Noi, uniti per il Rizzoli

Nel concreto l’iniziativa si basa su una corrispondenza epistolare e grafica, tra i bambini ricoverati presso l’Ospedale Rizzoli di Bologna e gli alunni dell’I.C. Fornelli-Giovanni XXIII di Corato
Il progetto “Caro amico, ti scrivo”è un filo lungo 637 km, che unisce Corato a Bologna ed è stato reso possibile soprattutto grazie all’impegno costante ed instancabile della referente, la sig.ra Carmela Pisicchio. Il nostro I.C. “Fornelli-Giovanni XXIII” si è avvicinato a questa meravigliosa iniziativa dopo un incontro casuale tra la referente del progetto e la nostra indimenticabile collega, ins. Maria Bucci. La canzone di Lucio Dalla che nella sua prima strofa, recita “Caro amico, ti scrivo, così mi distraggo un po’e siccome sei troppo lontano più forte ti scriverò” ha dato spunto alla bellissima idea di trasformare un semplice foglio in un messaggio ricco di solidarietà.

Nel concreto l’iniziativa si basa su una corrispondenza epistolare e grafica, tra i bambini ricoverati presso l’Ospedale Rizzoli di Bologna e gli alunni dell’I.C. Fornelli-Giovanni XXIII di Corato.
L’intento è quello di offrire sostegno, incoraggiamento e vicinanza a chi soffre, ma soprattutto sviluppare valori come il rispetto, l’altruismo e l’inclusione.
Il progetto porta con sé dei bellissimi messaggi, ma soprattutto racchiude tutto ciò che sia didatticamente che umanamente vogliamo trasferire ai nostri discenti.
Infatti, ogni giorno, nella nostra scuola insegniamo ai nostri alunni il senso civico, quanto sia importante essere altruisti e propensi all’aiuto dei più fragili. Non potevamo trascurare un progetto così bello, ricco di amore e nel contempo di energia. La catena che si è creata ha generato rapporti umani unici, sorrisi pieni di voglia di andare avanti, di certezza e di grande armonia. Sapere che delle lettere possano arrivare dritte al cuore di chi soffre e nello stesso tempo portare gioia, non può che renderci immensamente felici. Questa forte emozione si muta in un boomerang che arriva a Bologna e ritorna a Corato con un impatto incredibile. Non solo immaginiamo i sorrisi di chi riceve le lettere, la loro curiosità, la voglia (malgrado il dolore) di voler rispondere, ma vediamo anche gli occhi dei nostri alunni, alcuni sorridenti e altri pieni di lacrime per la forte emozione. L’incredibile risultato ha portato ad una corrispondenza epistolare che continua nel tempo generando sollievo sia in coloro che soffrono sia nei nostri alunni.
In un mondo sovrastato dall’era digitale, grazie a questo progetto, stiamo riscoprendo il senso della vita, il valore di un’amicizia, la felicità di amare senza conoscersi, la bellezza delle parole, l’emozione di un sorriso, il profumo della carta. Soprattutto, l’esperienza ha reso possibile riscoprire il valore dell’attesa di una lettera, l’emozione pura e l’opportunità di nutrire i nostri cuori di infinito e sconfinato amore.
Commenti
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Grazie a questo progetto attraverso qualcosa di semplice e autentico come una lettera, si crea un ponte fatto di parole, disegni, pensieri e speranze tra due realtà diverse ma unite dal desiderio di condividere emozioni. Ogni lettera diventa un gesto di attenzione e di amicizia che riesce a portare un sorriso, una carezza al cuore.
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