Il casale e la chiesetta di Sagina, tra storia e religiosità rurale

Là dove il terreno comincia la sua lenta risalita, fendendosi tra lame e grotte, in questa contrada dal nome curioso, derivante da una pianta foraggera, nell’anno 1167, secondo la tradizione, furono ritrovate le reliquie dei Santi Mauro, Sergio e Pantaleone

Felice Miscioscia per Murgia a Pedali
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Murgia a Pedali, ormai è assodato (si spera!), racchiude e racconta il territorio murgiano in senso lato, percorrendone anche i dintorni e le zone limitrofe, non disdegnando di tanto in tanto qualche diversivo in direzione mare. E così, con un volo pindarico si scende dalle alture di San Magno, viste nell’ultimo numero, all’agro biscegliese, seguendo però un filo conduttore, quello della particolare commistione tra storia e religione, che permea il nostro territorio.

Tale acclarato legame si manifesta qui in uno dei tanti casali che costellano la campagna biscegliese: il Casale di Sagina (o Saggina), con relativa chiesetta.

Là dove il terreno comincia la sua lenta risalita, fendendosi tra lame e grotte (non siamo lontani dalle Grotte di Santa Croce), in questa contrada dal nome curioso, derivante da una pianta foraggera (quella delle scope, per intenderci), nell’anno 1167, secondo la tradizione, furono ritrovate le reliquie dei Santi Mauro, Sergio e Pantaleone, poi Patroni di Bisceglie, che subirono il martirio proprio in queste zone.

In loro onore, a due passi dall’omonimo antico casale di cui resta la possente torre risalente al XIV secolo (ben conservata), fu eretta nel 1708 la Chiesetta di Sagina, per volere del Vescovo Sarnelli e a spese di tale Vincenzo Lazzo, all’epoca proprietario dei luoghi.

Questa ulteriore traccia storica degna di nota, recentemente restaurata e nascosta in un dedalo di stradine tortuose e di produttivi uliveti, oltre ad evidenziare una religiosità rurale molto sentita nei tempi che furono, testimonia ancora una volta che c’è sempre qualcosa di bello ed interessante da scoprire nei meandri del nostro territorio, lontano dalle rotte tradizionali, dove le nostre bici possono arrivare indisturbate, sempre possibilmente col dovuto rispetto.

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