Dentro Palazzo Bombini, le volte del salone decorate rimaste intatte da un secolo

La volta del salone di Palazzo Bombini
Nessun restauro, nessuna riscrittura della storia: soltanto la pazienza e la cura di chi, generazione dopo generazione, ha deciso di preservarlo così com’era
Accanto alla Chiesa del Carmine, c’è Palazzo Bombini, una dimora seicentesca che al suo interno custodisce uno spazio che desta stupore e meraviglia. Dietro quelle mura, infatti, si apre un salone signorile con la volta affrescata, rimasta intatta per oltre cento anni. Nessun restauro, nessuna riscrittura della storia: soltanto la pazienza e la cura di chi, generazione dopo generazione, ha deciso di preservarlo così com’era.
I motivi decorativi che corrono lungo la volta sono un intreccio di colori e forme sobrie, tipiche delle dimore nobiliari del tempo. Non gridano la loro bellezza, la sussurrano. E forse è proprio questo il loro segreto: un’eleganza che non ha bisogno di essere mostrata, ma soltanto rispettata.
«Un salone così, con questi motivi, non l’ho visto altrove», racconta Vincenzo Nicola Bombini, l’attuale proprietario. «Ne ho visti di molto belli, anche ben tenuti, ma questo ha qualcosa di diverso. È imponente, ma al tempo stesso familiare. Ha un’anima».
E in effetti basta entrare per accorgersene. La luce che filtra dalle finestre accarezza gli affreschi e mette in risalto le ombre leggere sulle pareti, come se ogni giornata, anche oggi, avesse il dovere di restituire vita a quella stanza.
La storia del palazzo, appartenuto anche alla famiglia Patroni Griff, è strettamente intrecciata a quella della famiglia Bombini. Fu Vincenzo Bombini, nato nel 1897, ad acquistarlo nel 1949. Vi abitò con la moglie e i suoi cari fino alla morte. Non avendo figli, l’immobile passò al nipote Onofrio Bombini, e oggi è il pronipote Vincenzo Nicola a custodirlo.
Tre generazioni di imprenditori agricoli nell’ambito dell’olivicoltura che, con discrezione e senza clamore, hanno scelto di mantenere viva una parte della memoria cittadina. «Il nostro compito è stato semplicemente quello di non toccarlo», dice Vincenzo con un sorriso che sa di responsabilità più che di vanto.
Il salone principale si affaccia su via Carmine. Da fuori, la facciata non lascia intuire ciò che si cela all’interno. È come se il tempo, lì dentro, avesse preso un’altra direzione: non in avanti, ma verso l’alto. Ogni dettaglio — le cornici, le decorazioni, la simmetria della volta — racconta un modo di intendere la bellezza che non aveva bisogno di modernità per essere attuale.
Oggi Palazzo Bombini è abitato, ma conserva l’atmosfera sospesa di un luogo che si sta chiedendo quale debba essere la sua prossima vita.
«Mi piacerebbe — confessa Vincenzo — che un giorno questo salone potesse aprirsi alla città, per ospitare eventi culturali, convegni, conferenze, mostre. Sarebbe bello condividerlo, farlo vivere nel rispetto della sua storia».
Camminando sotto quella volta, si ha la sensazione che ogni colore racconti non solo il passato della casa, ma anche il carattere di chi l’ha abitata: un equilibrio tra discrezione e orgoglio, tra cura e rispetto.
Non è un salone “da mostra”, non ha bisogno di flash o di targhe commemorative. È un frammento di identità cittadina che ha scelto di resistere silenziosamente, senza cercare attenzione.
Forse è questo che rende Palazzo Bombini così prezioso: la sua autenticità.
In una città che cambia, dove i palazzi antichi diventano spesso scenografie vuote, qui c’è ancora una casa che custodisce la propria storia con lo stesso garbo con cui si protegge un ricordo di famiglia. E mentre la luce continua a muoversi lenta sulla volta decorata, si ha la sensazione che ogni giornata, da almeno un secolo, inizi sempre allo stesso modo: con il respiro lieve di una bellezza che ha imparato a restare.
Commenti
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Bellissimo e altrettanto belle le intenzioni complimenti
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Molto gentile Sig.Addario grazie
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Buonasera ho avuto l onore di essere stato ospite del dottor Vincenzo. la casa è una vera chicca con quel lampadario stupendo. Però si può notare la corte e poi l immenso giardino,complimenti alla famiglia Bombini
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Tanti ricordi di infanzia, un luogo certamente fuori dal tempo. Un abbraccio all’amico Vincenzo.
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Complimenti vivissimi all’amico Vincenzo, compagno di scuola, uomo sensibile e altruista, senza tuttavia dimenticare i suoi carissimi genitori (che ho avuto il piacere e privilegio di conoscere)…
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parole importanti. “mi piacerebbe che questo salone potesse aprirsi alla città..” non avendo notizie di codesto immobile sino ad oggi mi chiedo e vi chiedo-amministratori- se non sia il caso che qualche assessore alla cultura insieme alla proloco e scuole varie NON APPROFITTINO dell’invito esplicito. Signor Sindaco prenda in mano la situazione e provveda al più presto. Credo sia un invito GRATIS…..
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E una bellissima stanza,me l’ha mostrata il signor Onofrio Bombini al quale prestavo assistenza domiciliare, sono rimasta estasiata di questo salone che ricorda le dimore di tempi antichi
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Ho avuto modo di collaborare con la famiglia Bombini dal 2022 . Il salone rosso si presenta imponente e particolare. Sembra d’immergerti in un sogno di altri tempi. Il lampadario di cristallo è un qualcosa che lascia tutti ad occhi aperti.
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Collaboro per la famiglia Bombini già da diversi anni,per cui conosco molto bene il salone rosso e ogni volta che varco la sua porta la sensazione è sempre la stessa:di grande stupore e meraviglia.Dal vivo si possono ammirare tutti i dettagli e comprendere davvero come,chi ci abita ancora dentro ,abbia saputo conservare,tutelare e rispettare un pezzo di storia.Vincenzo conoscendo l’ ammirazione che ho sempre avuto per quel salone,mi ha dato l’ opportunità ,quest’anno,di festeggiare il mio compleanno ed è’ stata una cosa che ho apprezzato molto.
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Collaborando con la famiglia Bombini da qlc anno ho avuto modo di ammirarlo più volte dal vivo. Lo ritengo un pezzo di storia della nostra Corato, sconosciuta a molti che meriterebbe di essere scoperta. Visto di giorno con la luce del sole sembra di entrare in altra epoca
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Il salone nella casa della famiglia Bombini è veramente un esempio di conservazione perfetta degli arredi nel tempo. È stato per me e mia moglie Teresa il luogo che, grazie al favore della signora Annamaria e sig. Onofrio, genitori del mio carissimo amico Vincenzo Bombini, il luogo per il servizio fotografico nel giorno del nostro matrimonio.
Conserviamo ancora con grande piacere e gratitudine per la famiglia Bombini, le foto fatte in questo salone bellissimo e a distanza di venti anni apprendo che sua rimasto intatto. Complimenti Vincenzo per il tuo spirito di conservazione e cura delle cose. -
Entrare nel salone di casa Bombini per quanto mi riguarda, è stato per me come Alice nel paese delle meraviglie,non solo per la caratteristica del colore rosso ma anche per l arredo sono pezzi unici e pregiati,ho avuto modo di contribuire con le mie mani allo splendore di questa meraviglia
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Salone meraviglioso che ricorda ambiente del “gattopardo “…ricordo la festa di laurea di mio cugino Vincenzo con la presenza di tutta la famiglia Bombini e D’Innella …estesa anche ai De benedittis….che in quella casa hanno vissuto per anni addietro .un bel ricordo che andrebbe rispolverato in qualche maniera …forse .
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Sono un collaboratore dell’ azienda agricola di Vincenzo e ho avuto il piacere di visitare anch’io la sala. Posso solo confermare la bellezza e l’ eleganza, ci si perde nell’ ammirare tutte le parti che la compongono. Da prestare attenzione anche al salotto tappezzato con la lavorazione a capitonnè e le bellissime decorazioni sulle porte. Complimenti a Vincenzo per aver preservato questo bene storico per molti anni…
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Via Carmine è stata per me una via di riferimento costante da tempo,compreso il palazzo Bombini…ma completamente ignara della singolare bellezza custodita al suo interno. Ed è stato nel prestare collaborazione alla famiglia,in primis al sig.Onofrio:persona distinta e rispettosa del quale conservo un caro ricordo che, ho avuto ll possibilità di scoprire il prestigioso salone. È qualcosa di spettacolare una maestosa sala seicentesca che regala incanto e stupore agli occhi di chi la guarda. Non appena ho varcato la sua soglia è come essere stata riportata indietro nella storia…tutto è lì fermo in un epoca remota: dal semplice interruttore luce all imponente candelabro e tutti gli arredi in stile. Grazie al sig.Vincenzo Bombini che con passione persevera nell onorare la memoria dei suoi predecessori nel curare e conservare intatta tutta la bellezza di questo raro capolavoro.
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Un tuffo nel passato : un salone di indiscutibile bellezza.Complimenti a Vincenzo che lo conserva con cura e dedizione. Corato nel cuore.
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Buongiorno, ho letto con piacere la storia di questo splendido palazzo. Un’altra meravigliosa scoperta dopo aver assaggiato l’olio che produce il sig Vincenzo, olio eccellente







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