L’ex Oriani torna visitabile: un viaggio nella storia della città con le Giornate FAI

Le aperture sono state illustrate mercoledì 18 marzo presso Sala conferenze di palazzo San Domenico Barletta.

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Sono state presentate le Giornate FAI di Primavera della Delegazione FAI BAT che prevede l’apertura in luoghi solitamente inaccessibili o interdetti alla fruizione del pubblico nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 marzo.

Sono intervenuti il Sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, per il Comune di Andria l’assessora alla Bellezza Daniela Di Bari, per il Comune di Canosa l’assessora all’Istruzione Cristina Saccinto, Corrado De Benedittis Sindaco del Comune di Corato e la Capo Delegazione FAI BAT, Giulia Mastrodonato.

La Delegazione ha presentato le aperture declinate soprattutto sulla scoperta di edifici sconosciuti
ma nel cuore e nella storia delle città e delle comunità.

A Corato torna, a grande richiesta, l’apertura dell’ex sede del Liceo Classico “Alfredo
Oriani”, già Monastero del Divino Amore
, ancora nel cuore e nella memoria degli studenti e dei
cittadini.

L’edificio, situato nel cuore del centro cittadino, su corso Garibaldi, occupa un grande isolato che comprende anche la chiesa dedicata a San Francesco. Fu costruito nel 1711 come monastero di clausura femminile ed è noto a Corato per essere stato sede del Liceo Classico “A. Oriani” dal 1924 al 1980, quando, a causa del terremoto dell’Irpinia, venne dichiarato inagibile.

Nel Settecento il luogo privilegiato per l’educazione dei figli cadetti delle famiglie nobili e benestanti era il monastero. A Corato esistevano quattro conventi maschili e un monastero femminile e nel 1711, a seguito di una donazione di mille ducati dell’arciprete don Bernardino Aduasio, di don Domenico Basile e della famiglia Brigoli, venne eretto il Monastero del Divino Amore. In un documento del 1864 si legge che l’edificio fu espropriato con le leggi del Parlamento del Regno d’Italia e successivamente destinato a “Casa-ricovero di mendicità”.

Nel 1923 nacque a Corato un Liceo Ginnasio privato, ubicato presso l’edificio scolastico Fornelli, e nel 1924, con delibera comunale, fu trasferito nella ex struttura del convento del Divino Amore al secondo piano, occupando parte dello stabile. Nel 1928 l’edificio venne ampliato a causa dell’aumento degli studenti.

Il lato principale dell’edificio si affaccia su corso Garibaldi e presenta una base con quattro file di bugnato regolare. Sulla parte bassa della parete intonacata si alternano sei fasce di bugnato più rustico. Sono presenti due portoni d’accesso, caratterizzati da plinti totalmente bocciardati sui quali poggiano le lesene.

L’edificio si eleva su due piani. Una cornice marcapiano lo fascia interamente e segna il passaggio al primo piano, sul quale si affacciano otto finestre, mentre al secondo piano se ne contano nove, tutte con stipiti e architravi. Il lato che si affaccia su via Carmine è caratterizzato dallo stesso bugnato rustico che decora l’angolo del prospetto principale e riveste metà della facciata fino alla cornice marcapiano. L’angolo tra via Carmine e corso Garibaldi è caratterizzato da una colonna incassata nella muratura con un capitello dal quale, attraverso un gioco di anelli, fuoriescono quattro volute molto plastiche. Nello stabile è inoltre inglobata la chiesa di San Francesco, in origine oratorio del convento.

Le visite saranno accompagnate dagli Apprendisti Ciceroni, gli studenti delle classi 3A e 3B del Liceo Classico Oriani, che guideranno il pubblico alla scoperta della storia e delle caratteristiche architettoniche del complesso.

Questi gli orari di visita per entrambe le giornate, 21 e 22 marzo: 9.30 – 12.30 e 15.30 – 18.00.

Le altre aperture

Palazzo Marchio di Andria, uno degli edifici storici più prestigiosi, simbolo dell’espansione urbana di metà ‘800, per proseguire con la straordinaria apertura della Torre dell’Orologio di Barletta finora mai stata aperta al pubblico né visitabile e la Chiesa di San Giacomo prezioso scrigno-reliquiario medievale che vedrà l’esposizione di due tele di Fracanzano solitamente non visibili.

Bisceglie aprirà le porte della Casa della Divina Provvidenza, opera rivoluzionaria del fondatore Don Pasquale Uva che sfidò i pregiudizi dell’epoca e ostilità e incomprensione anche da parte del Clero ma trasformò l’assistenza psichiatrica, sostituendo l’isolamento con la dignità del lavoro e dell’istruzione.

È il racconto di una visione innovativa nello scenario nazionale ed europeo che capovolgeva la visione dell’epoca e costruiva un modello di inclusione e riscatto ancora oggi straordinario. Oltre ai viali dell’ampio complesso e agli spazi storici, come la monumentale scalinata, il chiostro vedrà l’allestimento di una mostra di pittura realizzata dagli artisti ospiti della struttura: opere che rappresentano per i pazienti un’autentica espressione del proprio mondo interiore e della loro visione della realtà, per completare il percorso nella maestosa Basilica di San Giuseppe, cuore spirituale dell’Opera; ancora a Bisceglie torna l’apertura della chiesetta di Santa Margherita, prezioso gioiello di arte medievale.

A Canosa saranno eccezionalmente aperte ai visitatori le porte della splendida dimora privata dei
Rossi in cui si potrà apprezzare la raffinata eleganza dei ventuno ambienti, tra i quali il salone delle
feste, i salotti, la biblioteca, che raccoglie oltre 10.000 volumi, e l’archivio di famiglia. Un palazzo
che ha conservato gli assetti originari, gli infissi laccati e gli stucchi, le vetrate, gli arredi e le volte
dipinte e ospiterà, anteprima assoluta, la mostra “Echi Liberty e Art Déco: il gusto privato in Puglia
nel primo Novecento” che svela tesori rari delle collezioni della Fondazione Rossi. Sarà un viaggio
affascinante tra la fine dell’Ottocento e gli anni ‘30, alla scoperta dello stile Liberty e dell’Art Déco.
per scoprire l’impronta indelebile lasciata da questi movimenti sull’arte, l’architettura e la cultura
italiana.

Le visite guidate saranno possibili dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00. Maggiori informazioni sugli account Facebook e Instagram della Delegazione FAI Andria-Barletta-Trani.

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Commenti

  • ReCuoratino (utente non verificato)

    “Non ho paura di niente perché ho fatto il liceo classico”.