Community Library, il primo anno di Palazzo Gioia: oltre 8mila accessi e una città che riscopre la cultura

Il primo bilancio, tracciato nel corso della conferenza celebrativa svolta ieri, restituisce l’immagine di una struttura ormai radicata nella quotidianità dei cittadini

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A un anno dall’apertura, la Community Library di Palazzo Gioia si conferma molto più di una biblioteca: è uno spazio vissuto, attraversato ogni giorno da studenti, famiglie, bambini e adulti. Un presidio culturale che, in dodici mesi, ha registrato oltre 8mila accessi e un incremento significativo dei servizi, segnando un cambio di passo nel rapporto tra la città e la cultura.

Il primo bilancio, tracciato nel corso della conferenza celebrativa svolta ieri, restituisce l’immagine di una struttura ormai radicata nella quotidianità dei cittadini. «La frequenza che registriamo dimostra che stiamo rispondendo a un’esigenza reale del territorio», ha dichiarato l’assessore alla cultura Beniamino Marcone. «Una biblioteca di comunità svolge pienamente la sua funzione solo quando il patrimonio che custodisce diventa accessibile e condiviso. Il nostro obiettivo è continuare a investire perché questo luogo resti vivo, aperto e sempre più partecipato».

Un progetto costruito nel tempo

Dietro i risultati di oggi, ha ricordato il dirigente comunale Pippo Sciscioli, c’è stato un lavoro complesso, iniziato anni prima dell’inaugurazione. «Quando vediamo il risultato finale, rischiamo di dimenticare tutto il percorso necessario per arrivarci», ha spiegato. «È stato uno sforzo importante, che ha coinvolto uffici, amministrazione e struttura tecnica, tra finanziamenti, responsabilità amministrative e scelte strategiche. Il risultato di oggi premia il lavoro di tante persone che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita e alla crescita della biblioteca».

La trasformazione di Palazzo Gioia ha segnato un passaggio decisivo, permettendo di ampliare servizi e opportunità. «La biblioteca deve essere un luogo aperto, capace di intercettare interessi diversi e di offrire occasioni culturali trasversali», ha aggiunto Sciscioli. «Oggi è frequentata da tutte le fasce d’età, dai bambini agli anziani, e questo rappresenta un risultato importante per tutta la città».

I numeri: accessi triplicati e prestiti in forte crescita

A confermare l’impatto della nuova sede sono i dati illustrati dalla Cooperativa Lilith Med 2000, che gestisce il servizio. In un anno sono stati registrati oltre 8mila accessi, con una media stabile di circa 400-450 presenze al mese a partire da giugno.

Il confronto con la precedente sede temporanea evidenzia un salto netto: gli accessi sono più che triplicati e il prestito librario è cresciuto in modo esponenziale. Nell’ultimo anno sono stati prestati oltre 4.400 volumi, contro i 647 dell’anno precedente.

Significativo anche il numero di nuovi iscritti, con una forte presenza di minorenni, grazie alla collaborazione con le scuole e alle attività dedicate, ma anche con una crescita costante degli adulti. Un dato che conferma come la biblioteca sia diventata uno spazio di studio, consultazione e incontro.

Parallelamente è proseguito il lavoro di ampliamento del patrimonio librario, che ha superato i 50.500 volumi complessivi, grazie a nuove acquisizioni e a un’intensa attività di catalogazione.

La biblioteca come spazio di comunità

Accanto ai numeri, a emergere è soprattutto il ruolo sociale della biblioteca. «Il nostro lavoro non è solo tecnico», ha spiegato Gianluca Cannillo della Cooperativa Lilith Med 2000. «La biblioteca è diventata un luogo di ascolto, un punto di riferimento per i cittadini, un catalizzatore di relazioni e di proposte. Ogni giorno incontriamo persone che chiedono servizi, ma anche occasioni di confronto e condivisione».

Numerose le attività promosse in questi mesi, dai laboratori per bambini agli incontri di lettura, fino ai progetti con il servizio civile e alle iniziative con le scuole. Tra le esperienze più significative, il circolo dei lettori, che ha coinvolto giovani e adulti in percorsi dedicati alla poesia e alla scrittura creativa, e le attività rivolte alla prima infanzia, realizzate in collaborazione con il progetto nazionale “Nati per leggere”.

«Abbiamo visto bambini che frequentavano le attività tornare, negli anni, per prendere libri in prestito», ha raccontato Cannillo. «Questo dimostra che la biblioteca contribuisce a costruire un rapporto duraturo con la lettura».

Grande partecipazione anche alle iniziative culturali e ai laboratori, spesso esauriti in poche ore. «C’è una domanda reale di cultura e di spazi di incontro», ha aggiunto. «La cittadinanza sente questo luogo come proprio e vuole viverlo».

Un investimento sulla crescita della città

La Community Library si inserisce in una visione più ampia, che riconosce alla cultura un ruolo strategico nello sviluppo sociale ed economico. «Investire nella cultura significa investire nella crescita della comunità», ha sottolineato l’assessore Marcone. «La biblioteca è uno strumento fondamentale per offrire conoscenza, creare opportunità e rafforzare il tessuto sociale».

Il primo anno rappresenta dunque un punto di partenza. La sfida ora è consolidare i risultati raggiunti e continuare a sviluppare servizi e attività, rispondendo alle esigenze di una comunità sempre più coinvolta.

Un percorso che, come ha ricordato il dirigente Sciscioli, richiede continuità e visione. «Siamo solo all’inizio. Il risultato di oggi dimostra che la direzione è quella giusta. Ora dobbiamo continuare a crescere, valorizzando questo spazio e le professionalità che lo rendono vivo ogni giorno».

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