La strage sui binari in Spagna riapre la ferita dello scontro tra Andria e Corato

La tragedia del 12 luglio
Disastri ferroviari spesso legati a errori umani, carenze tecnologiche o infrastrutture inadeguate, che hanno trasformato un mezzo di trasporto simbolo di progresso in teatro di morte
L’incidente ferroviario avvenuto in Spagna, ad Adamuz, nella provincia di Cordoba, che ha provocato almeno 39 morti e oltre 150 feriti, riporta alla mente immagini e ricordi dolorosi anche in Puglia, in particolare ad Andria e Corato. Una ferita mai rimarginata, quella della tragedia del 12 luglio 2016, quando due treni pendolari si scontrarono frontalmente nelle campagne causando 23 vittime e più di 50 feriti. Una tragedia che segnò per sempre la comunità locale e l’intero Paese.
Quanto accaduto in Andalusia non è purtroppo un caso isolato, ma l’ennesimo capitolo di una lunga scia di sangue che attraversa l’Europa da decenni. Disastri ferroviari spesso legati a errori umani, carenze tecnologiche o infrastrutture inadeguate, che hanno trasformato un mezzo di trasporto simbolo di progresso in teatro di morte.
Il pensiero torna inevitabilmente a Eschede, in Germania, dove nel giugno del 1998 un treno ad alta velocità si schiantò contro un ponte provocando 101 vittime, o alla stazione londinese di Paddington, nel 1999, quando uno scontro frontale causò 31 morti e centinaia di feriti. Ancora, il deragliamento in Montenegro nel 2006, la strage di Viareggio nel 2009, l’incidente di Bruxelles nel 2010 e quello di Santiago de Compostela nel 2013, dove un convoglio lanciato a velocità eccessiva uscì dai binari causando 80 morti.
Fino ad arrivare agli episodi più recenti: la collisione tra due treni in Grecia nel febbraio 2023, con 57 vittime, e oggi la tragedia di Adamuz. Eventi diversi per dinamica, ma accomunati da responsabilità gravi e da sistemi di sicurezza che, troppo spesso, si rivelano insufficienti.
Per le comunità del territorio, ogni nuova notizia di sangue sui binari riapre un dolore profondo e rinnova una domanda che resta sospesa: quanto si è davvero imparato da quelle tragedie? La memoria delle vittime impone di non abbassare la guardia e di continuare a pretendere investimenti, tecnologia e controlli rigorosi, affinché viaggiare in treno torni a essere sinonimo di sicurezza e non di paura.
Commenti
-
il dolore rimane solo in capo a chi ha perso i propri familiari e/o ha subito altro tipo di danno…
La giustizia non è di questo mondo… Nè tantomeno riporterebbe, ammesso che un giorno esca il vero colpevole (abbia/no il coraggio di dire “è colpa mia/nostra!”), in vita i familiari persi…







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti