Corato calcio, nessuna rete nella gara con la Virtus Palese

Corato Calcio
Un pareggio che muove la classifica ma che non cancella le difficoltà strutturali di una stagione complicata
Un pareggio che muove la classifica ma che non cancella le difficoltà strutturali di una stagione complicata, dentro e fuori dal campo.
Finisce 0-0 al Comunale di Corato la sfida di ieri tra i neroverdi e la Virtus Palese, al termine di una gara equilibrata, dove il punto conquistato appare più utile che deludente.
Il Corato ha confermato il suo principale limite in fase offensiva. La manovra è apparsa ordinata, ma poco incisiva negli ultimi metri. Positiva la prova del giovane Tedone, tra i più vivaci in attacco, impegno e personalità non sono mancati, ma l’inesperienza emerge quando si è chiamati a fare la differenza in una squadra impegnata nella lotta salvezza.
La Virtus Palese, invece, può recriminare per il finale di gara, quando avrebbe potuto capitalizzare alcune situazioni favorevoli, trovando però un Corato compatto in difesa e anche sorretto da un pizzico di buona sorte.
Con questo pareggio il Corato si posizione al 13esimo posto in classifica, ancora in zona play-out ma a una sola lunghezza dalla parte più tranquilla della graduatoria.
Un equilibrio precario che potrebbe cambiare già domenica prossima nella trasferta contro la Virtus Andria, fanalino di coda del campionato.
Un’occasione da non fallire per la squadra del presidente Colabella, che punta a chiudere la stagione lontano dalle sabbie mobili. Ma è soprattutto lontano dal terreno di gioco che il Corato continua a far parlare di sé.
In settimana ha suscitato clamore la mancata disputa dell’amichevole con lo Spinazzola, allenato dall’ex Fabio Di Domenico, vicenda amplificata ben oltre la sua reale portata. È circolata la versione secondo cui la gara sarebbe saltata per responsabilità del gestore dell’impianto sportivo, una ricostruzione non corrispondente ai fatti.
Al contrario, sarebbe stato proprio il gestore a segnalare al tecnico Doudou le precarie condizioni del manto erboso, particolarmente allentato, suggerendo di evitare ulteriori sollecitazioni in vista della gara ufficiale di campionato. Un consiglio di buon senso, finalizzato a tutelare sia il terreno di gioco sia l’incolumità dei calciatori, che lo stesso Doudou ha condiviso e accettato, optando per lo spostamento dell’amichevole sul campo alternativo. Una comunicazione chiara e tempestiva avrebbe evitato il proliferare di notizie imprecise, se non apertamente tendenziose. Episodi che riportano al centro il tema, ormai ricorrente, delle difficoltà comunicative della società.
Una criticità emersa anche con il comunicato che, alla vigilia della trasferta di Stornarella, annunciava l’esonero di Filippo Mastroviti. Secondo la versione ufficiale, più da copia e incolla, il tecnico sarebbe stato sollevato dall’incarico per sopraggiunti impegni lavorativi. Una motivazione che appare debole e poco credibile, considerato che Mastroviti svolge la stessa mansione lavorativa, in Poste Italiane, da oltre dieci anni, senza variazioni recenti tali da giustificare l’improvvisa incompatibilità.
Non è escluso, dunque, che dietro l’esonero si celino ragioni diverse, forse di natura burocratica. Le norme federali stabiliscono infatti che nei campionati dilettantistici una società possa tesserare un solo allenatore di prima squadra per stagione, consentendo solo le figure di vice e preparatore dei portieri.
Una scelta, quella del Corato, che comporta comunque responsabilità precise, anche sul piano economico.
Come già accaduto la scorsa stagione con Doudou, anche Mastroviti, legato contrattualmente al club fino a giugno, dovrà essere regolarmente retribuito fino al termine dell’annata sportiva. Forse sarebbe stato opportuno dire chiaramente la verità sull’esonero di Mastroviti.
Ora la speranza è che entro sabato prossimo, termine ultimo del cosiddetto mercato di riparazione, la società riesca a individuare un attaccante in grado di dare maggiore peso e incisività a un reparto offensivo che, numeri alla mano, fatica a incidere con continuità.
Un’operazione tutt’altro che semplice, però, perché la ricerca di un profilo adeguato dovrà inevitabilmente fare i conti con un bilancio sempre più risicato.
Le possibilità di intervento restano limitate, anche alla luce dell’attesa per un nuovo contributo comunale che, fino all’approvazione del bilancio, non potrà essere reso disponibile e che non potrà mai essere come quelli precedenti, concessi con la giusta motivazione della indisponibilità dello stadio di via Gravina.
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