A Direzione Corato si discute di Referendum: tre avvocati spiegano le ragioni del “Sì”

Gli avvocati Filippo Tatò, Michele Quinto e Nunzio Fabiano hanno esposto il loro parere in merito al referendum costituzionale
Andare a votare con consapevolezza, conoscendo sino in fondo i motivi che hanno ispirato la riforma costituzionale che il 23 e 24 marzo passerà al vaglio dei cittadini chiamati alle urne del Referendum confermativo. È il motivo che ha spinto la sezione di Direzione Corato a organizzare un incontro informativo sui contenuti della riforma e sui motivi per i quali, a parere degli intervenuti, votare “Sì” è necessario.
Ad illustrare i contenuti della riforma e le ragioni del “Sì” sono intervenuti tre avvocati: Filippo Tatò, nella duplice veste di giurista e segretario del partito, Michele Quinto, avvocato penalista, e Nunzio Fabiano, avvocato amministrativista.
Un appuntamento molto partecipato, nel corso del quale sono stati delineati i contorni tecnici della riforma e sfatati alcuni luoghi comuni che stanno emergendo prepotentemente nel dibattito sulla questione.
Dalle puntuali relazioni è emersa la necessità della separazione delle carriere in magistratura: «Un modo per garantire il “giusto processo” e l’imparzialità del giudice nelle decisioni» ha affermato l’avvocato Quinto. Penalista di lungo corso, Quinto ha osservato che la separazione delle carriere avrebbe l’effetto di evitare l’influenza del pubblico ministero nei verdetti dei giudici, secondo una sorta di mutuo rispetto tra colleghi.
La nascita di due consigli superiori della magistratura, distinti per i giudicanti e per gli inquirenti, sarebbe – ad avviso dell’avvocato Quinto – pertanto garanzia di terzietà, in un sistema che vede attualmente ribaltati i verdetti di oltre la metà dei processi nei successivi gradi di giudizio.
E anche il sistema del sorteggio dei componenti del Csm, secondo il parere dei relatori, sarebbe indispensabile per evitare il potere delle correnti all’interno della magistratura.
Dai relatori, inoltre, un appello a evitare che il tema della riforma possa tradursi in un voto sul gradimento o meno dell’operato del Governo. «Non mi spiego come vi siano colleghi avvocati che possano non concordare sulla necessità di votare sì» ha evidenziato l’avvocato Fabiano. «È accaduto che questo Referendum sia diventato uno strumento per dare valutazioni politiche sull’operato del Governo. Ma l’ideologia qui non c’entra» ha aggiunto.
Quello di ieri è stato soltanto l’ultimo degli appuntamenti in cui si è dato spazio alle ragioni del Sì. Lo scorso 4 marzo, infatti, nella sede di Forza Italia, è stato possibile ascoltare gli interventi del vice ministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, del presidente della camera penale di Trani, Luca Gagliardi e dell’avvocato Luigi Riserbato, già sindaco di Trani, assolto dopo un lungo processo che lo vedeva imputato per presunti reati commessi quando era sindaco.
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