Strade private ad uso pubblico, Salerno: «Così si alimentano false aspettative». Varesano: «Facciamo ordine dopo 40 anni»

Acceso botta e risposta nell’ultima seduta del consiglio comunale su una questione urbanistica irrisolta
Una questione urbanistica rimasta irrisolta per anni, centinaia di particelle ancora intestate a privati ma utilizzate quotidianamente dalla collettività, convenzioni mai completate e manutenzioni effettuate dal Comune su aree che, formalmente, non risultano pubbliche. È su questo terreno che si è sviluppato uno dei confronti più articolati dell’ultima seduta del consiglio comunale del 31 marzo, con l’interrogazione presentata dal consigliere di Direzione Corato Ignazio Salerno sulla delibera di giunta relativa all’acquisizione gratuita e all’accorpamento al demanio stradale comunale di strade o parti di sedime stradale utilizzate a uso pubblico da oltre vent’anni.
Il riferimento è alla delibera di giunta numero 94 del 16 maggio 2025, con cui l’amministrazione ha approvato un atto programmatico di indirizzo finalizzato a disciplinare le procedure di acquisizione di aree e strade formalmente private ma di fatto utilizzate dalla collettività.
I dubbi di Salerno

Nel corso del suo intervento, Salerno ha evidenziato una serie di dubbi sia sul contenuto della delibera sia sul percorso amministrativo seguito per arrivare all’approvazione dell’atto.
«La lettura di questa delibera lascia dubbi circa l’individuazione delle strade o parti di sedime stradale e loro pertinenze che possano essere acquisite al demanio stradale comunale», ha affermato il consigliere, spiegando che le perplessità sarebbero state accentuate anche dal comunicato diffuso dall’amministrazione e dalle dichiarazioni rese pubblicamente dal sindaco e da alcuni esponenti della maggioranza.
Uno dei primi rilievi mossi da Salerno ha riguardato i pareri tecnici acquisiti sull’atto.
«Sull’atto sono stati acquisiti solo i pareri del dirigente del settore ragioneria, personale e tributi e del dirigente del settore lavori pubblici, ambiente e paesaggio», ha osservato. «Nel procedimento di acquisizione di beni al demanio del Comune tali due settori sono sicuramente interessati ma solo a valle del procedimento. I primi settori chiamati a verificare la legittimità di acquisizione di beni al demanio sono invece urbanistica e polizia locale. Perché non sono stati acquisiti questi indispensabili pareri?».
Salerno ha quindi richiamato il precedente rappresentato dalla delibera di consiglio comunale numero 97 del 2016, nata a seguito di una petizione popolare presentata da cittadini che chiedevano l’acquisizione al patrimonio comunale di strade private ad uso pubblico.
«Siamo certi che la giunta comunale sia a conoscenza di quanto già avvenuto in passato?», ha chiesto. «Siamo certi che sia a conoscenza che il consiglio comunale con delibera numero 97 del 2016 si è già occupato dell’acquisizione al demanio comunale di alcune strade private ad uso pubblico?».
Secondo Salerno, in quella circostanza il consiglio fece proprio il parere negativo espresso dal settore urbanistica, soprattutto per i casi in cui le aree avevano già prodotto vantaggi edificatori per i privati lottizzanti, oltre a quelli segnalati dalla polizia locale per l’assenza dei requisiti previsti dal Codice della strada.
Da qui la domanda centrale posta dal consigliere: «Di quali strade e aree di sedime stiamo effettivamente parlando? Delle strade che i cittadini, a seguito dell’ottenimento di qualsiasi provvedimento urbanistico, erano tenuti a cedere al Comune? Oppure di strade e aree di sedime che i cittadini hanno utilizzato come volumetria?».
Salerno ha richiamato in particolare il caso delle aree interne alle lottizzazioni private e dei comparti residenziali disciplinati da convenzioni urbanistiche, sottolineando che in molti casi quelle superfici erano già state considerate nel calcolo della volumetria edificatoria.
«Se si tratta delle aree caratterizzate da un impegno alla cessione, si poteva e si doveva già procedere all’acquisizione», ha sostenuto. «Non si comprende perché ciò non sia stato fatto prima».
Il consigliere ha poi posto l’attenzione anche sui costi sostenuti dal Comune per la manutenzione di queste aree.
«Se parliamo di spese sostenute per strade e aree che, in base agli impegni assunti in sede di autorizzazione urbanistica, dovevano essere cedute al Comune, l’amministrazione ha fatto bene a farsene carico per motivi di sicurezza e per evitare responsabilità in caso di sinistri», ha detto. «Diversamente, se parliamo di spese sostenute su aree che non avevano queste caratteristiche, potrebbe essersi concretizzato un danno erariale, se non si è poi proceduto al recupero delle somme».
La replica dell’assessora Varesano

Nella risposta, l’assessora all’urbanistica Antonella Varesano ha spiegato che il provvedimento nasce da una ricognizione avviata dall’amministrazione dopo l’insediamento.
«Abbiamo ricevuto una serie di richieste da parte di cittadini che lamentavano disagi legati allo stato di conservazione e manutenzione di strade, marciapiedi e aree», ha spiegato. «Andando a verificare la proprietà e la titolarità di queste aree, quasi sempre si trattava di particelle non intestate al Comune ma a singoli privati, condomini, costruttori o imprese».
L’assessora ha sottolineato come la casistica riscontrata sia molto ampia e diversificata.
«Ci siamo trovati davanti a situazioni molto differenti tra loro», ha detto. «In alcune convenzioni urbanistiche era previsto che le strade venissero cedute al Comune alla fine della realizzazione degli edifici. In altri casi, invece, era prevista la costituzione di supercondomini, con il Comune chiamato a sostenere un terzo delle spese e i privati i restanti due terzi».
Varesano ha ricordato che molte di quelle convenzioni risultano oggi scadute e mai attuate.
«Come si fa, dopo quarant’anni in cui una convenzione non è stata mai applicata, a chiamare a raccolta quattromila abitanti e dire loro di costituire oggi un supercondominio?», ha osservato.
L’assessora ha inoltre spiegato che il Comune si trova spesso in una situazione paradossale: da una parte può essere contestato per aver speso soldi pubblici su aree formalmente private, dall’altra rischia di essere chiamato a rispondere per la mancata manutenzione di spazi utilizzati dalla collettività.
«Ci sono sentenze che condannano il Comune perché ha speso soldi su particelle private e altre che lo condannano perché non è intervenuto», ha detto. «Se la particella è intestata a un privato, il Comune ha sempre questa spada di Damocle del possibile danno erariale».
Per questo motivo, secondo Varesano, la delibera rappresenta soprattutto uno strumento per fare ordine.
«Arriveranno le istanze e, sulla base delle richieste presentate, sarà avviata un’attenta istruttoria da parte di tutti gli uffici competenti, compresi urbanistica e polizia locale», ha precisato.
L’assessora ha anche indicato i criteri principali che saranno utilizzati per valutare le richieste di acquisizione: utilizzo continuativo da parte della collettività per almeno vent’anni, consenso dei proprietari, presenza di urbanizzazioni come fogna, acquedotto e illuminazione pubblica e reale utilità collettiva dell’area.
«Se non ci saranno i requisiti per acquisire quelle aree al patrimonio comunale, potranno comunque essere dichiarate strade private ad uso pubblico», ha spiegato. «In questo modo il Comune sarà maggiormente legittimato a effettuare manutenzione sulle reti e sulle urbanizzazioni presenti».
Salerno: «Questa è una operazione pre elettorale»
Nella replica finale, Salerno ha ribadito le sue critiche, sostenendo che la delibera non affronti realmente il tema delle strade private ad uso pubblico all’interno delle lottizzazioni.
«Il pensiero aveva tradito la parola», ha affermato. «Negli scritti del dirigente al patrimonio non compaiono mai le strade private ad uso pubblico oggetto di convenzione. Si parla piuttosto di espropri non perfezionati, di cessioni non completate, di singoli pezzi di strada che avrebbero dovuto essere ceduti e non lo sono stati».
Secondo il consigliere, il vero problema sarebbe stato il messaggio politico lanciato dall’amministrazione.
«Avete creato aspettative nella cittadinanza andando a sbandierare ai quattro venti che avevate risolto il problema delle strade private ad uso pubblico», ha detto rivolgendosi alla giunta. «Ma non avete risolto il problema delle lottizzazioni. Avete semplicemente fatto un’azione preelettorale per poi demandare tutto al dirigente, che dirà caso per caso cosa si può fare e cosa no».
Salerno ha inoltre contestato il richiamo alla legge regionale 26 del 2020, sostenendo che quella norma riguarderebbe esclusivamente le strade non classificate come statali, provinciali o comunali, come nel caso delle ex strade della riforma fondiaria, e non le aree vincolate da convenzioni urbanistiche.
«Quella legge non dice che qualunque tipologia di strada presente sul territorio comunale può diventare automaticamente pubblica», ha affermato.
Infine, il consigliere ha criticato le tempistiche dell’operazione.
«Questa procedura poteva essere avviata già nel 2025», ha concluso. «Metterla in atto trenta giorni prima della scadenza elettorale non ha senso e rischia di apparire come una trovata preelettorale».
La questione resta aperta e sarà ora demandata alle richieste che arriveranno dai cittadini e alle verifiche tecniche degli uffici comunali, chiamati a distinguere tra semplici cessioni mai perfezionate e casi più complessi legati alle lottizzazioni private e alle convenzioni urbanistiche.
Commenti
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Corato: un comune dove regna il totale caos!
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Sicuramente e un operazione pre elettorale che non porterà da nessuna parte sia a noi condomini che a voi amministratori. In poche parole stiamo 0-0 .
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Poi ci si chiede di andare a votare, vogliono tutti la maglia col numero 10 poi……..
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Sig Salerno e tutta la destra, con queste affermazioni vi state dando l’ennesima zappa sui piedi. Questa è una questione molto delicata per una fetta molto ampia della collettività e va finalmente risolta mettendovi al lavoro tutti assieme e non facendovi solo campagna elettorale. La situazione, nella maggior parte dei quartieri coinvolti da questa annosa situazione, è diventata insostenibile! Strade rotte dove sembra ci sia stata la guerra, idropilitrici che non passano, illuminazione pubblica pagata dai residenti, fogna bianca mai realizzata, e potrei andare avanti fino all’infinito per accordi fatti dalla politica degli anni ’90 con i costruttori. A noi cittadini, che paghiamo le tasse come tutti quanti gli altri, interessa essere “trattati come tutti gli altri”! Quindi, per favore, datevi una mossa lavorando tutti insieme per il bene della collettività!
Grazie-
e tra l’altro aggiungerei, avete avuto quasi due decenni di amministrazioni varie di centro destra per almeno cercare di , tentare, provarci a sistemare un problema increscioso … ma gniente … e adesso? promesse e contropromesse elettorali … e poi dite che la gente si è allontanata dalla politica? la gente perde fiducia in questo o in quello? ma pefforza!
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Bisogna risolvere i problemi! Di sicuro non possono risolverli quelli che li hanno creati i problemi.
Sindaco Corrado vai avanti! -
Avete fatto leva sul problema per anni ma solo x portare voti ai vostri partiti adesso che c’è da risolvere non sapete come fare. La politica? Un genere mai da sottovalutare pronto a dar dispiacere con false promesse.
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Caro Salerno….dove sei stato fin’ora?…..e nei vent’anni di permanenza nelle stanze dei bottoni con l’amato Gino che cosa hai fatto per la Comunita’….zero (sicuramente questo commento non lo pubblicherete).
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l’intervento del consigliere Salerno è, come sembra evidente. in totale linea con le risposte gli interventi e quant’altro che escono dalla maggioranza governativa attuale. Cioè …Noi responsabili e sopratutto lìavevamo detto… SON GLI ALI ALTRI (magati precedenti) a peccare d’inerzia o meglio a cercare di rattoppare guai e simili evidenti da tempo.- Mai che ci si assuma la responsabilità di aver fatto o detto qualcosa PRIMA. Il caos regno dove NON si aspetta altro che di andare a votare per cercare e sperare di essere eletti per poter -come dire-maneggiare…ai fini positivi della città…sia chiaro intanto maneggiamo noi. Buone elezioni
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Sono un elettore di centrosinisrta quindi schierato. Il problema delle strade private ad uso pubblico è una eredità lasciata dalle giunte precedenti per favorire, presumibilmente, le imprese edili . Si lasciava la strada alla manutenzione dei privati ( che dopo anni è diventato insopportabile ) consentendo in tal modo l aumento della volumetria del palazzo da erigere, guadagnando solitamente l ultimo piano. Ora questo fenomeno deve essere sanato tenendo conto della complessità del problema atteso che come afferma l assessore Varesano, la giurispudenza è controversa. Ritenendo a volte lecito a volte abusivo l intervento comunale relativo ala manutenzione ordinaria di tali strade. Ora però l amministrazione ha scelto criteri molto rigorosi per far luogo alla cessione al comune: possesso ventennale, destinazione ad uso pubblico, presenza delle reti infrastrutturali. Requisiti che una volta accertati potranno ridurre al minimo imponderabile i rischi di danno erariale per il comune.
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E perché in quasi due decenni di governo di centrodestra non avete risolto voi? Blablabla.







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