (20.049). Più indietro, invece, Bisceglie (18.730 euro), Barletta (18.527) e Andria (17.429).

La fotografia nazionale

A livello nazionale, il reddito imponibile medio si attesta a 25.125 euro, in crescita del 4,1% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso l’aumento risulta superiore all’inflazione.

Tra i comuni con i redditi medi più elevati figurano Maccastorna, nel Lodigiano (72.157 euro), Lajatico, in provincia di Pisa (67.519 euro), e Portofino (65.836 euro). Tra i capoluoghi di provincia è Milano a guidare la classifica con 40.316 euro, seguita da Monza (35.628), Bergamo (34.263), Bologna (32.302), Roma (31.423) e Napoli (24.388).

Tra dati e percezione

Fin qui i numeri, che – nonostante mostrino ancora un divario significativo rispetto alla media nazionale – offrono comunque il rilevante dato della crescita dei redditi oltre l’inflazione.

Se il dato segna un miglioramento sul piano statistico, resta però diffusa la percezione di un “impoverimento”. Il rialzo dei prezzi, in particolare per beni essenziali come alimentari ed energia, continua infatti a incidere in modo significativo sui bilanci familiari. Una dinamica che contribuisce a spiegare la distanza tra l’andamento dei redditi dichiarati e la condizione economica percepita da molti cittadini.

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Commenti

  • Poveri noi…! (utente non verificato)

    ma stiamo parlando di dati dichiarati al fisco… vero…?

  • Franco (utente non verificato)

    Rendo merito al giirnalista che mentre impazza la campagna elettorale sui temi cittadini, si occupa di un problema economico di contesto.Ovvero l aumento dell inflazione che erode i redditi dei coratini. E se la media( di trilussa?) e di 1600 euro medi, vi sono migliaia di anziani che vivono con la pensione minima di 650 euro( anche se le promesse elettorali dellla Meloni erano di elevarle a mille euro!) E devono far fronte ad un caro vita, sia indotto dall aumento vertiginoso dei prezzi alimentari che da quelli energetici, sebbene le bollette infuocate non siano ancira state recapitate ai…malcapitati! Quindi una situazione di grave disagio economico cui il governo deve porre rimedio.
    Aggravato dall imposdibilita di farvi fronte attraverso uno sforamento del bilancio pubblico per il superamento della fatidica linea del tre per cento.Che pero segnala l insipienza del ministro Giorgietti di monitorare i conti pubblici, anche del superbonus ,gestito con il governo Draghi sempre da lui!

    • carluccio (utente non verificato)

      inzomma … non se ne salva uno … e che ci vuoi fare, siamo destinati all’incompetenza …

  • E io pago (utente non verificato)

    Molti non pagano tasse e son pieni di soldi , questa gente é la rovina dello Stato e delle Città . Troppo lavoro sommerso

  • carluccio (utente non verificato)

    vivere, pagare tutto, mandare i figli a scuola , riuscire a fare il necessario ( non il superfluo) diventa sempre più difficile. bisogna non solo ingegnarsi, ma spesso sacrificare anche quei piccoli lussi che fino a qualche tempo addietro sembravano accessibili mentre adesso sono conquiste. la cosa che più mi preoccupa è che la percezione di questa situazione, specie nei giovani, è lontana…

    • franco (utente non verificato)

      vedo e leggo che finalmente anche da queste partisi comincia rendersi conto delle realtà…..altro che reddito in aumento (dovuto in qran parte ad aumento di stipendi e pensioni sia chiaro) la popolazione è ormai destinata al risparmio”forzato” e non a causa dell’nflazione (non solo) mA SOPRATTUTTO PER IL CORRERE CONTINUO DEI PREZZI grazie a stupidi politici esteri. Guerre si e non cure per il popolo? ahimè siamo all’inizio di un brutto periodo