Legambiente lancia l’allarme: “Serve un registro tumori e più medici sul territorio”

Giuseppe Faretra, presidente di Legambiente
L’associazione ambientalista chiede dati certi e trasparenza sull’elettrodotto che attraversa il territorio.
Il Circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Corato rompe il silenzio e richiama con forza l’attenzione delle istituzioni su un quadro definito “grave e interconnesso”, in cui la tutela della salute pubblica, la salvaguardia ambientale e la garanzia di accesso ai servizi sanitari essenziali risultano sempre più fragili. L’associazione ambientalista chiede interventi urgenti, coordinati e trasparenti da parte di Comune, Regione e autorità sanitarie per difendere “il diritto pieno al benessere individuale e collettivo”.
Tra i temi più sensibili, Legambiente torna a puntare i riflettori sull’elettrodotto che attraversa il territorio di Corato, rispetto al quale, denuncia il circolo, “non esistono dati epidemiologici locali aggiornati, disaggregati e accessibili” né studi completi sugli effetti sulla salute umana. Da qui la richiesta ritenuta “non più rinviabile” di istituire un registro tumori specifico per la città, considerato “strumento fondamentale per monitorare l’andamento delle patologie oncologiche e valutare eventuali correlazioni con fattori ambientali”.
Secondo il circolo, senza un quadro epidemiologico solido non è possibile né comprendere né prevenire i rischi. “Senza dati non esiste comprensione, senza cognizione non esiste prevenzione, senza precauzione non può esserci vera tutela della salute”, si legge nella nota.
Il principio di precauzione e i doveri istituzionali
Legambiente richiama esplicitamente i fondamenti giuridici che impongono un’azione decisa: l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto alla salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività; l’articolo 9, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi “anche nell’interesse delle generazioni future”; e l’articolo 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che introduce il principio di precauzione. Quest’ultimo, sottolinea l’associazione, obbliga gli enti pubblici ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni anche “in assenza di certezze scientifiche”, qualora vi siano “sospetti ragionevoli di rischio”.
A tali riferimenti si aggiungono il Codice dell’Ambiente, la legge 221 del 2015 e il Piano nazionale della prevenzione 2020–2025, che ribadiscono la necessità di rafforzare i sistemi epidemiologici territoriali e di favorire la partecipazione attiva delle comunità locali.
La crisi della medicina di base
Accanto ai rischi ambientali, Legambiente denuncia una situazione sanitaria locale “ormai insostenibile”. A Corato mancherebbero almeno dieci medici di medicina generale rispetto al fabbisogno, mentre oltre il 37 per cento dei professionisti in servizio ha già superato il massimale di assistiti previsto dal contratto nazionale.
“Troppi cittadini – osserva l’associazione – incontrano difficoltà nel trovare un nuovo medico in caso di pensionamento o nell’ottenere cure domiciliari nei tempi necessari.” Il risultato è un sovraccarico delle strutture ospedaliere e un rallentamento complessivo del sistema di assistenza territoriale.
Il nodo dell’ospedale di Corato
Nel documento diffuso dal circolo, emerge anche la richiesta di un rilancio strutturale dell’ospedale civile di Corato, descritto come presidio “fondamentale per l’area nord barese”. Nonostante gli investimenti più recenti, come l’acquisizione di una TAC di ultima generazione finanziata con fondi del PNRR, la struttura continua a soffrire “per la mancanza di personale stabile, per l’insufficienza di risorse economiche e per l’assenza di una visione strategica integrata”.
L’obiettivo, sostiene Legambiente, deve essere quello di garantire “una presa in carico adeguata, efficiente e continua” evitando spostamenti verso ospedali più lontani e congestionati.
Le richieste di Legambiente
Le proposte avanzate dal circolo si articolano in quattro punti:
– l’attivazione immediata di un registro tumori locale, con dati aggiornati e scientificamente attendibili;
– la pubblicazione trasparente di tutte le informazioni sanitarie, ambientali e urbanistiche relative a opere pubbliche a potenziale impatto sulla salute;
– l’applicazione rigorosa del principio di precauzione in ogni fase di progettazione e realizzazione delle infrastrutture;
– il potenziamento del sistema sanitario territoriale, con l’incremento del numero di medici e il rafforzamento dell’ospedale cittadino.
Si tratta, sottolinea l’associazione, di “richieste fondate su dati, diritti e obblighi giuridici, non su logiche ideologiche o emergenziali”.
“La salute non è negoziabile
“La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente – dichiara il presidente del circolo, Giuseppe Faretra – rappresentano valori fondamentali che non possono essere subordinati a logiche di urgenza, contingenza economica o convenienza politica. Riteniamo doveroso agire con trasparenza, fermezza e visione, affinché vengano attivati strumenti di conoscenza come il registro tumori e rafforzati i servizi di medicina territoriale, che sono il primo presidio di prevenzione e assistenza per la cittadinanza.”
Faretra richiama inoltre la necessità di sostenere in modo strutturale l’ospedale di Corato “con risorse stabili e personale adeguato”, e di gestire le opere infrastrutturali “nel pieno rispetto del principio di precauzione, che tutela il diritto alla salute e alla sicurezza della collettività”.
Infine, l’appello alle istituzioni: “Chiediamo che queste tematiche vengano poste al centro dell’agenda amministrativa cittadina e regionale. Legambiente Corato continuerà a stare al fianco dei cittadini con serietà, coerenza e determinazione, per costruire un futuro fondato sulla giustizia ambientale, sulla trasparenza e sulla dignità della persona.”
Commenti
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50 anni dite sempre le stesse cose e fate sempre le stesse inutili cose.
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Tu sì che hai capito tutto della vita, invece…
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La carne,quella causa i tumori.I Coratini e mangiano troppa.
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legambiente…tra poco a Corato si dovrà aggiungere anche inquinato! TUTTE RICHIESTE SACROSANTE almeno in parte riscontrate.- Ma l’AMBIENTE, appunto, rimane INQUINATO al massimo in questa città ed il traffico con altra cause non si ferma.
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Condivisibile in ogni punto. È necessaria una precisazione sostanziale: la tutela della salute passa anche attraverso la denuncia dei rifiuti abbandonati, mai rimossi e troppo spesso incendiati nelle aree rurali di Corato. Su questo tema, purtroppo, continua a prevalere il silenzio, salvo le solite, inutili iniziative pubblicitarie, buone solo a mascherare l’inerzia e a generare facili consensi. Siamo in campagna elettorale?
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ripeto…a Corato l’ambiente è inquinato al livello massimo per il traffico e i restanti motivi in evidenza a via Prenestina….
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Bravo presidenteeeeeeeeeeee







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